Convegno diocesano sulla cultura del volontariato

Martedì 24 aprile, nel Teatro dei Salesiani, in via Don Bosco 14 a Selargius  si svolgerà il Convegno diocesano “La cultura del volontariato, tra gratuità ed impegno civile e sociale”, organizzato dalla Caritas diocesana di Cagliari, in collaborazione con la Consulta diocesana del Volontariato e con il CSV Sardegna Solidale. Si tratta dell’incontro conclusivo dei percorsi, attivati dalla Caritas diocesana in collaborazione con altre realtà diocesane, destinati al mondo giovanile, oltre che di un importante momento formativo e informativo rivolto a tutto il mondo del volontariato. La giornata sarà articolata in due sessioni: quella della mattina (ore 8.30-13.30), destinata al mondo giovanile e alle scuole superiori, e quella del pomeriggio (ore 15.45-18.30), rivolta a tutto il mondo del volontariato. In entrambe le sessioni, dopo i saluti delle autorità, i lavori saranno introdotti dall’Arcivescovo di Cagliari mons. Arrigo Miglio e coordinati dal direttore della Caritas diocesana don Marco Lai;  a seguire, gli interventi di Giampiero Farru (presidente CSV Sardegna Solidale) su Volontariato, gratuità ed impegno sociale alla luce della riforma del terzo settore; di padre Valerio Di Trapani (assistente nazionale dei gruppi di volontariato vincenziano) su  La gratuità è il cuore del Vangelo; del giornalista Francesco Antonioli su Gratuità ed impegno civile nel villaggio globale alla luce delle encicliche Evangelii Gaudium e Laudato Si’. I lavori della mattina vedranno anche le testimonianze degli studenti che hanno partecipato ai percorsi di volontariato giovanile, la premiazione della VI edizione del Concorso Giovani Solidali e si concluderanno con lo spettacolo teatrale “C.Arte d’Imbarco: Siamo tutti in viaggio”, organizzato dall’Associazione La Carovana SMI.   ...

Parco Geominerario: approvazione del Piano di gestione dei siti

L’approvazione del Piano di Gestione dei siti minerari pone le basi per le infrastrutturazioni territoriali e regionali della rete del Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna. Con un investimento di oltre un milione di euro si avvia l’apertura sistematica e l’armonizzazione di tutti i siti in sotterraneo quali: miniera di Serbariu - Carbonia (già operativo);  miniera di Rosas, galleria  Santa Barbara - Narcao (già operativo);   Porto Flavia - Iglesias (già operativo);  Galleria Henry - Buggerru (già operativo);   miniera di Monteponi, Galleria Villamarina - Iglesias (imminente apertura); miniera di Montevecchio, Galleria Anglo Sarda - Guspini (imminente apertura); miniera di Funtana Raminosa - Gadoni (imminente apertura); miniera di Sos Enattos - Lula (imminente apertura). Ciascuno custodisce significative testimonianze dell’evoluzione geologica della Sardegna, svelandone la formazione e la storia in stretta connessione con quella più estesa e articolata dei geositi diffusi sull’intera isola. «L’interazione tra il sottosuolo ed il suolo isolano consente di conoscere meglio la storia geologica della nostra isola considerata, in virtù degli studi più recenti, il primo lembo emerso dell’Europa continentale», afferma il presidente del parco Geominerario Tarcisio Agus, «La riapertura di “Sos Enattos” a Lula, consentirà di mettere in rete e promuovere una parte dalla rete regionale, tanto richiamata nelle raccomandazioni formulate dalla Rete Geoparks Unesco. L’isola è un’unica area parco e la miniera di Sos Enattos, come il resto delle miniere,  fungerà da catalizzatore nell’area del nord est della Sardegna, raccordando, tra il Nuorese e la Gallura, i geositi più significativi, protetti dalla Legge Regionale 31/89, che fanno parte dei 337 geositi censiti in Sardegna come “Su Suercone” a Orgosolo; “Texile” ad Aritzo; “Su Gologone” a Oliena; “Sa Preta Istampata” a Galtellì, il “Monte Albo” a Lula; le grotte di “Ispinigoli” e del “Bue Marino” a Dorgali, “La Tartaruga”, “Il Fungo” e “L’Elefante di Cappricioli” ad Arzachena; le cave di granito romane a Capo Testa presso Santa Teresa di Gallura». «Altrettanto», aggiunge Tarcisio Agus, «potrebbe dirsi, stando al nord Sardegna, della Miniera di Olmedo, attualmente in attesa di un rilancio ma con la presenza dei minatori che la tengono in vita e che potrebbero predisporre nei suoi tratti più antichi un interessante percorso sotterraneo. In virtù della vicinanza della Miniera dell’“Argentiera” di Sassari e dei geositi della “Grotta verde”, “Isola Foradara”, “Cala D’Inferno” di Alghero; l’“Elefante” di Castelsardo; “Su Torrione” di Stintino ed altri si potrebbe offrire interessanti conoscenze geologiche e storiche del territorio isolano». La promozione dei sottosuoli e delle miniere che questi primi interventi favorisce, concorrerà a rievocare e valorizzare la storia ...

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