Sa meba pirongia de is siresus

di Roberto Loddi de Santu 'Engiu Murriabi _________________________________________   [caption id="attachment_92215" align="alignleft" width="121"] Roberto Loddi de Santu 'Engiu Murriabi[/caption] Il melo cotogno è un antico albero originario dell’Asia Minore e della zona del Caucaso, regione dell'Eurasia posta tra il Mar Nero e il Mar Caspio, e in seguito si è esteso in tutta l’area del Mediterraneo e in Cina. È un frutto dimenticato ma dalle virtù nascoste, che vanta un passato importante. Il melo cotogno è una delle piante da frutto più antiche note all’uomo, tanto è vero che era coltivato già nel 2000 a. C. dai babilonesi, mentre i greci lo reputavano frutto sacro ad Afrodite come segno di riconoscimento dell’amore, della fecondità e proposto come emblema di buon auspicio nei banchetti matrimoniali. Nel periodo romano, grazie alle citazioni di Catone, Plinio e Virgilio la mela cotogna divenne famosa. Plinio, con il medico geografo greco Ippocrate, consideravano la mela cotogna uno dei frutti più salutari e utili all’umanità. Plutarco racconta che, secondo la riforma di Solone nota anche come riforma timocratica o censuaria, le spose dovevano consumare una mela cotogna la prima notte di nozze, in modo che il rapporto risultasse appagante e allo stesso tempo, il frutto avrebbe favorito un felice concepimento. La mela cotogna fu molto apprezzata nel Medioevo, mentre oggi il suo consumo è assai poco diffuso. Nel Rinascimento alcuni medici e botanici, dal Mattioli al Durante, la consigliavano come rimedio contro gli avvelenamenti.  Era un frutto così amato dagli Arabi da ispirare anche poesie. Secondo un’antica usanza serba, nei mesi freddi, quando si prevedeva un rapporto coniugale, era uso sbarazzarsi di una mela cotogna tra quelle che si avevano in casa, questo gesto propiziatorio per stimolare l’arte amatoriale. Anticamente era considerata favorevole alle donne incinta perché le aiutava a partorire figli dotati di grande intelligenza e personalità. La mela cotogna (Cydonia vulgaris), ma anche Cydonia oblonga Mill. 1768, appartiene alla famiglia delle Rosaceae, coltivata per i suoi frutti ed è una varietà di incrocio tra pera e mela. La pianta di mele cotogne ben si adatta a terreni poveri, richiede un buon drenaggio e non ama i terreni molto calcarei. È un frutto dimenticato, ma dalle virtù nascoste, di forma tondeggiante e irregolare, assomiglia vagamente a una grossa pera, è di un bel colore giallo che tende al verdognolo e ricoperto da una lieve lanugine. La mela cotogna che ha la forma più tondeggiante è la cotogna maschio, quella con la forma più allungata è la cotogna femmina. Oggi i frutti sono adoperati principalmente nell'industria dolciaria per preparare deliziose gelatine e confetture. Le mele cotogne si trovano sui mercati durante l’autunno, quando le acquistate prestate parecchia attenzione perché anche la minima ammaccatura intacca rapidamente tutto il frutto. Per questo motivo p ...

Festival delle Peschiere, per le incerte condizioni meteorologiche tutti gli appuntamenti previsti a Marceddì sono trasferiti a Terralba

Dopo la giornata inaugurale di mercoledì alla peschiera di Mistras, in territorio di Cabras, e la tappa a Oristano, il Festival delle Peschiere, organizzato da Legacoop Sardegna e Dromos Festival in collaborazione con CRU Sardegna Unipol e Regione Sardegna - Strategia regionale Sviluppo Sostenibile, con il patrocinio dell'ASviS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile) prosegue domani (venerdì 30) con un cambio di programma: date le incerte condizioni meteorologiche, tutti gli appuntamenti inizialmente previsti alla peschiera di Marceddì, sono trasferiti infatti a Terralba, il comune di cui è frazione: i laboratori e le tavole rotonde si terranno dunque all'Auditorium, mentre sarà il Teatro Civico ad ospitare il concerto di  Dobet Gnahoré, in chiusura di serata. Resta comunque invariato il palinsesto della giornata, densa di appuntamenti, che si apre alle 10 con il laboratorio "Educazione ambientale, una soluzione sostenibile", dedicato ai CEAS (Centro di Educazione all'Ambiente e alla Sostenibilità) della rete INFEAS (Informazione, Formazione ed Educazione all'Ambiente e alla Sostenibilità) Sarda e alle scuole con il kit didattico "Il miglior viaggio della tua vita". Gli educatori ambientali saranno impegnati in questa occasione a rendere comprensibile la complessità del mondo attuale. A condurre l'appuntamento, dopo i saluti di Maura Mura, assessora all'Ambiente del Comune di Terralba, saranno Gianluca Cacciotto (CEAS Nuoro e Cooperativa Alternatura) e Gabriella Deriu (CEAS Bolotana). A Gianluca Cocco (responsabile RAS Strategia regionale Sviluppo Sostenibile) spetterà il compito di trarre le conclusioni dell'iniziativa. Nel pomeriggio, alle 16, sarà ancora l’Auditorium a ospitare la tavola rotonda "Finanza, una soluzione sostenibile": aperta dai saluti di Milo Pinna, assessore allo sviluppo sostenibile del Comune di Terralba, e introdotta e moderata da Riccardo Barbieri (vice Presidente e componente Comitato Sostenibilità di BPER Banca), proporrà gli interventi di Michele Vietti (presidente A.N.FI.R. - Associazione delle Finanziarie Regionali), Maria Chiara Di Guardo (professore Ordinario di Organizzazione Aziendale all'Università degli Studi di Cagliari), Carlo Mannoni (direttore generale della Fondazione di Sardegna), Alessandro Messina (responsabile Finanza d'Impatto in Avanzi), Sabrina Gigli (professore Associato di Economia Aziendale all'Alma Mater di Bologna), Valentina Zadra (presidente di A Impact Sicaf EuVECA - fondo d'investimento ad impatto sociale) e Stefano Sulis (responsabile Crediti del Banco di Sardegna). Le conclusioni saranno affidate in questa occasione al direttore generale Coopfond Simone Gamberini. Alle 17.30 i lavori proseguiranno (sempre all’Auditorium) con la tavola rotonda "Lavoro, una soluzione sostenibile", introdotta da Ignazio Angioni (vice Presidente Legacoop Sardegna) e moderata da Rita Ghedini (presidente Legacoop Bologna e responsabile nazionale Legacoop Tavolo Lavoro), dopo ...

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