Archivio

Archivio

In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Asl6: medici di Famiglia individuate le sedi carenti

Il Commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Locale n° 6 di Sanluri, Maria Maddalena Giua, ha individuato le sedi carenti: 2 posti nell’ambito 1.3 (Gonnosfanadiga) appartenente al distretto Sociosanitario di Guspini. 2 posti nell’ambito 1.5 (Pabillonis – San Gavino, Sardara) appartenenti al medesimo distretto sociosanitario, con obbligo di apertura uno a San Gavino e uno a Sardara. La deliberazione è stata trasmessa al competente assessorato regionale della Sanità per gli adempimenti di competenza. Espletati i necessari adempimenti burocratici saranno nominati i medici di famiglia. Francesco Zurru ...

Nuoro, presentazione dell'ultimo libro di don Pani

In via Biasi a Nuoro, nel salone della Parrocchia Beata Maria Gabriella Sagheddu, il 25 febbraio prossimo, con inizio alle 18.30, don Giuseppe Pani presenterà il suo nuovo libro: Lettura all’aria aperta della Laudato si’ - prima in montagna poi al mare e infine in una periferia esistenziale , Edizioni Palumbi, euro 8. Don Pani, parroco e docente stabile di Teologia Morale presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Sassari, ha letto e meditato l’enciclica di Papa Francesco, Laudato si’- Sulla cura della casa comune, all’aperto: prima nei sentieri di montagna, poi al mare e, infine, con alcuni carcerati in permesso speciale. Il luogo di questa seconda presentazione non è un caso: presso la parrocchia nuorese, infatti, è nato il terzo capitolo del libro. Scrive don Giuseppe: «In un giorno di fine settembre, don Pietro Borrotzu, parroco della parrocchia nuorese della Beata Maria Gabriella Sagheddu, e suor Annalisa Garofalo, Ancella della Sacra Famiglia, mi chiamano al telefono per invitarmi a trascorrere una giornata di studio con alcuni detenuti degli istituti penitenziari di Badu ’e Carros (Nuoro) e Mamone (Onanì). Ore che condivideranno anche con i loro familiari e i volontari della Cooperativa-Associazione Ut unum sint». L’autore, nell’ultima parte del suo lavoro, racconta alcuni episodi significativi legati al quel giorno. «Tra le slide che presento ai detenuti – scrive don Pani – c’è una fotografia con un “particolare” gruppo di escursionisti, uniti da una corda, che si arrampicano su un crinale: un padre, capofila, e il resto della famiglia a seguire, compreso un bambino molto piccolo. Di fronte a questa istantanea, Angelo – un giovane detenuto spagnolo – si commuove visibilmente; interviene, quindi, per chiedere di “correggere” l’immagine: nella sua vita il capocordata non è lui, ma suo figlio. È il suo bambino ad averlo incoraggiato, guidato e “trainato” in questi anni di carcere: la speranza di abbracciarlo fuori dai recinti, di crescerlo, di giocare con lui in un parco, di aiutarlo a fare i compiti». Presente alla giornata di studio anche Caterina Muntoni, sorella di don Graziano, sacerdote ucciso nel 1998: assassinio che non ha ancora un colpevole. Un detenuto, racconta don Giuseppe, si rivolge così alla professoressa di Fonni: «Ogni sera, quando vado a dormire, nella mia cella, non c'è soltanto il compagno con il quale condivido da tempo quello spazio ristretto, insieme a me, da 27 anni, ci sono anche i due ragazzi che ho ucciso. So che forse è qualcosa di improponibile, ma io so cosa vuol dire uccidere: le chiedo perdono a nome dell'assassino di suo fratello. Se può alleggerire il suo peso, mi guardi e pensi che sia stato io». Il sacerdote tonarese, dunque, citando un grande pensatore del passato, evidenzia che «Dio non solo accoglie i “giusti” che non hanno bisogno di redenzione, ma essendo il “Padre di tutti”, nella sua misericordia fa oggetto della sua provv ...

Vai a tutti i contenuti