A Sanluri è lotta contro il tempo tra i volontari e i pusher

L’obiettivo dei volontari di Mondo Libero dalla Droga è arrivare dai ragazzi con la Verità sulla Droga prima che arrivino gli spacciatori con le loro bugie _____________________________________________________          Continua la campagna di prevenzione dei volontari di Fondazione Mondo Libero dalla Droga e della Chiesa di Scientology nelle provincie del medio Campidano e sud Sardegna. Infatti, nella serata di ieri, mercoledì 20 settembre, i negozianti e i cittadini di Sanluri sono stati coinvolti in quella che potremmo considerare la campagna di prevenzione alla droga più diffusa e di maggiore continuità in Sardegna. Come sempre, anche in questa occasione Sanluri non si tira indietro, partecipando attivamente alla divulgazione del messaggio di vivere liberi dalla droga. “Il problema c’è e non possiamo pensare che non ci riguardi – dichiara il titolare di un negozio del centro – questi libretti sono ben fatti e i miei clienti li prendono volentieri e con interesse. Se potete, lasciatemene un bel po’, perché ogni volta finiscono subito.” Questo interesse popolare sprona i volontari di Mondo Libero dalla Droga a continuare nella loro azione. “Vanno bene la dura repressione della criminalità e la lotta allo spaccio, ma non sono sufficienti – afferma Stefano, uno dei volontari - il nostro obiettivo è fare in modo che i ragazzi non si avvicinino a quel mondo, togliendo i potenziali “clienti” dalle mani dei pusher. Un risultato che otterremo solo con la collaborazione dei cittadini responsabili e attraverso l’istruzione e la consapevolezza che da essa proviene.” Aveva visto bene il filosofo L. Ron Hubbard che già negli anni ’70 scriveva: “La droga è l’elemento più distruttivo presente nella nostra cultura attuale”. L’inizio del nuovo anno scolastico sarà l’occasione per riprendere il dialogo con i ragazzi attraverso le conferenze informative nelle scuole; due ore di istruzione con “La Verità sulla Droga” sottratte alle lezioni ordinarie, possono salvare la vita di tanti giovani. Lo dimostrano i tanti feedback scritti dai ragazzi dopo le conferenze. Naturalmente le iniziative dei volontari proseguiranno in altri comuni del medio Campidano anche nelle prossime settimane. Info: www.cagliariliberadalladroga.com ...

Le troppe regalie del passato rischiano di mettere in crisi il sistema previdenziale in Italia

di Mauro Marino ___________________________________ [caption id="attachment_106855" align="alignleft" width="199"] Mauro Marino[/caption] Non ve lo dicono, fanno finta di nulla, nessuno ne parla, ma la situazione previdenziale in Italia è molto seria e se non si interviene immediatamente si rischia, seriamente, nel futuro di mettere in crisi il sistema previdenziale italiano. E’ una situazione che parte da molto lontano, addirittura dal dopoguerra, dagli anni della ricostruzione industriale e dal boom economico che si è verificato in Italia negli anni sessanta e che si sta ripercuotendo, a causa di errori, regalie e malafede dei politici sui pensionati attuali e soprattutto su quelli che lo saranno tra una ventina d’anni. Innanzitutto iniziamo col dire che il nostro sistema previdenziale attuale è a ripartizione vale a dire che chi lavora e versa i contributi paga la pensione a chi è già pensionato. Questo sistema introdotto in Italia già prima della seconda guerra mondiale per rendersi in equilibrio abbisogna secondo calcoli attuariali che vi sia almeno 1 lavoratore e mezzo per ogni pensionato. All’inizio poiché vi erano pochi pensionati e a causa del boom economico determinato dal proliferarsi delle grandi fabbriche del nord soprattutto in Lombardia, Piemonte e Veneto a cui si può tranquillamente aggiungere anche l’Emilia Romagna e la Toscana e a causa dell’aspettativa di vita che in Italia era molto bassa determinò addirittura un avanzo economico nei bilanci dell’INPS. Questo benessere economico causò appetiti elettorali che indusse molti politici per ottenere consenso a varare leggi previdenziali assolutamente inique e di cui stiamo pagando ancora le conseguenze. Fu introdotto nel calcolo della pensione il sistema retributivo e si approvò la scellerata legge sulle baby pensioni per i dipendenti pubblici. Quello delle baby pensioni introdotte dal Governo Rumor nell’anno 1973 merita un approfondimento. Dopo il sessant’otto che modificò in profondità la società in tutt’Europa si creò in Italia un clima politico e sociale molto teso con attentati di stampo terroristico operati sia da frange dell’estrema sinistra che dell’estrema destra ed allora per cercare di calmare le acque e per evitare tensioni sociali si pensò di istituire le pensioni baby che, ricordiamolo, permettevano ai pubblici dipendenti di potersi pensionare se uomini dopo 19 anni 6 mesi ed un giorno e se donne coniugate addirittura dopo 14 anni 6 mesi ed 1 giorno di lavoro. Secondo un semplice calcolo matematico se un lavoratore accedeva alla pensione baby a 40 anni e vive secondo l’attuale aspettativa di vita fino a 85 anni costui percepisce di pensione oltre il triplo dei suoi effettivi versamenti contributivi. Mai scelta fu più nefasta se si pensa che dal giorno della sua istituzione fino ad ora questa disposizione è costata all’Erario oltre 250 miliardi di euro e che ancora oggi nel bilancio dello Stato incide per circa 7 miliardi d ...

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