Gonnosfanadiga, la tomba dei giganti di San Cosimo: un sito archeologico da valorizzare
di Gian Luigi Pittau ______________________________________________________ Approfondire la conoscenza del ricco patrimonio culturale e archegologico del passato. Con questa finalità il sistema bibliotecario “Monte Linas” ha organizzato una visita gratuita alla tomba dei giganti di San Cosimo che ha visto la partecipazione dell'archeologa Laura Sedda. Questo sito archeologico di grande bellezza potrebbe essere valorizzato molto di più. La tomba dei giganti di san Cosimo, situata in località San Cosimo, è detta anche Sa Grutta de Santu Giuanni. La costruzione megalitica viene datata intorno al 1500 a.C. presenta una facciata a esedra semicircolare di 26 m, nella quale si apre l'ingresso alla camera tombale, che nel complesso raggiunge circa i 20 metri, facendone una delle più grandi in Sardegna. La zona su cui insiste la tomba è fortemente caratterizzata da resti di insediamenti nuragici. Durante gli scavi archeologici condotti nel 1981 furono rinvenuti numerosi oggetti tra cui manufatti in vasellame (ciotole e olle) e una collana in pasta vitrea e vetro. È stata inoltre documentata una frequentazione in età romana. Gli scavi hanno permesso di portare alla luce un ricco corredo funerario risalente al 1500 a. C., più diversi altri oggetti di epoca posteriore, pare infatti che il sito sia stato frequentato fino all'epoca romana. La tomba dei giganti di San Cosimo è delimitata da un ampio cerchio di blocchi granitici che, si ipotizza, vogliano simulare l'abbraccio della Grande Madre. La facciata è rivolta a sud e attraverso di essa si giunge a un corridoio e quindi alla camera sepolcrale, di forma rettangolare e che oggi presenta una pavimentazione in roccia, ma che in antichità era ricoperta di piccole pietre. Il sito è facilmente raggiungibile dalla provinciale che da Gonnosfanadiga porta ad Arbus, ma purtroppo viene aperto durante l’anno solo in occasione della manifestazione “Monumenti aperti”. Gonnosfanadiga ha un ricco patrimonio archeologico tutto da scoprire e la speranza è che questo sito possa essere fruito per tutto l’anno con una giusta valorizzazione che oggi manca. La speranza è che possa uscire dall’oblio questo gioiello dell’archeologia classica a Gonnosfanadiga. ...
Leggi di piùSardara, Festa di Santa Mariaquas, patrona della diocesi di Ales-Terralba
di Angelo Atzori ______________________________________ Come ogni anno, secondo una tradizione secolare, il penultimo lunedì del mese di settembre, si svolgono i festeggiamenti in onore di Santa Mariaquas, patrona della Diocesi di Ales -Terralba. La chiesa di Santa Mariaquas si trova nel compendio termale a due chilometri da Sardara nella strada provinciale per Pabillonis. L’evento si svolge tradizionalmente in quattro giorni. I festeggiamenti veri e propri hanno avuto inizio questo pomeriggio, 17 settembre, con la celebrazione della Messa e la processione con il trasferimento del simulacro dalla parrocchia della Beata Vergine Assunta al santuario. La festa si chiude martedì 20 settembre con il ritorno a Sardara della santa e la chiusura dei festeggiamenti civili. Ogni anno questo evento richiama turisti da tutte le parti della Sardegna, ma in particolare da tutti i paesi del Medio Campidano che non vogliono far mancare la loro presenza. La festa è sempre motivo per una rimpatriata di tutti gli emigrati sardaresi e non solo, che colgono l’occasione per un gioioso ritorno al paese natale per onorare la tanto devota santa. La rilevanza fondamentale di questo evento è il fatto che trattasi dei festeggiamenti in onore della patrona della diocesi di Ales -Terralba, quindi una manifestazione che ha come fondamento flussi di turismo religioso. ...
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