Guspini, ginnastica ritmica campionato nazionale “Specialità alla fune”: medaglia d’oro a Gaia Maccioni

L’atleta guspinese è allenata da Enrica Muntoni __________________________ di Maurizio Onidi ________________________ Risultati straordinari perla delegazione delle ginnaste portacolori dell’Associazione sportiva dilettantistica Attitude, nel campionato nazionale “Ginnastica in festa - Winter edition” svoltosi a Rimini dal 5 all’8 dicembre. Medaglia d’oro “specialità alla fune” alla giovanissima atleta guspinese Gaia Maccioni, categoria Senior 1 livello LC2. Cosa hai provato quando è stata annunciata la vincita? «Quando è stato annunciato il mio nome come vincitrice, ho provato un’esplosione di emozioni che difficilmente riesco a descrivere a parole. È stato un momento di pura gioia e soddisfazione, una sensazione incredibile che mi ha ripagata di tutti i sacrifici, le ore di allenamento e le difficoltà affrontate nel tempo. Ho sentito un’ondata di gratitudine verso il mio allenatore, la mia famiglia, le mie compagne di squadra e chiunque mi abbia sostenuta lungo questo percorso. È stato il coronamento di un sogno che avevo sin da bambina e una conferma del fatto che il duro lavoro paga davvero». Come nasce la passione per questa disciplina? «La mia passione per la ginnastica ritmica è nata quasi per caso, quando avevo solo tre anni e mezzo. Mia madre mi portò a vedere una lezione, e da quel momento ne fui completamente affascinata. La grazia dei movimenti, la musica, gli attrezzi che sembravano danzare con le ginnaste… tutto mi colpì profondamente. Iniziai subito a praticare, e anno dopo anno questa passione è diventata sempre più radicata in me. È come se la ginnastica ritmica fosse una parte del mio essere, non riesco a immaginarmi senza». Da quanti anni pratichi la ginnastica ritmica? «Pratico ginnastica ritmica da quasi 13 anni. È stato un percorso lungo, pieno di sfide, ma anche di grandi soddisfazioni. Ogni allenamento, gara e sacrificio hanno contribuito a farmi crescere non solo come atleta, ma anche come persona». Come riesci a conciliare lo studio con l’attività sportiva? «Non è facile, ma ho imparato a gestire il tempo con disciplina e organizzazione. Cerco di sfruttare al massimo ogni momento libero per studiare, anche se a volte è più complicato del previsto. Devo fare delle rinunce, come uscire con gli amici o dedicarmi ad altre attività, ma per me la ginnastica ritmica vale ogni sacrificio. Ovviamente, il sostegno dei miei insegnanti e della mia famiglia è fondamentale per aiutarmi a mantenere un equilibrio tra scuola e sport». Che programmi hai per il futuro? «Il mio sogno è continuare a migliorarmi e raggiungere traguardi sempre più alti. Voglio vivere appieno questa carriera sportiva finché ne avrò la possibilità, dedicandomi con tutta me stessa. Parallelamente, so che è importante avere un piano per il futuro, quindi voglio completare i miei studi e magari restare legata al mondo della ginnastica ritmica, come allenatrice o giudice, per trasmettere la mia passione a ...

La razza Ariana italica

di Lorenzo Di Biase __________________________________   Nella seduta del Gran Consiglio del fascismo, n. 175, del 6 ottobre 1938, alla quale il Duce ha partecipato intervenendo numerose volte e riassumendone i termini della discussione, è stato deliberato un O.d.g. nel quale venne proclamata la “appartenenza alla razza ariana dell’Italia”; vennero fissati i punti coi quali il razzismo fu introdotto nella legislazione matrimoniale; sposò la linea antiebraica. In pratica nella riunione venne deliberata la “Carta della Razza”. Così si recitava nel documento: “Il Gran Consiglio, in seguito alla conquista dell’Impero, dichiara l’attualità urgente dei problemi razziali e la necessità di una coscienza razziale; ricorda che il fascismo ha svolto e svolge una attività positiva diretta al miglioramento qualitativo e quantitativo della razza italiana, miglioramento che potrebbe essere gravemente compromesso, con conseguenze politiche incalcolabili, da incroci ed imbastardimenti. Il problema ebraico non è che l’aspetto metropolitano di un problema di carattere generale. Il Gran Consiglio del fascismo stabilisce: il divieto di matrimoni di italiani ed italiane con elementi appartenenti alle razze camita e semita e altre razze non ariane; il divieto per i dipendenti dello Stato e degli Enti Pubblici di contrarre matrimonio con donne straniere di qualsiasi razza; il matrimonio di italiane ed italiani  con stranieri anche di razza ariana dovrà avere il preventivo consenso del ministro dell’interno; dovranno essere rafforzate le misure contro chi attenti al prestigio della razza nei territori dell’impero”. Ovvero, non era consentito il madamato cioè la pratica che consentiva ad un uomo ariano di convivere con una donna non ariana. Per esempio, Indro Montanelli dichiarò in un programma televisivo che quando era un giovane ufficiale dell’esercito in Africa acquistò da una tribù locale per 500 Lire 1 cavallo, 1 fucile ed 1 moglie di 12 anni. E lo dichiarò nell’ordine appena espresso. Immediatamente dopo il pronunciamento dell’organo su citato, venne promulgato il decreto-legge del 17 novembre 1938, provvedimento che metteva in atto le deliberazioni del Gran Consiglio del 6 ottobre. Esso vietava i matrimoni di cittadini italiani di razza ariana con persone di altra razza; definiva agli effetti di legge l’appartenenza alla razza ebraica; stabiliva l’esclusione degli ebrei dal sevizio militare, dalle cariche pubbliche e dalle amministrazioni; ne limitava i diritti nel campo della proprietà immobiliare, nella gestione delle aziende economiche e nell’esercizio delle libere professioni; stabiliva la categoria degli ebrei che potevano essere sottratti alle discriminazioni (famiglie iscritte al partito nazionale fascista prima del 1922; famiglie di caduti in guerra). La riunione n. 175 del Gran Consiglio del Fascismo e la successiva complicata e spinosa legislazione antiebraica, era stata preceduta da tutta una ser ...

Vai a tutti i contenuti →