Ance Sardegna: edilizia in lieve ripresa

Il 2018 potrebbe essere un anno con timidi segnali di ripresa per il settore delle costruzioni, dopo un 2017 ancora negativo. La previsione per l’anno in corso, in Sardegna, è di un aumento del valore aggiunto dello 0,9% su base annua, che interrompe la dinamica negativa in atto dal 2008. A incidere sono ancora gli interventi sulle opere pubbliche, risorse che, per la Sardegna sono previste per 76 milioni di euro. In particolare, secondo le stime dell’Ance, sono 183 gli enti locali sardi che potranno beneficiare di aperture finanziarie. Bene anche i bandi di gara che nel 2017, rispetto al 2016, hanno visto una crescita del 5,8% sul numero delle gare e del 29,3% nell’importo (riferiti alle stazioni appaltanti Anas e Abbanoa). È il quadro tracciato dall’Ance Sardegna sulla situazione del comparto edile per l’anno in corso. Le proiezioni sono il frutto dell’analisi contenuta nel "X Rapporto sul settore delle costruzioni in Sardegna” curato dal Centro Studi dell’associazione costruttori della Sardegna, presentato stamane a Cagliari dal presidente regionale Pierpaolo Tilocca, dalla vice Simona Pellegrini (anche presidente Ance Sardegna Meridionale), dal direttore del Centro studi Ance nazionale Flavio Monosilio e dal segretario di Ance Centro nord Sardegna Flavio Sechi. TILOCCA (ANCE SARDEGNA). “Avevamo grandi aspettative per il rilancio del settore delle costruzioni in Sardegna nel 2017. La ricetta per avere una crescita era ottima ma così non è stato - dice Tilocca al Notiziario Chartabianca - gli investimenti nel settore sono calati del 55% negli ultimi 10 anni così come i permessi di costruire sono diminuiti dell'87%. Se l’apporto delle costruzioni fosse rimasto ai livelli del 2008, oggi, avremmo avuto una crescita del 5% e in Sardegna del 2%. Invece il calo degli investimenti non ha permesso di raggiungere questi valori tanto che se nell’Isola il Pil ha avuto una crescita dello 0,9% (2017), il nostro settore è calato dello 0,1%”. Per Tilocca “per arrivare a un ciclo virtuoso tra risparmio e investimenti, le imprese devono poter investire - dice - pensavamo a questo punto di avere una legge Urbanistica che desse chiarezza al comparto ma l’immobilismo ha frenato tutto”. LE PREVISIONI 2018 IN ITALIA. Nello scenario tracciato dall’Ance, a livello nazionale, dopo una lunga e pesantissima crisi, gli investimenti complessivi tornano a crescere con un aumento dei livelli produttivi del +2,4% in termini reali. SARDEGNA: 2017 DELUDENTE. Anche in Sardegna l’anno passato è stato deludente. Rispetto alla previsione formulata da Prometeia un anno fa, di un aumento del valore aggiunto del settore delle costruzioni dell’1,1% in termini reali, il preconsuntivo stimato dallo stesso Istituto ha registrato livelli produttivi leggermente inferiori a quelli del 2016 (-0,1% in termini reali). Per il 2017 si è segnalata un’ulteriore contrazione tendenziale del 21,6% della spesa per investimenti in conto capitale dei ...

Separarsi sì, ma senza farsi male

“Separarsi si, ma senza farsi male”. Questo è il filo conduttore che mi accompagna quando nel mio studio si rivolgono i coniugi per separarsi. Spiego loro che la separazione è sì un atto doloroso della vita che non significa però fallimento, distruzione, ma un cambio di vita determinato dal venir meno di quell'affectio coniugalis che un tempo li legava. Se è vero che la separazione è dolorosa, lo è ancor di più vivere in una famiglia infelice, conflittuale, scombinata, sofferente … in una famiglia in apparenza integra, ma in realtà separata. Viviamo in una società in continuo cambiamento; infatti il concetto tradizionale di famiglia si accompagna attualmente ad un concetto di famiglia allargato, direi trasformato che include unioni anche dello stesso sesso. Molti mi chiedono che penso del matrimonio. Rispondo: ”Credo nell'amore, nella famiglia … finchè dura”. Quando, purtroppo, si giunge al capolinea dell'amore penso che la soluzione migliore sia quella di prendere strade diverse nel reciproco rispetto, senza farsi del male. E quando ci sono figli? La situazione diventa più difficile da gestire perché maggiori sono le responsabilità. E' proprio in questo momento che entra in gioco il ruolo del buon avvocato. Consiglio di nascondere il malumore, cerco, tento di farli ragionare civilmente precisando che al primo posto vengono i figli. Prospetto loro che la soluzione migliore, in assenza di conflitto, è quella di mantenere inalterato l'ambiente in cui i figli hanno vissuto operando, se la casa coniugale lo permette, una divisione in modo da ricavarne due unità abitative (cosiddetto “nesting”: ossia la conservazione del nido). In questo modo la casa in cui la famiglia ha vissuto viene conservata, non viene venduta, né svuotata dei ricordi della vita passata.  E ancora, il coniuge non collocatario ha la possibilità di stare più vicino ai figli. Ma a trarre maggior vantaggio da questa soluzione sono i figli i quali continuano a mantenere i loro ritmi di vita e cioè la scuola, gli amici, gli svaghi … ciò per evitare agli stessi quel malessere psico - fisico che può derivare da un inaspettato cambiamento dello stile di vita. E' bene, quindi, trovare un accordo e non utilizzare i figli come oggetti, come ricatto, ma comportarsi sempre civilmente per evitare che soffrano. Spiego, ancora, che “separazione” non significa necessariamente la fine della famiglia perché, nonostante le vite si dividano, è possibile mantenere un sincero affetto reciproco partecipando - ad esempio - entrambi agli eventi più importanti della vita dei figli anche se, nella maggior parte dei casi, è difficile ottenere questo, infatti separarsi diventa una guerra per molti, sia dal lato affettivo che economico. Nei casi di maggior conflitto anche il mio lavoro diventa più pesante e, in questo caso, accanto all'applicazione della Legge, che è il mio primo punto di riferimento, devo appoggiarmi anche alla tecnica del problem sol ...

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