Guspini: straordinaria iniziativa di Marino Melis, farà da guida ai turisti che vorranno visitare la chiesa di San Nicolò e Santa Maria
di Maurizio Onidi ______________________________________ Dal 9 luglio e per tutto il mese di agosto, i turisti, ma non solo, che vogliono visitare le chiese di San Nicolò e Santa Maria, trovano ad attenderli, per accompagnarli alla scoperta delle bellezze dei due luoghi di culto, tanto cari ai guspinesi, Marino Melis, guida turistica abilitata, autore di diversi libri e pubblicazioni sulla storia dell’ex centro minerario, appassionato ricercatore e cultore di storia e cultura sarda. Come nasce l’idea e in che cosa consiste esattamente? «Attualmente sono disoccupato e per rendermi utile e riempire le giornate in attesa di una occupazione, ho proposto l’idea a Don Nico Massa, parroco di San Nicolò che è stato ben felice di assecondare» dichiara con entusiasmo Marino Melis che precisa «Le visite è possibile effettuarle tutte le mattine dalle 9 alle 12 a S. Nicolò, escluso il venerdì, giornata che sarà dedicata alle visite alla chiesa di Santa Maria, e ovviamente la domenica, per non intralciare le funzioni religiose. Ho una postazione a fianco dell’ingresso della chiesa parrocchiale, dove fungerò anche da punto informazioni turistiche, con piantine, brochure e materiale informativo su Guspini e dintorni. L' ingresso è libero, chi vuole può lasciare, al termine del tour, una piccola offerta» sottolinea Melis. «Le visite, illustrate in italiano e in inglese, mirano a evidenziare gli aspetti costruttivi e architettonici dei monumenti, di culto e religiosi, le opere d' arte presenti e gli artisti che le hanno realizzate. Saranno illustrate anche brevi note agiografiche sui santi venerati a Guspini, con particolare riferimento alla nascita del culto legato a S. Nicolò, col corredo di racconti e leggende (santa Klaus), e soprattutto della venerazione dei guspinesi per la Vergine Assunta, arricchita da storie e curiosità popolari» puntualizza Melis. ...
Leggi di piùÁndalas de cultura, i nuovi sentieri culturali digitali di Sardara
L’assessore al turismo Antonio Mameli: "Vogliamo migliorare l’accesso alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione dei beni culturali per facilitare la conoscenza e la promozione del nostro importante patrimonio culturale e identitario". di Paolo Salvatore Orrù _________________________________________________ Sardara è dei comuni beneficiari delle risorse messe a disposizione dal progetto regionale Andalas de Cultura, un progetto rivolto alla promozione della conoscenza del patrimonio culturale e identitario come strumento di crescita socio-culturale delle nostre comunità. L'obiettivo che la Regione vuole ottenere con questo progetto merita attenzione, intende infatti creare un punto unico di accesso alle risorse culturali attraverso la realizzazione di un motore di ricerca capace di interagire via web con archivi, biblioteche e musei che trattano della Sardegna (storia, letteratura, geografia e folclore). [caption id="attachment_103197" align="alignleft" width="299"] Antonio Mameli[/caption] «Uno di questi portali sarà a breve installato nel Museo Villa Abbas, l'altro nella biblioteca comunale. Insomma, Sardara, che com'è noto è un paese ricco di risorse naturali e culturali, sta lavorando per rafforzare la sua identità culturale», ha spiegato l'assessore al turismo di Sardara Antonio Mameli. «Il programma - ha affermato ancora Mameli - fa parte degli interventi a sostegno alla domanda generale di servizi digitali in campo culturale previsti dall’Agenda digitale della Sardegna, finanziati attraverso il POR, ed ha già previsto la definizione di un accordo con il Ministero della Cultura per attività di condivisione dei dati relativi al patrimonio culturale esistenti a livello nazionale». [caption id="attachment_103199" align="alignleft" width="551"] Chiesa Sant'Anastasia[/caption] Sardara, insomma, va avanti. E non solo dal punto di vista tecnico, di recente ha, infatti, ospitato anche la rassegna di Monumenti Aperti. Ed è stata l’occasione giusta per visitare, solo per fare qualche esempio, la chiesa Sant’Antonio da Padova, sede dell’omonima parrocchia (XVII secolo), con all’interno un bellissimo altare ligneo policromo settecentesco con tre nicchie, dove troneggiano le statue di san Francesco, di sant’Antonio e della Madonna della difesa; la Chiesa Sant’Anastasia, un’area sacra e archeologica già nota dal 1913, grazie agli scavi condotti da Antonio Taramelli, l’archeologo che ripotò alla luce un tempio nuragico a pozzo (Sa funtana de is dolus); la parrocchia della Beata Vergine Assunta, la chiesa ospita un’importante collezione di statue tra cui spicca la statua di San Bartolomeo (XVII secolo). E, infine, la Chiesa di San Gregorio Magno un esempio di amalgama tra il romanico ed il gotico in Sardegna; da visitare anche il museo Villa Abbas, con un percorso che parte dall’epoca nuragica (con oggetti risalenti all’età del bronzo), testimonianze delle civiltà punica e ...
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