Pabillonis, partecipazione di popolo alla Festa del IV Novembre
di Dario Frau __________________________________________________ Nonostante la pioggia, questa mattina, una partecipazione di popolo ha seguito con attenzione la cerimonia del IV Novembre, Giorno di Unità nazionale e Giornata delle Forze Armate. Erano presenti amministratori comunali, autorità civili, militari della locale caserma, semplici cittadini, alunni e docenti della scuola Primaria dell'Istituto Comprensivo e componenti dell’associazione della Prociv. La cerimonia è iniziata nella chiesa parrocchiale dove è stata celebrata la Santa Messa dal parroco Luca Pittau e il sindaco Riccardo Sanna ha tenuto un discorso sul significato della ricorrenza del IV Novembre. Subito dopo il corteo dei partecipanti si è diretto verso il monumento ai Caduti nella piazzetta del palazzo Liberty dell’ex municipio, dove il primo cittadino ha letto, dalla lapide posta nella piazza, i nomi dei 37 pabillonesi deceduti durante la Prima Guerra Mondiale e deposto una corona d'alloro. I caduti del paese fanno parte dei 98.124 sardi che fra il 1915 e il 1918 partirono per la guerra. Secondo le statistiche furono 13.800 i sardi morti durante il conflitto: in percentuale il più alto d’Italia. Il 4 novembre 1918 entrava in vigore l’armistizio firmato a Villa Giusti con l’impero austro-ungarico e poneva fine a un massacro, nel quale persero la vita, oltre 600 mila italiani, in gran parte giovani. ...
Leggi di piùCagliari, penultima settimana di programmazione al Greenwich d’Essai
Penultima settimana di programmazione al Greenwich d’Essai in via Sassari 56A/67 a Cagliari, nell’ambito della rassegna “Fra Guerra e Pace”, curata dal giornalista, regista e critico cinematografico Sergio Naitza e organizzata dall’associazione culturale La Settima Arte in collaborazione con la Regione Autonoma della Sardegna, la Società Umanitaria - Cineteca Sarda, Comunicare Agency ed Europa Cinemas. Un excursus in dodici tappe per immergersi nella Storia attraverso le vicende belliche che l’hanno segnata, ma soprattutto per incontrare col cuore e l’emozione personaggi e drammi umani, sofferenze e sopraffazioni che bruscamente ci riportano ai tempi contingenti. Gli appuntamenti della prossima settimana si aprono lunedì 7 Novembre alle 18.30 con il film “Valzer con Bashir” di Ariel Forman (2008), opera che si muove sullo sfondo del massacro di Sabra e Chatila. Bashir Gemayel, rampollo di una delle più potenti famiglie cristiano-maronite del Libano, elevato ancora giovane a presidente del suo paese, rimane ucciso in un attentato palestinese il 14 settembre 1982. Parte da qui, dalla sua morte, una crisi politica che avrà conseguenze terribili: Israele invaderà il sud del Libano arrivando fino a Beirut e circondando i campi palestinesi di Sabra e Chatila, dove una falange libanese-maronita penetrerà a compiere l’orrendo massacro che sappiamo. I fatti sono rievocati attraverso gli incubi di un allora soldato israeliano arrivato fino a Beirut, incubi che gli ricompaiono nella mente incarnati in neri cani feroci dalle fauci spalancate. Il regista lo incontra in un bar e parlandogli si rende conto di aver lui stesso completamente dimenticato e cancellato dalla memoria la propria esperienza di soldato in quel conflitto. Comincia così la sua ricerca di quel passato, una discesa nel proprio inconscio che gli consentirà di ritrovare i fatti e di sottrarli alla rimozione. il film, vincitore nel 2009 del Golden Globe, grazie a un’animazione essenziale e poetica permette al regista di raccontare efficacemente i propri ricordi della guerra in Libano, mettendo in luce come la tecnica narrativa dell’animazione sia una forma espressiva efficace, catartica ed emozionante per affrontare temi importanti con storie complesse e profonde. La rassegna prosegue giovedì 10 Novembre, sempre alle 18.30 con “Hotel Rwanda” di Terry George (2004). Al centro dell’opera la storia vera di Paul Rusesabagina, direttore di un hotel a quattro stelle in Rwanda, che ha aiutato più di un migliaio di rifugiati Tutsi a nascondersi dalle milizie Hutu che negli anni '90 scatenarono il terrore nello stato africano. Allo scoppio del conflitto, il protagonista non si limita infatti a mettere in salvo i suoi familiari, ma, facendo leva sui suoi privilegi lavorativi, apre le porte dell'hotel a quanti rischiavano di essere uccisi nel terribile eccidio. Nel film il conflitto etnico ci viene presentato in tutti i suoi risvolti. Quello che è acca ...
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