Montevecchio: al via martedì 1 agosto il primo degli appuntamenti di “A Innantis, Elogio alla Resistenza”

Redazione __________________________   Nello splendido scenario dei cantieri minerari di Montevecchio prende il via  martedì 1 agosto il primo degli appuntamenti di “A Innantis, Elogio alla Resistenza” Estate guspinese 2023, organizzato dall’assessorato alla Cultura e Turismo,  in collaborazione con la Proloco Guspini, il Festival della Letteratura per bambini “Bimbi a bordo”, MIS, Sardegna Teatro, Emergency Sud Sardegna e con il contributo della Fondazione di Sardegna. Si apre alle 19,30, piazzale ex Officine con Petton House- Venghino siori venghino!. Alle 20 nel piazzale ex Officine sarà il turno di Dj set Paul Verosi,  Selezioni in vinile,  "Nostalgia canaglia" Ingresso libero. Alle 21, piazzale Anglosarda, Concerto con Niccolò Fabi "Solo Tour", Una produzione MIS e Comune di Guspini, ngresso a pagamento - biglietto unico € 23. Mercoledì 2 Agosto alle 19,30, ex Officine, Laboratorio "Costruiamo la Pace"di e con Emergency Sud Sardegna. (Per bambini e bambine dai 6 agli 11 anni. Max 15 partecipanti. Prenotazioni su: sudsardegna@volontari.emergency.it e al numero 328 6764872) - Ingresso libero. Alle 20, piazzale ex Officine, Spettacolo di arte circense "Cabaret di là"con il CircoSottovuoto & Os Bobos (da 0 a 99 anni) Ingresso libero A seguire Paul Verosi - Selezioni in vinile - Around the world Ingresso libero.  Alle 21,30, piazzale Anglosarda, spettacolo "Sorie sconcertanti" di Dario Vergassola, ingresso libero – prenotazione consigliata da effettuare sulla piattaforma eventbrite.it . Giovedì 3 Agosto alle 19,30, piazzale ex Officine, presentazione del disco “Firmu" di Andrea Merlochevola Serpi, Live in duo con il Maestro Daniele Serpi al pianoforte. A seguire Dj set Paul Verosi- Selezioni in vinile - "Discus de babbu", Ingresso libero. Alle 21,30, piazzale Anglosarda, spettacolo "Hybris di Antonio Rezza e Flavia Mastrella", una produzione Sardegna Teatro.   ...

Due, tre o… quattro osservazioni

di Sandro Renato Garau ___________________________________________ Caro Direttore Spesso sul suo giornale si è parlato di bellezza presentando l’isola e i suoi spazi incontaminati. Oggi riflettendo su alcuni aspetti problematici è facile farsi una domanda lapidaria: chi ha a cuore l’isola di Sardegna in riferimento ad almeno quattro questioni: quanto sta succedendo nei nostri mari e anche nei monti, la situazione sanitaria, la prevenzione dei disastri ambientali, la continuità territoriale. Nei giorni scorsi c’è voluto Vittorio Sgarbi per attirare l’attenzione su quanto sta succedendo nei nostri monti e sulle nostre coste a proposito di eolico. A dire il vero non solo lui ma anche alcuni amministratori che si sono opposti allo sfruttamento selvaggio del suolo e del vento che non ha nessun ritorno per le genti sarde e che deturpa l’ambiente. Lui parla di bellezza ed è difficile dargli torto. L’amara riflessione potrebbe essere che ai sardi la bellezza non interessi. La storia insegna che nei secoli, pur avendo i nuraghi e una cultura consolidata si è stati dominati, dai romani, dai pisane, dagli aragonesi e i piemontesi e si sono subite invasioni anche saracene. Ai duchi di casa Savoia che non avevano un regno è stato regalato anche il titolo di Re. È difficile accettare che da sempre siamo stati servi. Questo fatto non è triste, è tragico. A chi attribuire questa situazione? La bandiera della Sardegna la vediamo sventolare in ogni parte del mondo perché i sardi sono sparsi nel globo. Quella bandiera rappresenta solo il fatto che si è nati in Sardegna. Sui può pensare che basti? Certo che no! Se si volesse fare un volo, neanche pindarico, si può osservare che la utilizzano tutti i sardi: destra, sinistra, centro e se si dovesse ironizzare, anche i morti. Ma quale identità? Cosa pensano i sardi della loro isola? L’assalto alle coste, e sono tante, e ai monti con le pale eoliche è un dato di fatto. Se non si mette un limite a queste altro che la bellezza decantata nei dépliant e dallo stesso Vittorio Sgarbi. Non si può neanche pensare a quanti vengono nell’isola, portano via e non lasciano niente. Che abbia ragione il critico d’arte che di bellezza se ne intende? [caption id="attachment_116004" align="aligncenter" width="873"] Piscinsa (foto di Paolo Bianco)[/caption] Se si dovesse scendere terra terra e abbandonare il vento che è fondamentale agli uccelli e oggi ai profitti delle multinazionali che vogliono impiantare pale eoliche in terra e in mare, si potrebbe dire che lo stesso problema si pone per la vita quotidiana di migliaia di sardi che chiedono assistenza medica e non hanno neppure un medico dal quale farsi fare una prescrizione. Questi però non volano, spesso sono bloccati a letto o non si curano perché non possono. Esiste l’orgoglio dei sardi? Anzi cos’è l’orgoglio? Se ci si rivolge alla politica, poi si può rimanere perfino senza parole. Se, invece, si volesser ...

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