Gonnosfanadiga, quattro milioni di euro per lavori pubblici

Apre la casa dell’acqua, nuova vita per i campi da tennis ______________________________   di Gian Luigi Pittau L’amministrazione comunale per i lavori pubblici ha ottenuto numerosi finanziamenti, ha già realizzato diversi lavori e messo in progettazione importanti opere. «Si tratta di quasi 4 milioni di lavori, in parte già realizzati e per gran parte da realizzare - afferma il sindaco Andrea Floris - Ho fatto un elenco dettagliato a cui vanno aggiunti: il rifacimento dei campi da tennis e la recente riapertura della Casa dell’Acqua, altro servizio messo a disposizione della popolazione». Non va poi tralasciato il rifacimento della segnaletica in quasi tutto il paese e la creazione di 6 nuovi stalli di parcheggi dedicati ai disabili. Nella via Porru Bonelli, via Roma, via Parrocchia e Viale Kennedy, la segnaletica verrà ripristinata solo dopo aver rinnovato il manto stradale». Il primo cittadino fa il punto sull’igiene urbana: «Oggi - aggiunge - è decisamente migliorata, a parte l'azione di alcuni incivili, il paese si presenta più pulito, il servizio di spazzamento riguarda ormai tutte le strade, e gli effetti sono ben visibili. Per qualcuno il nostro programma era un libro dei sogni, ma a noi piace realizzarli i sogni. Sono tante le cose che la nostra amministrazione, sindaco, assessori e consiglieri tutti hanno fino a oggi realizzato».  «Tutto questo - sottolinea Andrea Floris -  è stato possibile grazie alla fattiva collaborazione degli uffici, con i quali si è creato un bello spirito di collaborazione senza il quale, questi risultati non sarebbero stati possibili.  A loro vanno i nostri più sentiti ringraziamenti, in così pochi si è fatto davvero tanto e personalmente sono veramente contento del loro operato.  Per il prossimo futuro cercheremo di migliorare anche i servizi all’esterno con nuove assunzioni». In più il sindaco ha messo a disposizione dei concittadini, la sua professionalità, prestandosi a effettuare campagne di test covid nelle scuole sia pubbliche sia private: «Ho eseguito, con la collaborazione di volontari che ancora ringrazio, per ben due volte lo screening sulla nostra popolazione scolastica, così come spesso sono stato chiamato a fare test anche al domicilio delle persone malate, in due anni ho fatto oltre 5000 esami. Con il permesso e la collaborazione della Asl ho poi organizzato e somministrato in due campagne di vaccinazione, ben 600 vaccini, presso la sede dell'Avis e anche al domicilio dei non ambulabili, anche qui coadiuvato da infermieri e oss che mi hanno aiutato in questa opera preziosa. Questo per permettere, anche gli anziani impossibilitati, di accedere alla vaccinazione».   ...

La lama e l’inchiostro: arriva il nuovo libro di Ciro Auriemma

di Giacomo Pitzalis _________________________________   La lama e l’inchiostro è l’ultimo libro dello scrittore ed editor Ciro Auriemma, pubblicato da Edizioni Piemme e approdato in tutte le librerie lo scorso 24 ottobre. Ambientato nella Cagliari del 1573, l’opera si snoda tra le vie e i luoghi della città, proscenio delle icende che vedranno il leggendario scrittore Miguel de Cervantes diventare suo malgrado protagonista dell’opera. Ma da cosa nasce questo racconto, con un protagonista che, di certo, ha bisogno di ben poche presentazioni? «Il libro ha origine, in parte, dalla suggestione di un editore che ha avuto l’idea di raccontare in chiave avventurosa e “gialla” il passaggio di Miguel de Cervantes a Cagliari, di cui c’è testimonianza ma non molto altro. Il mio è il tentativo di colmare con la fantasia queste lacune storiche, senza alcuna velleità di mischiare il piano del reale con quello immaginario». Un’intuizione che interseca realtà storica e fantasia, incorniciandone lo sviluppo all’interno del capoluogo sardo nel periodo della dominazione spagnola. Combinare questi elementi è stata la ricetta vincente alla base del volume. «Mi affascinava - racconta l’autore – il pensiero di aver guardato lo stesso cielo, lo stesso mare, di avere percorso le stesse strade di un gigante che, in quel momento, era niente più che un soldato. Trovavo assurdo non provare a immaginare che qui, ad appena 26 anni, avesse iniziato a ragionare sulle storie che avrebbe poi regalato al mondo». E da questa serie di input, Cervantes quasi si trasforma nella sua creatura più conosciuta, Don Chischiotte, attraverso una serie di situazioni avverse che dovrà affrontare insieme all’aiuto del prode Pablo Sanchez, chiamato a sua volta a ricalcare le orme di Sancho Panza, celebre sidekick dell’eroe della Mancia. Ma se al Cervantes è dato un ruolo così di primo piano, anche alla vecchia Caller è dedicato uno spazio importantissimo: Ciro l’ha infatti trasformata in un crocevia di interessi differenti, giochi di potere e vittime prestabilite dall’alto. «Cagliari era, e resta, il centro del potere viceregio, eterodiretto. Di Cagliari, e della Sardegna, si decide ancora altrove e, troppo spesso, si trova il modo di decidere pro domo mea e non nell’interesse della collettività. Se guardiamo alla “vertenza entrate” non possiamo non pensare a quella stessa insolenza da re che decide anche laddove ha palesemente torto. Oppure guardiamo a come si è amministrata la sanità pubblica negli ultimi anni, con gli ospedali martoriati e mortificati a vantaggio di una logica da pallottoliere. Per non parlare delle servitù militari, dell’industrializzazione e della “palificazione” selvaggia». Trovarsi a gestire questa mole di personaggi, fatti e situazioni non deve essere stato certamente semplice: qual è stata, infatti, la maggiore difficoltà nel ritrovarsi a muovere un gigante del calibro di Cervantes, la cui opera h ...

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