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Tra le pagine di “Pizza per autodidatti”

Lo scorso 12 dicembre nei locali del Museo Sa Corona Arrubia, in collaborazione con l’associazione Liberos, si è tenuta la presentazione del libro Pizza per autodidatti di Cristiano Cavina. L’autore romagnolo è in realtà pizzaiolo di professione. Anzi «pizzaiolo quando cè*» come recita l’insegna nel locale dello zio nel quale lavora da quando aveva diciotto anni. Pizza per autodidatti è un insieme di anedotti divertenti sulla vita privata e professionale dello scrittore/pizzaiolo, alcuni dei quali raccontati durante la presentazione tra le risate del pubblico. Non solo, il libro costituisce, come ha spiegato l’autore, un modo per fare delle «dichiarazioni d’amore tardive» nei confronti delle persone che hanno segnato la sua vita privata: i nonni, per esempio. La scrittura di Cavina «fa ridere e commuovere» e le vicende e i personaggi del suo paese natale, Casola Valsenio, vengono trasfigurati mediante la narrazione in qualcosa di epico. L’evento si è concluso con la preparazione dell’impasto per la pizza da parte di Cavina che ha dispensato consigli ai presenti su ingredienti e tempi di cottura. Pizza per autodidatti è stato presentato da Andrea Pau, autore di libri per ragazzi, ed è edito da Marcos y Marcos, casa editrice indipendente con sede a Milano. La presentazione di Cristiano Cavina conclude un mini ciclo di tre incontri con Liberos a Sa Corona Arrubia tenutisi tra il novembre e il dicembre 2015. * Cè è volutamente senza apostrofo perché è una citazione dal libro. Francesca Garau ...

Volontari a confronto nel segno della gratuità

“Aiutaci ad aiutare”. È stato questo il tema scelto per la giornata del volontariato organizzata dall’amministrazione comunale di Arbus e dalle associazioni di volontariato del paese. Il convegno con relatori di alto profilo e gli stand delle associazioni in piazza sono stati i momenti clou di questa giornata di confronto e di condivisione. Nell’aula magna dell’istituto alberghiero si è svolto un convegno a cui hanno partecipato gli studenti della scuola superiore, volontari e cittadini comuni (nelle foto di Renato Sechi). A portare i saluti e a rimarcare l’importanza del volontariato ci hanno pensato il sindaco Antonello Ecca, l’assessore ai servizi sociali Veronica Aru e il consigliere comunale Luciano Arau che ha la delega per il mondo del volontariato e lo sport. Don Angelo Pittau, direttore della Caritas della diocesi di Ales-Terralba, si è soffermato sul significato della parola volontariato: «È caratterizzato dal servizio gratuito che porta a donarsi gratuitamente. Ad Arbus il volontariato è vivo e nascono nuove associazioni. Questa realtà va esaminata con attenzione ricordando che le associazioni di promozione sociale non sono volontariato come la Caritas non è un’associazione di volontariato: è promozione del servizio gratuito. I servizi non sono alla Caritas che altrimenti diventerebbe semplice assistenzialismo. Il principio di sussidiarietà non vuole dire sostituire, ma lavorare insieme perché ognuno ha un compito da fare». Poi un appello e una denuncia perché volontariato non è riempire il vuoto lasciato dallo Stato: «Non inganniamo la gente e i giovani volontari: a questi deve essere dato un lavoro. Le associazioni non possono dare servizi “dando” ad un giovane 100 euro alla settimana. Non posso pretendere da un giovane che faccia il volontario e non abbia lavoro: non devo lasciare i giovani senza stipendio. Il volontario si mette a servizio perché sa che l’uomo è in relazione con l’altro. Ognuno di noi deve mettere un mattone per una società di pace. Nel sociale ci sono tanti sprechi. I soldi spesso vanno ai furbi e non ai poveri, ma questo succede sulla luna non certo a Villacidro o ad Arbus». Per Mariella Cannavero, responsabile del centro trasfusionale dell’ospedale di San Gavino Monreale il volontariato è un atto gratuito: «Donare il sangue - rimarca - è uno strumento insostituibile. Solo i donatori possono soddisfare questa esigenza. È un modo per aiutare gli altri. La Sardegna è una delle regioni più carenti. Il donatore rimane l’unica fonte per il fabbisogno di sangue. Noi auspichiamo che nei centri trasfusionali ci sia un apporto più costante di sangue. Noi avremo bisogno che voi vi avvicinaste alla donazione di sangue, non è mai morto nessuno per aver donato il sangue. Un ringraziamento va ai volontari dell’Avis che ci hanno sempre supportato». Luciano Pinna, presidente delle società di Mutuo Soccorso della Sardegna, fa un dettagliato intervento con l’ausilio dell ...

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