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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Tra lavoro, reddito e disoccupazione

La salute di una Nazione si misura dal grado di benessere e di soddisfazione dei suoi cittadini, della sua comunità. Quanto potremmo dire di stare bene? Dopo aver attraversato e affrontato il vortice nero della crisi economica, siamo stati catapultati nel vortice ancora più nero della disoccupazione e del lavoro precario e da questo girone infernale pare sia difficile uscirne illesi, ma soprattutto uscirne. La disoccupazione ci ha scoraggiato, ha sgretolato il futuro, ha spazzato via le nostre certezze assicurandoci ansia, insicurezza e paura. La disoccupazione ha avuto pesanti conseguenze sulla qualità della vita delle persone. Come stanno gli italiani ce lo dice l'ultima inchiesta dell'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) che, tramite l'indagine di elementi economici e sociali, analizza il livello di benessere di un Paese. Per quanto riguarda il fronte occupazionale, il livello resta al minimo e l'insicurezza occupazionale e la disoccupazione di lungo termine (oltre l'anno) pongono l'Italia al terzo posto nella classifica dei peggiori casi analizzati. Sul fronte dell'istruzione, della qualità dell'ambiente e della vita in generale, anche qui l'Italia si classifica in cima al podio dei demeriti. I parametri risultano essere al di sotto della media. Il benessere soggettivo in termini di soddisfazione della propria vita è, dunque, diminuito. Siamo passati da una valutazione di 6,7 (su scala da 1 a 10) a 5,9. Tra gli effetti domino rientra anche il reddito netto delle famiglie. Nel 2016 il reddito era inferiore del 10% rispetto al 2005, classificandosi come uno dei cali più incisivi. Tra il 2005 e il 2009 si era tentato un leggero aumento per poi crollare in picchiata durante gli anni della crisi per poi, successivamente, riprendere a risalire nel 2015. Ma quanto hanno perso le famiglie in percentuali reali e concrete tra impennate, discese e accenni di rialzo? Tra il 2010 e il 2014 il reddito netto delle famiglie è sceso del 18%. La precarietà del mercato legata alla crisi economica, alla disoccupazione e allo sfruttamento, ha toccato il 12,4%  nel 2012 e nonostante sia diminuita da allora resta il doppio della media rispetto alle altre aree analizzate dall'OCSE. In conclusione, sulla base di comparazioni e paragoni tra dati e paesi, il ivello di soddisfazione generale della vita degli italiani si colloca ad un livello 7  poco più in basso rispetto al 7,3 dell'area. Nonostante tutto attendiamo una ripresa costante dell'economia. Elena D’Ettore ...

“Sardegna e Sapori”: la terza seada più buona dell'Isola

“Qui trovi la terza seada più buona della Sardegna: firmato Sardegna e Sapori ”. La firma è d’autore, autenticamente certificata. L’ azienda Sardegna e Sapori di Daniele Melis a conduzione familiare e con ciclo lavorativo esclusivamente artigianale ha infatti recentemente ottenuto un prestigioso riconoscimento salendo sul terzo gradino del podio al 9° concorso regionale della seada tenutosi lo scorso ottobre a Bolotana. La tentazione è in agguato,  il palato in fermento! La comunicazione ci costringe subito al  piacevole test del prodotto che a degustazione conclusa fuga qualsiasi dubbio sulla veridicità del messaggio e bontà del prodotto. La giuria ha visto bene. D’altronde tradizione , genuinità e qualità elementi e filosofia  che caratterizzano fin dalla nascita avvenuta nove anni fa  la produzione della giovane ma già affermata azienda arburese non poteva passare inosservata. L’importante riconoscimento è stato ottenuto dopo aver sbaragliato la concorrenza di una trentina di produttori provenienti da tutta l’isola. La manifestazione organizzata dall’agenzia regionale Laore si è tenuta nella casa Senes a Bolotana dove a far gli onori di casa era presente anche la cantante Maria Giovanna Cherchi, che con la complicità di alcuni brani della miglior tradizione sarda sapientemente rielaborati per l’occasione ha impreziosito la serata. Daniele Melis 42 anni titolare del pastificio-dolcificio e del punto vendita con relativo spazio dedicato alla degustazione che da 9 anni delizia il palato degli arburesi, ma non solo, con grande cortesia e semplicità non oppone resistenza alla inevitabile “Gazzetta-chiccherata”. Cosa ti ha spinto ad intraprendere questa attività? «Diciamo che ho fatto di necessità virtù. Il bisogno e la voglia di lavorare e il forte senso di appartenenza che come tutti i sardi mi lega a questa meravigliosa terra mi hanno spinto a cercare una soluzione fin qui dimostratasi vincente. Il terzo posto di Bolotana bello, inaspettato ma meritato per ciò che abbiamo finora realizzato rappresenta un punto di partenza. Una nuova sfida.  Aver messo in evidenza la comunità e le grandi potenzialità di Arbus  in una manifestazione regionale mi riempie di ulteriore orgoglio» Scommessa vinta dunque? «Beh il settore della gastronomia e dell’agroalimentare se fatto rispolverando le classiche “ricette della nonna” non può che trarne beneficio. La filosofia che accompagna la produzione di Sardegna e Sapori punta in modo esclusivo sul pieno ricupero delle trazioni tipiche del territorio, e il nostro ne ha a sufficienza , sulla genuinità e sulla qualità. Aggiungo nel nostro laboratorio esiste solo la lavorazione artigianale fatta a mano senza conservanti ne coloranti. La tecnologia nella nostra filiera produttiva ha un ruolo abbastanza marginale  e viene utilizzata solo nella fase finale del confezionamento del prodotto quella  necessaria per preservarne freschezza e qualità. Quali i pr ...

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