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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Eventi per le festività natalizie

Programma di ricco di eventi nel paese per le festività natalizie. Si inizia venerdì 15 dicembre, alle 17:30 presso la biblioteca comunale, con il convegno dal titolo “Sport ed etica. Dai campi minori allo scudetto del Cagliari”. Sabato 16 dicembre alle 17,30, sarà la volta della “Festa del Natale” che si terrà nella piazza Costituzione. All’evento prenderanno parte i boscaioli in gara e il coro polifonico algherese; per i più piccoli vi sarà invece la possibilità di scattare qualche foto con un Babbo Natale nostrano. La serata sarà arricchita dalla degustazione di “costeddas fritas” e “binu cotu”. La giornata del 17 dicembre sarà caratterizzata, a partire dalle ore 10 presso la casa degli anziani “Le Rose”, dall’incontro fra la popolazione e il vescovo della diocesi di Ales-Terralba Roberto Carboni. Alle 18 la giornata proseguirà, presso la sala mostre temporanee del museo “Genna Maria” di Villanovaforru, con l’inaugurazione della mostra fotografica “L'isola che c’è” visitabile sino al prossimo 14 gennaio tutti i giorni, esclusi i lunedì, negli orari di apertura del museo. L’iniziativa è a cura dell’associazione “Fotografi di Sardegna”. Passati i giorni di Natale e Santo Stefano, appuntamento al 30 dicembre, quando, presso la sala mostra temporanee alle 18, verrà allestito il laboratorio per bambini e ragazzi “Fotografare la storia”. Gli ultimi eventi per le festività natalizie proseguiranno il prossimo sabato 6 gennaio, alle 17 presso la biblioteca comunale, con la “Tombolissima”, e domenica 7 gennaio, con inizio alle 15 e partenza dalla piazza Costituzione, con il tour dei presepi per le vie del paese. Simone Muscas ...

Giovanni Mainas e le sculture in pomice

Pietra pomice, ottenuta dalla roccia magmatica, altamente porosa e quindi molto leggera; è l’unica pietra che galleggia sull’acqua. I più anziani la ricordano perché veniva usata nei lavatoi e ancora oggi si trova in commercio per l’igiene e la cura personale. Gli usi però sono molteplici; la consistenza è tale da poter essere modellata con particolare attenzione per ottenere sculture precise nell’espressione e nitide nel dettaglio e così piccole opere d’arte prendono forma dalla mano di Giovanni Mainas, serramannese, da molti anni dedito all’estro per la scultura. Lo spirito di osservazione lo ha portato a riprodurre espressioni corporee umane tipiche della vita quotidiana. Espone durante le rassegne di artigiani e produzioni artistiche locali e in occasione delle mostre mercato. Lo incontriamo nel suo laboratorio, un seminterrato nel quale ritroviamo il banco da lavoro, qualche pezzo di pietra in fase di lavorazione per un nuovo lavoro e molti pezzi finiti. Come nasce una scultura con la pietra pomice? Dalla materia prima, che arriva dal sassarese, sulla quale lavoro per qualche giorno fino al raggiungimento della forma definitiva. Gli strumenti sono molto semplici; bulino, mirette abrasive e carta vetrata, lime di diversa granatura ma in nessun caso adopero accessori rotanti. Rovinerebbero il particolare. Talvolta qualche additivo naturale per una sfumatura di colore. Nient’altro. Come ha avuto inizio questa sua passione? Posso dire da quando ero bambino. Mi hanno sempre attratto le forme e i colori particolari delle pietre, specialmente l’ossidiana e naturalmente il silicio. Poi l’ispirazione per i miei lavori è maturata nel corso degli anni e oggi per dare un nome alle mie sculture, attingo dal nostro bagaglio culturale, e soprattutto dal mondo agricolo e pastorale. Come avviene la scelta del nome? Poiché le mie sculture nascono in un contesto specifico, per la maggior parte prendono nome dal sardo. Abbiamo <<Is femminas de su pani>>, <<Su cumbidu>>, <<Su ballu tundu>>, <<Su pastori>>. Per il lavoro utilizza modelli standard? No, ci mancherebbe. L’immagine e l’ispirazione nascono attraverso il contatto con la mano. La dimestichezza compensa la necessità della vista. Si potrebbe lavorare quasi ad occhi chiusi. Misure e proporzioni si riconoscono col tatto, man mano che la scultura prende forma. In questo modo trasferisco ciò che ho in mente sulla superficie della pietra pomice, unica e insostituibile per leggerezza e versatilità di impiego. Giovanni Contu ...

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