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L’atmosfera di Natale
Un altro Natale è arrivato, ma l'atmosfera dov'è? Ormai viviamo questo periodo dell'anno più come un'incombenza da affrontare che come una gioia da accogliere. Eppure, le strade, le piazze, le vetrine dei negozi sono addobbate ogni anno più in anticipo e anche nelle case non si aspetta più l'8 Dicembre per decorare l'albero e preparare il presepe. Cosa manca, esattamente, per "sentire" ancora il profumo di questa festa che da bambini ci avvolgeva nell'emozione dell'attesa? L'odore dei caminetti accesi, dei mandarini appena sbucciati, delle castagne arrosto, non riescono a restituire quella sensazione magica che ormai è diventata solo un ricordo per i più nostalgici. Forse, manca l'entusiasmo. E l'entusiasmo manca perché i motivi per far festa sono sempre meno. Le famiglie dove non c'è la sicurezza di un lavoro sono ogni giorno più numerose e, per tutto l'anno, mese dopo mese, in tanti devono fare i salti mortali per riuscire ad andare avanti. Quando arriva Dicembre, in tanti, troppi, pensano alle bollette da pagare ed ai soldi che non ci sono. Il pensiero dei pranzi e le cene con amici e parenti ed i regali che non si potranno fare, non provoca emozione, ma ansia, rifiuto e voglia di arrivare presto al 7 gennaio. Qualcuno potrebbe obbiettare dicendo che Natale è la festa del Signore, che Gesù è nato in una capanna e che non occorre fare regali o pranzi sontuosi. Di solito però, chi fa certe obbiezioni, ha le bollette pagate, le tasche piene e non si è mai trovato nell'imbarazzo e lo sconforto di ricevere un regalo che sa di non poter contraccambiare, anche se vorrebbe. In questa situazione di grande disagio, i giorni di festa evidenziano purtroppo la disperazione e le disparità sociali brillano più delle luminarie. Sarebbe bello se i problemi e le preoccupazioni di questi tempi infelici scomparissero lasciando posto a quell'emozione di quando eravamo piccoli, quella che riempiva i nostri cuori di gioia. Sarebbe bello se questo Natale portasse a tutti un po' di luce e serenità, ogni giorno, tutto l'anno. E così tornerebbe anche l'entusiasmo. Speriamo che Babbo Natale stia leggendo questo messaggio e che decida di farci quest'unico dono che veramente ci occorre per essere felici. Francesca Murgia ...
Leggi di piùMonte Concali golf club: col senno del poi
Circa otto anni fa svaniva il sogno creato dal progetto “Monte Concali Golf Club”, proposto da una multinazionale a prevalente capitale irlandese, americano e in parte anche italiano, la cui realizzazione avrebbe comportato sensibili incrementi occupazionali e uno stravolgimento in positivo delle condizioni socio-economiche e culturali dell’intera zona. Per la realizzazione di tale programma, come si ricorderà, era prevista l’acquisizione di una vasta area ubicata di rimpetto al complesso turistico “Sa Corona Arrubia”, ai confini fra i comuni di Collinas, Villanovaforru e Lunamatrona. Per quanto concerne Collinas, l’area prescelta era quella conosciuta come “Su Pardu”, termine antico che stava a indicare un’area destinata allo sfruttamento comunitario del pascolo naturale da parte del bestiame bovino, in particolare. Per la sua particolare orografia alquanto tormentata, per le carenti caratteristiche fisiche elementari dei terreni e per la sua distanza da centro abitato, l’area di che trattasi è stata nei secoli snobbata dai collinesi. Si dice che quando s’intendeva diseredare qualcuno, fermo restando il principio consolidato della giusta ripartizione fra maschi e femmina della stessa famiglia, alle femmine che non si dedicavano all’agricoltura, venivano assegnati in prevalenza i terreni di “Su Pardu”. Attualmente, salvo limitate aree seminative di fondo valle, gran parte del territorio in parola risulta invasa da un impenetrabile manto di Saracco (Ampelodesma mauritanico), indice inconfondibile del profondo degrado del terreno sottostante. Il prezzo di acquisto dei terreni, come previsto dagli accordi di programma sottoscritti con i comuni interessati e avallati dalla Regione Autonoma della Sardegna, veniva fissato in € 3 /mq, indipendentemente dalla destinazione o potenzialità produttiva degli stessi. Ciò in quanto, escludendo l’area destinata alla realizzazione dei previsti campi da Golf regolamentari, la superficie acquisita doveva servire a soddisfare il rispetto dei parametri di edificazione dell’agro, previsti dalla vigente normativa. Il prezzo concordato, peraltro, di fatto triplicava e in certi casi quadruplicava, il valore di mercato esistente all’epoca. Nonostante ciò, fedele al principio secondo cui “l’erba del vicino è sempre … meno … Verde”, c’era ancora chi pretendeva un indennizzo superione, solo perché il proprio terreno presentava caratteristiche migliori rispetto a quelle del terreno confinante, minacciando addirittura di adire alle vie legali per il riconoscimento di tale diritto. La prima considerazione da fare, la più deludente, risiede nel fatto che la maggior parte della gente, attratta dalla potenza del <<Dio denaro>>, vedeva l’iniziativa solo come un modo di accumulare ricchezza immediata, magari da immobilizzare o da investire in altre zone per il soddisfacimento dei bisogni immediati, e non come prospettiva di sviluppo capace di assicurare ...
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