Cagliari, il 30 3 il 31 maggio si terrà il secondo Forum Interculturale delle Isole d'Europa: "sfide e opportunità

  I giorni 30 e 31 maggio si terrà a Cagliari, capoluogo della Sardegna, il II Forum Interculturale delle Isole d'Europa: "sfide e opportunità". L'evento, promosso da Eurinsula in collaborazione con l'Università di Cagliari e il Corpo Consolare della Sardegna, insieme a Amraa (Azzorre),  Fecam (Canarie), Communauté de CommunesDu Sud Corse, Comune di  Chania (Creta) e Naxxar (Malta), vedrà la partnetshipdi sei paesi che  rappresentano circa trenta isole europee facenti parte della rete del Progetto Islas del Mar. Il principale obiettivo dell'evento è creare una rete e promuovere i valori culturali delle isole dell'Atlantico e del Mediterraneo, le isole d'Europa. Il Forum Interculturale delle Isole d'Europa è un evento volto a promuovere e connettere territori insulari attraverso il turismo come veicolo culturale, con l'obiettivo di sensibilizzare e promuovere la cultura insulare e i nostri diritti. In questa occasione, si riuniranno politici, esperti europei che analizzeranno le sfide affrontate dalle economie insulari, università, studenti, ricercatori e altre persone interessate alla continua trasformazione, promozione e sviluppo interculturale delle isole. II Forum si strutturerà attorno ai seguenti temi principali: Internazionalizzazione e politiche di cooperazione per la promozione culturale e territoriale, buone pratiche per favorire l'integrazione sociale e l'identità insulare; Trasporto e Insularità: nuovi modelli di continuità territoriale. • Modelli innovativi di turismo sostenibile; Politiche regionali insulari; Economia sostenibile; Cultura e identità insulare. ...

Su pani cottu a sa casteddaia o mazzamùrru

di Roberto Loddi de Santu 'Engiu Murriabi _________________________________   [caption id="attachment_51089" align="alignleft" width="160"] Roberto Loddi[/caption] Su pani cottu a sa casteddaia o mazzamùrru è un piatto molto antico della cucina contadina e dei pastori isolani, era il piatto della domenica, quando non si sprecava nulla; tanto meno il pane. Quel pane che veniva cotto nei forni a legna e il cui profumo si sentiva nell’aria da lontano. Quante ricette povere e semplici si preparavano un tempo, una delle più diffuse era quella del pancotto (mazzamurru, nel cagliaritano e nel Sulcis o suppas, suppasa nel centro del Campidano), così facendo si evitava lo spreco del pane avanzato e allo stesso tempo si cucinava una zuppa corroborante, a base di pane raffermo, conserva casalinga di pomodori, pecorino grattugiato e chi poteva permetterselo aggiungeva il brodo di pecora per sbollentare il pane utilizzandolo al posto di acqua e sale, Del mazzamurru cagliaritano, è stata depositata la ricetta ufficiale all’accademia della cucina e tra gli ingredienti è prevista l’aggiunta del latte. Diverse erano e, tutt’ora lo sono, le versioni della preparazione di questa ricetta, c’è chi sbollenta il pane secco nel brodo di pecora, poi lo strizza e raduna le fette dentro a una teglia ben unta alternandole al sugo di pomodoro. In diversi paesi usano lo zafferano San Gavino per impreziosire il condimento, in altri origano e formaggio, chi invece lo cuoce nel sugo e dopo lo cosparge di formaggio, oppure chi nella versione più povera lo sbollenta in acqua salata a bollore, successivamente strizzato, cosparso di formaggio e ricoperto di sugo bollente. Su mazzàmurru, mazzamurro, dal catalano maccamorro, e dallo spagnolo mazzamorra, risulta essere una tsuppa, zuppa molto gustosa e allo stesso tempo rustica, non occorre una complicata preparazione, anzi, grazie al fatto che gli ingredienti sono di facile approvvigionamento in quanto sono quelli che normalmente non mancano mai nella dispensa di una casa e grazie alla facilità di esecuzione, anche le massaie più inesperte possono preparare la zuppa facilmente. Comunque sia di una cosa si è certi, questo piatto è talmente succulento che, anche a causa delle restrizioni economiche attuali, per tante famiglie sta tornando di moda. A buon intenditor poche parole! Ingredientis: 1 pane tipo, civraxiu, di almeno tre giorni cotto in forno a legna e tagliato a fette spesse un centimetro e mezzo, 1 bella cipolla di, sa Zeppara (zona florida della Marmilla), kg 1,2 di polpa di pomodori freschi ridotta a poltiglia, 2 spicchi d’aglio, un mazzetto di prezzemolo, un mazzo di basilico, pecorino non troppo stagionato a scaglie, g 150 di pecorino sardo grattugiato, brodo di pecora, olio extravergine d’oliva, zafferano San Gavino, sale e pepe di mulinello q.b. Approntadura: trita la cipolla con il prezzemolo e il battuto ottenuto, ponilo rosolare in un capace tegame di terracotta, insieme a un gene ...

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