Villacidro, Premio Dessì: dal 18 al 25 settembre la trentasettesima edizione del concorso letterario
Edizione numero trentasette in arrivo per il Premio "Giuseppe Dessì": da domenica 18 a domenica 25 ritorna il consueto appuntamento di settembre a Villacidro con il concorso letterario intitolato allo scrittore (1909 - 1977) che alla cittadina del Sud Sardegna ha legato pagine importanti della sua vita e della sua arte (in particolare il romanzo "Paese d'ombre", con cui vinse il Premio Strega nel 1972). Promossa e organizzata dalla Fondazione Giuseppe Dessì e dal Comune di Villacidro con il patrocinio del Consiglio Regionale della Sardegna, dell'Assessorato Regionale della Pubblica Istruzione, della Fondazione di Sardegna, del Ministero della Cultura e del GAL Linas Campidano, anche questa trentasettesima edizione ricalca la formula ben rodata nelle precedenti, con presentazioni editoriali, incontri con gli autori, spettacoli, concerti e appuntamenti dedicati alle scuole, a fare da prologo al momento clou: sabato 24 la cerimonia di proclamazione e premiazione dei vincitori delle due sezioni, Narrativa e Poesia, in cui si articola il concorso letterario, e la consegna degli altri due immancabili riconoscimenti: il Premio Speciale della Giuria e il Premio Speciale della Fondazione di Sardegna. [caption id="attachment_105191" align="alignleft" width="447"] Giuseppe Dessì[/caption] Sono 267 le opere pervenute al concorso letterario entro la scadenza dello scorso 15 giugno - 189 per la Narrativa e 78 per la Poesia - e passate al vaglio della qualificata giuria presieduta da Anna Dolfi (massima studiosa dell'opera di Dessì) e composta da Duilio Caocci, Giuseppe Langella, Giuseppe Lupo, Luigi Mascheroni, Gino Ruozzi, Stefano Salis, Gigliola Sulis e dal presidente della Fondazione Dessì, Antonello Angioni. A contendersi il gradino più alto sul podio, i tre finalisti di ciascuna sezione selezionati dalla commissione giudicatrice, cui spetterà infine il compito di eleggere e proclamare i "supervincitori" il 24 settembre. In lizza per la Narrativa sono Paolo Colagrande con Salvarsi a vanvera (Einaudi), Raffaele Nigro con Il cuoco dell'imperatore (La Nave di Teseo) e Fabio Stassi con Mastro Geppetto (Sellerio); per la sezione Poesia la gara sarà invece tra Silvia Bre con Le campane (Einaudi), Valerio Magrelli con Exfanzia (Einaudi) e Mary B. Tolusso con Apolide (Mondadori). Anche quest'anno al "supervincitore" di ciascuna delle due sezioni spetterà un premio di cinquemila euro (millecinquecento euro, invece, agli altri finalisti), insieme alla gratificazione di iscrivere il proprio nome nell'albo d'oro del concorso letterario accanto a quelli dei vincitori delle trentasei edizioni precedenti: un lungo e prestigioso elenco in cui figurano, tra gli altri, scrittori come Salvatore Mannuzzu, Maria Corti, Nico Orengo, Laura Pariani, Marcello Fois, Sandro Onofri, Andrea Vitali, Giulio Angioni, Michela Murgia, Niccolò Ammaniti, Sandra Petrignani, Marco Belpoliti, e poeti come Silvio Ramat, Maria Luisa Spaziani, Elio Pecora, Alda Merini, Giancarlo Po ...
Leggi di piùGuido Masala: Nathan Never, Tex Willer e l’amore per i manga
di Giacomo Pitzalis ___________________________________ Guido Masala è senza dubbio uno dei “pesi massimi” sardi quando si parla di illustrazione e fumetto, con un percorso professionale stellare che lo ha portato a lavorare su alcuni dei più importanti e celebri personaggi della Nona Arte, da Nathan Never al leggendario Tex Willer. Una carriera che, come spesso accade in questo settore, trova terreno fertile nell’infanzia e in una passione curata e sviluppata poi lungo il corso degli anni. «Io sono del ‘73 e faccio parte di quella generazione che vide l’invasione dei robottoni giapponesi in Italia. Quando ero ancora alle elementari quei cartoni mi rapirono completamente, portandomi a pensare che fossero la mia ragione di vita. Non facevo altro che disegnare robot inventati di sana pianta da me. Non volevo solo copiare, ma anche creare. Crescendo ho coltivato questo mio imprinting, affiancandolo all’amore per il fumetto, dove non ci sono i limiti realizzativi tipici di altri media, come il cinema o l’animazione». E dopo aver fagocitato pagine e pagine di storie a fumetti distribuite in Italia dalla storica Editoriale Corno, arriva la folgorazione del manga, anche grazie allo sceneggiatore Antonio Serra. «Successivamente al diploma non c’è stato alcun muro a frapporsi tra me e il fumetto. Il mio debutto è avvenuto sulle pagine di Legs Weaver, grazie al quale sono successivamente approdato al numero 73 di Nathan Never, Un mondo di robot, scritto da Michele Medda. Da lì ho proseguito a lavorare sulle tavole dell’Agente Speciale Alfa, sino a quando mi sono preso una pausa fino al 2011, quando sono “ritornato nel futuro”, a disegnare Nathan. Nel 2019 con il numero 332 scritto da Giorgio Salati, Etherea, ho sfogato tutto il mio amore per il mecha design e gli ambienti fantascientifici, illustrando divise, oggetti e ambienti che richiamavano fortemente opere giapponesi come Mobile Suite Gundam. Ho cercato anche di agire sulla rigida gabbia bonelliana, scomponendola e innovandola con alcune mie intuizioni narrative ed estetiche». A seguito di questa sensazionale “gavetta”, arriva la proposta di lavorare sul personaggio più importante e più amato del fumetto italiano: Tex Willer. «Fu Mauro Boselli a propormi di passare su Color Tex, con una storia breve. Proprio ora sto realizzando un albo della serie speciale, con un Tex giovane. Ma passare dalla fantascienza al western è stato decisamente traumatico. Se nella fantascienza puoi inventare delle forme, con il western tutto deve per forza essere fedele a ciò che è esistito. E a ciò va aggiunta anche una buona dose di ansia da prestazione, derivante dal fatto di lavorare praticamente su un eroe nazionale». Nonostante una carriera a dir poco invidiabile, però, c’è forse qualcosa che manca a Guido? Un sogno rimasto nel cassetto? «Ho raggiunto da tempo una fase più “stabile”, dove so quello che voglio fare e soprattutto quello che posso fare. Conosco il mio ...
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