Approfondimenti
di Giacomo Pitzalis
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“Se imbocchi il vicolo giusto, a Sin City puoi scoprire qualsiasi cosa.”
Così recitava Marv, uno dei personaggi più iconici creati dal buon, vecchio, Frank Miller. Va detto che pure in altre città, se non si presta la giusta attenzione, si rischia comunque di imbattersi in situazioni decisamente pericolose o quantomeno singolari. Ed è proprio quello che succede tra le viuzze e i sobborghi della città raccontata in Rusty Dogs, monumentale fumetto scritto da Emiliano Longobardi e illustrato da ben cinquanta disegnatori. Nato e sviluppato sul web a partire dal 2009, in occasione del Lucca Comics and Games 2019, ha avuto un’edizione autoprodotta cartacea: un monolite color ruggine minimalista ed essenziale, perfetto nella sua semplicità e nel suo compito di contenitore per tutte le varie storie al suo interno.
«L'idea di Rusty Dogs risale all'autunno del 2008 - racconta Emiliano - quando, un po’ per gioco e un po’ per voglia di collaborare con i disegnatori che apprezzo maggiormente, ho cominciato a raccogliere e sviluppare i primi input».
La forza dell’opera costruita da Emiliano, mattone dopo mattone, è data dal numero esorbitante di disegnatori coinvolti, oggi vere e proprie star del fumetto nazionale e non: si va da Lorenzo Palloni a Daniele Serra, passando per nomi come Werther dell’Edera o Rossano Piccioni. Ma questa forza non è l’unica peculiarità: la narrazione, infatti, è facilitata e sviluppata mediante episodi autoconclusivi di quattro tavole, che possono essere letti “a compartimenti stagno” oppure letti tutti insieme, scoprendo così il quadro più ampio del mosaico.
«Rusty Dogs nasce come serie di episodi autoconclusivi per due motivi: permettere al disegnatore di essere partecipe al 100%, e non solo come "comparsa modulare", e permettere al lettore di scoprire la serie in qualsiasi momento, senza avere la sgradevole sensazione di entrare a festa iniziata. Riuscire a mantenere l'equilibrio tra sviluppo verticale e sviluppo orizzontale è stata poi un'altra delle bellissime difficoltà che ho affrontato in fase di scrittura».
Una scrittura, quella del libraio sassarese, incentrata sulla moltitudine di anime che popolano un ambiente urbano malato e cancerogeno, molto spesso costrette a scendere a patti con qualcosa o, più tristemente, con se stessi. Trasmettere su carta ogni sfaccettatura dei personaggi che si avvicendano lungo la storia è stato possibile grazie al caleidoscopio di disegnatori coinvolti, ognuno col proprio segno e il proprio stile.
«I disegnatori sono stati coinvolti gradualmente, con la paura che i “no” potessero essere diversi. Invece così non è stato e le adesioni hanno costituito il valore aggiunto di Rusty Dogs. Ognuno di loro è stato scelto per le proprie peculiarità espressive che ho unito alle necessità visive della serie. È stata una grande palestra che mi ha impegnato ogni volta su due fronti: far divertire il disegnat ...
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