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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Comparto vitivinicolo: risorsa da preservare

Qual è lo stato attuale delle aziende agricole impegnate nella coltivazione dei vigneti ? Ne parliamo con Fulvio Etzi, imprenditore serramannese, che insieme al fratello Lodovico e ai figli, Giuseppe e Francesco, gestiscono un’azienda ortofrutticola nella quale sono compresi 12 ettari di vigne - quattro qualità DOC Cannonau, Vermentino, Monica e Nuragus e a due di carattere internazionale e migliorativo sardo, Bovale e Barbera - accorpate nella zona  “Bruncu gattus” al confine fra Serramanna e Serrenti. Com’è lo stato degli investimenti nelle vigne campidanesi? I nostri vigneti, che nel passato avevano un ruolo di primo piano nell’economia della zona, oggi possono considerarsi un investimento estensivo sotto il profilo dell’impegno imprenditoriale oppure una piccola produzione per proprietari singoli che si dedicano esclusivamente alla coltivazione in proprio. In entrambi i casi si tratta comunque di una risorsa importante nel mercato che appunto si distingue fra la grande distribuzione, che assorbe il 70 per cento - con tutte le opportunità e soprattutto i vincoli che questo comporta - nella totalità dell’offerta e il settore di nicchia, a cui fa riferimento una filiera corta, per piccole quantità. Conviene, oggi, investire in vigneti? Dipende. Il vigneto produce reddito dopo alcuni anni dalla data di impianto.  Ormai da qualche tempo non esiste più il commercio di quote che in passato al contrario avevano una collocazione di fatto in una sorta di <<borsa valori>> virtuale stabilita da prezzi più o meno appetibili a seconda delle zone e della qualità di vitigno.  Adesso la Regione autorizza l’impianto ex novo oppure il reimpianto per chi ne ha conservato il diritto. Nonostante una parte dell’investimento per un nuovo impianto sia finanziata dalla UE, la vigna comporta un impegno economico importante. I costi di gestione ordinaria sono alti e bisogna stare attenti al fatto che si tratta di una coltura << a rischio>> poiché estremamente sensibile, come tutti abbiamo visto quest’anno, alle variazioni climatiche. Alcuni giovani imprenditori serramannesi, Giorgio Trudu o Clemente Abis ad esempio, si sono impegnati per l’investimento sui vigneti. La loro età, almeno rispetto alla nostra generazione di <<meno giovani>> può essere un segno del fatto che nonostante mille difficoltà, come categoria, non ci scoraggiamo. Vendemmia a mano o meccanica? Occorre essere chiari su questo aspetto. La vendemmia meccanica prende piede perché consente una riduzione sui costi per manodopera, che incidono in modo non indifferente nel bilancio di un imprenditore a causa degli infiniti adempimenti burocratici per le assunzioni e per le assicurazioni degli operai. E’ vero che l’impiego della macchina è comunque un onere e può comportare danni alla vite ma bisogna considerare anche che in tal caso, cosa non di poco conto, nell’uva comincia immediatamente il processo di fermentazione e se d ...

L’ex seminario vescovile apre le porte all’arte

Nelle stanze del pian terreno del Palazzo vescovile si è presentata la collezione d’Arte contemporànea dell’O.D.A. che, quarant’anni dopo la piú importante rassegna d’arte italiana in Sardegna (la Biennale Nazionale del 1976), purtroppo spèntasi già con l’asfíttico tentativo del 1978, per l’impreparazione e la ristrettezza nella visione di un futuro aperto al senso del bello, dell’òrdine, del sano viver civile di quel primo pugno d’amministratori incapaci di approfittare di quella buona occasione, si è arricchita di òpere importanti di bravi artisti non ancora molto noti e di maestri di rilievo regionale, nazionale, europeo e mondiale, di cui citerò solo alcuni: Ballero, Discépolo, Cannas, Meloniski, Margonari, Crespo e, tra i naïf, Ligabue, Covili, Ghizzardi, Toniato, Roggeri.   Molte òpere sono ancora nelle pareti di luoghi aperti al púbblico o relegate in qualche stanza del Comune di Villacidro o chiuse da mesi e mesi nel museo d’Arte sacra della Parrocchia “Santa Bàrbara”. Faranno parte del Museo quando ci verrà consentito dalle autorità comunali di poter definitivamente avere uno spazio opportunamente preparato per accòglierle, custodirle e presentarle al púbblico con personale qualificato. Si tratta del “I Museo d’Arte naïf” in Sardegna collegato con il “Museo d’Arte contemporanea” che si completerà entro pochi mesi con l’inaugurazione ufficiale e l’intitolazione a un illustre “personaggio” del mondo culturale–artístico sardo, un uomo del nostro Novecento villacidrese, il pittore Mario Anni (1895 – 1971).  All’apertura della 1a mostra del Museo d’Arte Contemporànea “O.D.A.” (Organizzazione Divulgazione Arte, associazione culturale sorta nel dicembre del 1975 per volontà di Efisio Cadoni, Àngelo Pittau, Giovanni Francesco Pàolo Anni e Salvatore Spada, con atto notarile, e successivamente riconfermata e ricostituita con lo statuto del 3 dicembre 1998, da Efisio Cadoni, Salvatore Spada, Antonio Spada, Amerigo Balloi e Giovanni Francesco Pàolo Anni, registrato nell’Ufficio del Registro di Sanluri) è stato atteso inutilmente il síndaco di Villacidro, invitato privatamente per la sua gradita presenza, in sordina, come si dice,  poiché non era stata prevista alcuna inaugurazione ufficiale, in ogni caso già decisa per la fine dell’anno in corso. La sua assenza è stata percepita da tanti cittadini quasi offensiva, ma da noi e da tutta la gran famiglia dell’Arte, che sa guardare piú in là degli occhi, è stata considerata come una veniale smemoratezza. Una deprecàbile noncuranza da parte sua sarebbe gravíssima per gli organizzatori, per gli artisti, per il paese, per la nostra regione e, soprattutto, per l’Italia della bellezza, poco saggia e irresponsàbile.    In quell’occasione sono state donate all’O.D.A. per l’esposizione anche quattro nuove òpere: due da parte dell’ “Opificio - centro d’arte di Selargius” dell’artista Alber ...

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