Cagliari, Corpo Forestale: eseguito un arresto per discarica di mezzi rubati
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cagliari ha disposto l'arresto nei confronti di una persona ritenuta responsabile dei reati di gestione illecita di rifiuti, realizzazione di discarica abusiva, riciclaggio, invasione di terreni e fabbricati, violazione di sigilli. I FATTI A seguito di una indagine condotta dalla stazione Forestale di Uta, si è accertata la presenza di una vasta discarica sia a cielo aperto che all’interno di capannoni, in un sito industriale in loc Macchiareddu - Assemini, di proprietà di una società inconsapevole dell'uso illecito. La discarica risulta composta da ingenti quantitativi di residui di motori e carrozzerie di auto nonché da residui di vernici per auto. A seguito di un’accurata indagine col supporto di apparecchiature videosorveglianza, si è accertato che il capannone era in uso da parte di un soggetto, risultato titolare di una vicina officina meccanica, che alimentava la discarica conferendo continuamente rifiuti, anche dopo che l'area era stata sottoposta a sequestro. Verificando la provenienza di alcune carcasse di auto presenti nella discarica, si è accertato che le medesime derivavano da furti di autoveicoli. Il presunto responsabile è A. P., 48 anni, di Cagliari, al quale sono stati contestati oltre ai reati ambientali di gestione illecita di rifiuti e di realizzazione di discarica abusiva, anche il riciclaggio, l’invasione di terreni e fabbricati nonché la violazione di sigilli, per i quali sono previste pene sino a 12 anni di reclusione. L’ARRESTO Oggi il personale della Stazione forestale di Uta e del Nucleo Investigativo dell’Ispettorato di Cagliari ha dato esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari Dott.ssa Elisabetta Pitritto, su richiesta del Pubblico Ministero dott Andrea Vacca, il quale ha coordinato le indagini. ...
Leggi di piùI portali di Sardara
di Marino Melis ________________________________ Sardara, antichissimo centro, conserva nel suo tessuto urbano importanti testimonianze e pregevoli monumenti di epoca nuragica, medioevale e spagnola. Si può dire che l’abitato si è sviluppato e integrato armonicamente attorno al pozzo sacro di S. Anastasia, l’omonima chiesa di impianto bizantino, la chiesa romanico-gotica di San Gregorio, la parrocchiale della Beata Vergine Assunta, e la chiesa seicentesca di Sant’Antonio. Le grandi trasformazioni viarie post unitarie non interessarono il centro storico, il nuovo asse stradale di via Oristano favorì l’espandersi dell’abitato verso la pianura, ragion per cui il vecchio agglomerato si è potuto conservare ottimamente. L’abitato di Sardara situato al margine del Campidano è adagiato su basse colline basaltiche ad un’altezza media di 150 metri sul livello del mare, riflette il tipico tessuto di area collinare presente tra Campidano e Marmilla. Stradine strette e contorte che convergono verso slarghi dove sorgono le chiese, le case addossate con corti di ridotte dimensioni su cui si aprono magnifici portali, veramente monumentali. La presenza a Sardara di diverse famiglie appartenenti alla piccola nobiltà sarda (Diana, Orrù, Lilliu Serpi), che risiedevano stabilmente in paese in dimore di pregio con avanzate soluzioni architettoniche, spinse all’emulazione nei primi dell’ottocento la nascente borghesìa rurale del paese. Tra queste il palazzo Orrù, costruito nella seconda metà del settecento, ricalca i modelli dei palazzi cittadini di Cagliari, con imponente portale a tutto sesto in trachite di Sanluri rivestito da un sottile intonaco, con chiave con soggetto antropomorfo/mascherone (che poteva avere un duplice significato, di benvenuto e di protezione). Questo portale dovette servire da modello per la nascente borghesia rurale che per darsi un tono prese ad erigere i portali di accesso alle loro dimore. È attestata anche qui fino a qualche decennio fa la presenza del modello rettangolare architravato in legno e chiusura con geca a costallas , ma purtroppo non se ne è salvato uno. Come pure non sono presenti portali in ladiri, perché il mattone crudo a Sardara ha sempre avuto un uso marginale rispetto alla pietra, utilizzato più che altro per il piano rialzato. La tipologia di portale più antico presente maggiormente nel centro storico è quello realizzato con una trachite locale detta perda de monti, dura e resistente ma duttile da lavorare. La struttura poggia su piedritti dello stesso materiale, e presenta sia lastre che conci sbozzati e legati da malta e calce, ad una altezza di circa due metri sono posizionate due mensole da cui si dipartono gli archi aggettanti costituiti da lastre di pietra rettangolari anche di diverso spessore (10/15 cm), convergenti verso il centro dell’arco. L’arco presenta spesso delle imperfezioni, a volte è più schiacciato da un lato, e la curva non sempre regolare. La chiave d ...
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