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L’Oro Rosso di San Gavino Monreale

L’incontro con Gavino Inconis e Chiara Meloni alla terza edizione del Festival della Biodiversità dei Ragazzi, in Piemonte, a San Giorgio Canavese (To)

Un’occasione particolare incontrare Gavino Inconis e Chiara Meloni al Festival della Biodiversità dei Ragazzi, a San Giorgio Canavese (To), manifestazione culturale nata due anni fa a latere del Mercato della Terra e della Biodiversità da un’idea del conduttore RAI Giuseppe “Peppone” Calabrese. Il Festival rappresenta un appuntamento unico dedicati ai ragazzi (le cosiddette Gen Z e Gen Alpha) sui temi dell’alimentazione consapevole, della sostenibilità e del futuro del cibo, che quest'anno ha visto le tre Terre Canavesane (San Giorgio Canavese, Agliè e Castellamonte) investire in modo strutturale nelle nuove generazioni, offrendo strumenti, linguaggi e modelli per immaginare un futuro del cibo, ma anche possibili professioni future. Parlare con questi due protagonisti della produzione dell’Oro Rosso di San Gavino Monreale non è stato solo raccogliere la testimonianza di due produttori agricoli, ma un’immersione analitica nella memoria collettiva di San Gavino Monreale: in un'epoca di globalizzazione alimentare che tende all'omologazione, il loro caso rappresenta un paradigma di resilienza imprenditoriale. Qui, lo zafferano smette di essere una mera spezia per trasformarsi in uno strumento culturale e identitario. La storia della famiglia Inconis dimostra come la preservazione delle radici non sia un nostalgico ritorno al passato, ma una strategia competitiva basata sulla trasparenza e sull'eccellenza organolettica, capace di nobilitare il capitale umano attraverso il legame indissolubile con il territorio.La serietà che caratterizza l'azienda odierna affonda le radici in un’organizzazione sociale e religiosa documentata fin dal 1814, quando il culto di San Gavino Martire era gestito da un nucleo di famiglie di allevatori, tra cui quella di Gavino, che avevano costituito il "gregge di San Gavino": un patrimonio comunitario (lana, latte, agnelli) i cui proventi finanziavano le celebrazioni.CONVERGENZA DI DUE DESTINI:RIGORE TECNICO E VISIONE GESTIONALELa parabola professionale di Gavino e Chiara è un esempio di come competenze diverse possano salvare una cultura agricola. Gavino ha trascorso la vita tra l'insegnamento di meccanica e pneumatica e il lavoro in un laboratorio sponsorizzato da Volkswagen Italia, contesti dove il rigore era la norma. "Per insegnare 10 ai ragazzi, io dovevo imparare 100," spiega, riflettendo una metodologia che avrebbe poi applicato al campo, quando già dal 1977 col suo primo trattore sottraeva ore al sonno per coltivare mais, grano e soia. La svolta per lo zafferano giunse da una crisi industriale: la chiusura della fabbrica di batterie Scaini, a Villacidro, per la quale Chiara Meloni, impiegata nell'amministrazione dell'azienda si trovò improvvisamente in mobilità. In quel momento critico, la famiglia scelse di investire sull' "oro rosso". È stato un processo di salvezza reciproca: Chiara ha portato la sua precisione amministrativa nella gestione dell'azienda agricola, e lo zafferano ...

Pabillonis, Lara Atzori e “Gli artisti di pace nel mondo”

È stato un evento indimenticabile per l’artista pabillonese l’avvenimento culturale e artistico “Gli Artisti di Pace nel Mondo”, che si è svolto a Roma alla Piramide Cestia in occa...

 È stato un evento indimenticabile per l’artista Lara Atzori l’avvenimento culturale e artistico “Gli Artisti di Pace nel Mondo” che si è svolto a Roma alla Piramide Cestia in occasione della Festa della Liberazione del 25 Aprile. Pabillonese doc, la pittrice ed esperta muralista è stata invitata dagli organizzatori tra i quali l’ideatore, l’architetto romano Cesare Esposito, che per la sua città ha realizzato tante opere d’arte. Sono stati numerosi gli artisti, gli scrittori e gli intellettuali che non sono voluti mancare all’importante e significativa celebrazione: il 25 Aprile, Festa della Liberazione, improntata sulla Pace con la coordinazione della giornalista Feliciana Di Spirito. «Tanti personaggi hanno portato il loro messaggio d’Amore Universale, tra luci, pensieri, parole, musiche, canti, poesie e colori che inneggiano alla pace oltre ogni confine, ogni credo, ogni razza, per una commemorazione particolarmente sentita». Anche l’Istituto Superiore cinematografico-televisivo “Roberto Rossellini” ha voluto dare il suo contributo proiettando sul grande schermo della Piramide di Caio Cestio, il film capolavoro “Roma Città Aperta”. Presente, tra i tanti, intellettuali e artisti, lo storico Francesco Gui, figlio del partigiano padovano democristiano Luigi Gui, uno dei “padri della Repubblica”; il soprano lirico di origine armena Sara Pastore, che ha interpretato l’Ave Maria di Schubert e il tenore Rino Scaturro, che ha proposto “Nessun Dorma” e un “Brindisi alla Vittoria” e la Fondazione no profit Il Mandir della Pace con Gabriella Lavorgna, che ha dedicato alcuni suoi versi poetici su tematiche di Pace.In questo contesto artistico è stata di particolare rilevanza la mostra di pittura “Di Segno In Segno di Pace” con gli "Artisti di Pace nel Mondo", curata da Feliciana Di Spirito e Renato Maria Nistico', che si è tenuta ai piedi della Piramide Cestia. Numerosi gli artisti, provenienti da varie regioni italiane, da diversi paesi europei e alcuni dall’Iran, dal Perù, Ucraina, Russia e dal Brasile. Un’eterogeneità universale unita nel segno della Pace che gli artisti hanno espresso, mirabilmente, ciascuno, con le proprie capacità e abilità. È in questa kermesse artistica di qualità, ricca di valori e di idee che si è distinta Lara Atzori, che ha rappresentato la Sardegna: il suo quadro "L'Uguaglianza nella Diversità”, è stato particolarmente apprezzato dal pubblico: «una grande sfera luminosa, su un cielo terso e nitido, che circoscrive i simboli delle diverse religioni e culture, e cingono, a loro volta, due cuori di diverso colore a simboleggiare l’amore e l’affetto, senza confini ideologici, di etnie e di religione: come un’icona o un totem di pace e uguaglianza, che si para davanti ai diversi popoli che si tengono per mano. Simboli di pace e uguaglianza, ma anche di libertà e rispetto: è questo che traspare dalla pittura/quadro di Laura Atzori, valori universal ...

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