San Gavino, il 18 settembre si terrà il concerto “XLextralarge band”.
Domenica 18 settembre a San Gavino Monreale si terrà il concerto “XLextralarge band”. La Banda Musicale Cittá di San Gavino Monreale, insieme alla Banda Giuseppe Verdi di Terralba , all'associazione musicale Santa Cecilia di Villacidro e al complesso strumentale a fiati Amilcare Ponchielli di Sanluri , sfilerà, dalle 18, per le strade del paese e alle 20 concerto in piazza Marconi. ...
Leggi di piùPabillonis, quando l’abito lo confezionava su mestu de pannu
di Dario Frau _____________________________ Oggi in paese non esiste più come mestiere, ma fino ad alcuni decenni fa era importante e indispensabile nella vita comunitaria. Questo personaggio era il sarto. Un artigiano che, soprattutto, per gli uomini confezionava abiti, camicie, pantaloni, gilet, ma anche indumenti da lavoro, o metteva una toppa quando qualche strappo o l’uso prolungato consumava il vestito e bisognava rimetterlo a posto. Ora i negozi, i grandi magazzini o l’acquisto on line hanno sostituito su mestu de pannu. A Pabillonis erano diversi gli artigiani che con pazienza, abilità e competenza svolgevano questa attività. Ogni sarto aveva caratteristiche e approcci diversi con i clienti, peculiarità professionali differenti, sensibilità e inventiva che li differenziava. Gli ultimi sarti sono stati Benigno Frau, Eraclio Schirru, Giuseppe Pisanu, Angelo Zurru, Luigi Pisanu, Tarcisio Fadda, Pietro Cossu e Dario Pia. A puntate, metteremo in risalto la loro operosità, la loro storia e i ricordi che hanno lasciato a Pabillonis. Giuseppe Pisanu, 85 anni, noto Pinuccio, è stato un “mestu de pannu” che ha lasciato tanti ricordi, soprattutto, nelle persone meno giovani. Una parte della sua vita l’ha trascorsa dietro un banco per il disegno, il taglio delle stoffe, l’imbastitura degli abiti e seduto davanti a una macchina da cucire. Diventare un sarto abile e competente non era facile. Tanti avevano iniziato, ma pochi avevano raggiunto le competenze necessarie a diventare “mestu de pannu”. Pazienza, abilità, elasticità mentale, colpo d’occhio, intelligenza e un particolare talento era d’obbligo per diventare un bravo sarto. Pinuccio Pisanu è stato uno di questi e le caratteristiche di bravo sarto le ha dimostrate nella sua carriera. «In famiglia eravamo cinque: papà, mamma e tre fratelli. Mio padre lavorava in agricoltura, possedeva diversi terreni e in famiglia si viveva dignitosamente. Un lavoro duro e impegnativo, però, che con il cambiare dei tempi e le diverse esigenze dei figli che crescevano, incominciò a entrare in crisi», rimarca il sarto in pensione. Che fare? Per Pinuccio una soluzione viene trovata: «Mia madre, donna pratica e lungimirante, mi suggerì di apprendere la professione di sarto, un’attività distinta ed economicamente soddisfacente», ricorda. La bottega più famosa in paese era quella di Tziu Benigno Frau, un sarto molto capace e competente, nella sua bottega, in via Garibaldi, aveva molti apprendisti. «È lì che incominciai nel 1950», afferma. L’inizio non fu certamente facile, il carattere e le esigenze di Tziu Benigno mettevano soggezione e non era agevole superare la prova. Ma il giovane apprendista non si scoraggiò. «Era molto severo, mi legava il ditale al dito perché non riuscivo a portarlo. Come apprendista aggiustavo gli abiti, facevo orli e imbastiture. Lui tagliava e mi metteva a fare le cose meno difficili, molto spesso si finiva a tarda notte, lavorando dalla m ...
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