I Maggio: Festa dei lavoratori

Dopo l’edizione veramente eccezionale del 2019, questo sarà il secondo anno consecutivo che, a causa delle limitazioni per il contrasto alla pandemia, dovremo festeggiare la festa dei lavoratori senza avere la possibilità di riunirci. Sono stati 14 mesi lunghissimi quelli che ci separano dal primo lockdown, e non solo per il confinamento necessario ma terribile. Durante questo anno, la pandemia e i suoi rimedi hanno veramente messo in crisi, non solo il sistema sanitario e suoi operatori che con una encomiabile abnegazione hanno fatto il possibile e l’impossibile per arginare i danni da COVID-19 - anche pagando un caro prezzo sia in termini di fatica che di vite umane - ma, prima di tutto il sistema economico, quello educativo-scolastico e quello del lavoro. Quest’ultimo, temiamo, debba ancora patire ulteriori ripercussioni una volta che verrà meno la legislazione sul blocco dei licenziamenti e terminerà la possibilità di proroga della cassa integrazione. È di questi giorni passati il varo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che, per usare le parole del Presidente Draghi al Parlamento, non deve essere “solo un insieme di progetti tanto necessari quanto ambiziosi, di numeri, obiettivi e scadenze” ma un vero e proprio piano di rilancio dell’Italia, dei suoi valori civili e dei sentimenti della comunità nazionale. Il termine resilienza, vista la sua derivazione dal termine resiliens, potrebbe evocare semplicemente la capacità di un organismo - dopo una deformazione traumatica - di ritornare allo status quo ante ma, siamo certi, o per lo meno auspichiamo che, nell’accezione corrente non sia utilizzato in senso stretto. Il Piano di resilienza va inteso come strategia certo utile a superare una crisi ed a prevenirne una prossima, ma più compiutamente come piano di sviluppo futuro che ha la capacità di trasformare una esperienza avversa in opportunità di crescita e rafforzamento per a costruzione di una società nuova che conservi i valori condivisi del passato e abbia gli strumenti di crescita e progresso umano e sociale. In ogni caso a noi sembra che, comunque, in questo momento più che mai, il lavoro sia la vera cura del paese. Il lavoro che va difeso perché non sia mai più povero, frammentato, sottopagato ed occasione di sfruttamento. Per questo come CGIL riteniamo sia utile, sia pure in un contesto caratterizzato dalle limitazioni di movimento e socialità, rimarcare la importanza della ricorrenza del I Maggio. A maggior ragione in un territorio come – la Sardegna Sud Occidentale – dove la mancanza di lavoro può quasi ritenersi endemica e soffre di conseguenza del triste primato di territorio più povero d’Italia. Non è un caso infatti che lo slogan adottato da CGIL CISL e UIL Nazionali per il I Maggio 2021 sia “L’Italia si cura con il lavoro”. Buona festa dei lavoratori a tutti. Il Segr. Gen.le Camera del Lavoro Antonello Congiu ...

Sulla statale 292 conclusi gli interventi di nuova pavimentazione a Riola Sardo e Nurachi

Si sono conclusi gli interventi di realizzazione della nuova pavimentazione lungo la strada statale 292 “Nord Occidentale Sarda”, nei centri abitati di Riola Sardo e Nurachi, in provincia di Oristano. Nel dettaglio, per quanto riguarda i lavori eseguiti a Riola Sardo gli interventi hanno riguardato il tratto compreso tra il ponte sul fiume ‘Riu di Mare Foghe’ (km 117,620) fino a rotatoria verso Bortigali (km 120,300). Invece nel territorio di Nurachi il tratto interessato è compreso tra le due rotatorie al 120,375 e al km 121,980. Gli interventi sono stati realizzati nell'ambito del Piano di investimenti previsti per il 2021 che prevede la riqualificazione delle pavimentazioni sulla rete stradale Sarda di competenza. ...

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