Viverde per valorizzare il territorio

Dopo il successo dello scorso anno, l’amministrazione comunale di Villacidro continua con la manifestazione ViviVerde il percorso di valorizzazione e promozione del territorio di Villacidro.  Quest’anno abbiamo deciso di dare continuità ad una manifestazione che ha dato lustro al paese, ospitando migliaia di visitatori provenienti da tutta la Sardegna, grazie anche alle diverse manifestazioni a carattere sportivo, folkloristico, enogastronomico: tutte strettamente legate al territorio villacidrese.    “Si punta ad incrementare le presenze dello scorso anno - afferma Marco Erbì, assessore allo Sport, Turismo e Ambiente – perché siamo fermamente convinti che ViviVerde sia uno strumento prezioso per incrementare il turismo e sviluppare tutto l’indotto economico del nostro territorio”. Tra le manifestazioni principali verrà riproposta la Sky Race, evento unico nel suo genere, dove una corsa di 21 km si snoderà nei sentieri alle pendici del monte Linas. Quest’anno la gara è stata inserita nel circuito del campionato italiano. Ad aprile il crossodromo comunale ospiterà una tappa del campionato regionale di motocross. Il primo maggio ci sarà la marcialonga, un’occasione per stare insieme e vivere la natura. A fine maggio, nella splendida vallata di Villascema, patria delle ciliegie, andrà in scena Ciliegeti Aperti che lo scorso anno ha visto la presenza di oltre 2500 turisti. All’interno del paese ci sarà anche Monumenti Aperti. Si prosegue poi con la tredicesima edizione del Lago di Corsa che vedrà alla partenza circa 1000 atleti, una gara di atletica che si disputerà intorno alla diga sul rio Leni. Il ViviVerde termina il 10 giugno con la Sagra delle Ciliegie e la processione in onore di Sant’Isidoro.  Viviverde, attraverso queste iniziative, vuole dare valore al territorio, alle specificità di Villacidro e allo stesso tempo creare e sviluppare un indotto che porti benefici all’economia del paese. ...

S’arrosu a su tzaffanau e sparau aresti

Le donne considerano l’otto marzo una giorno di follie, un giorno tutto loro, insomma una piacevole giornata dove tutto è permesso, infatti approfittano di questa ricorrenza per trascorrere con le amiche una serata speciale, all'insegna dello svago, dell'allegria, del divertimento e della buona tavola, tanto è vero che i ristoranti in quel giorno dichiarano immancabilmente il tutto esaurito, facendosi una concorrenza accanita a suon di promozioni, spettacoli trasgressivi e menu originali per conquistarsi la clientela. Gli uomini,  cercando di stupirle con auguri insoliti, offrono mazzi di mimose, sperando di strappare un benevolo sorriso e allo stesso tempo la complicità per poterle corteggiare. Insomma una bella festa con tutti i crismi, commerciali compresi. Ma questa festa  purtroppo  ricorda anche una giornata molto infausta. In realtà le sue origini sono legate a un evento capitato a New York, dove le operaie dell'industria tessile “Cotton” iniziarono uno sciopero per protestare contro le pessime condizioni in cui erano costrette a lavorare. L’astensione dal lavoro andava avanti da diversi giorni, finché il padrone della Cotton,  Mr. Johnson, ebbe la malaugurata ispirazione di sprangare tutti i serramenti della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Inevitabile fu il dramma: allo stabilimento (non si sa realmente cosa sia successo, se l’incendio fu di origine dolosa o causato dal malfunzionamento dell’apparato elettrico della fabbrica) si sprigionò un grande incendio e le 129 operaie (tra le quali c’erano pure delle italiane), prigioniere all'interno del cotonificio morirono tutte quante bruciate dalle fiamme. L'unica colpa di queste donne era stata quella di lottare per ottenere delle condizioni di vita più dignitose. Col tempo questa data è venuta ad assumere un significato estremamente forte, di conseguenza venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo di quella tragedia. Quell’episodio dovrebbe far ricordare a tutto il mondo i sacrifici, le difficoltà e gli abusi che le donne hanno subito nel corso dei secoli per riuscire ad affermare dignità, libertà ed emancipazione. Questo terribile avvenimento  ha dato il via  ad una serie di  celebrazioni che avevano come unico scopo il ricordo della orribile fine fatta dalle operaie morte nel rogo della fabbrica. L’otto marzo serve come esempio, per ricordare il sacrificio pagato dalle donne nella lotta contro la povertà e lo sfruttamento per divulgare ed affermare nel mondo il grande ideale dell'emancipazione femminile. Fu l'UDI (Unione Donne Italiane) nel 1946 a sceglierla come ricorrenza simbolo durante i preparativi del primo otto marzo del dopoguerra, mentre cercava un fiore che potesse contraddistinguere e simboleggiare la giornata.  Furono le donne italiane a trovare nelle palline gialle, morbide e accese che costituiscono la profumata mimosa, l’emblema della festa delle donne, ...

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