Buggerru, una tavola rotonda sulla figura umana e letteraria di Grazia Deledda
[caption id="attachment_104940" align="alignleft" width="265"] Valeria Usala[/caption] Il Club di Jane Austen Sardegna, con il contributo del Comune di Buggerru, propone un nuovo omaggio alla scrittrice nuorese con la tavola rotonda “Il sogno di Grazia”. Con il coordinamento di Giuditta Sireus, manager culturale e direttrice artistica del Club, si confronteranno sulla figura della premio Nobel le autrici Claudia Zedda, Valeria Usala e Ilenia Zedda. [caption id="attachment_104942" align="alignleft" width="261"] Claudia Zedda[/caption] «Con questo incontro desideriamo concentrare l’attenzione su un aspetto della vita di Grazia Deledda, ossia quel che lei aveva definito il suo sogno più grande, creare una letteratura sarda e farla conoscere a livello internazionale», spiega Sireus. «Le nostre ospiti si confronteranno su questo tema e attraverso l’esempio di Grazia Deledda ascolteremo anche la loro testimonianza di scrittrici». In chiusura, ciascuna autrice proporrà una lettura a propria scelta tratta dalle opere di Deledda. L’incontro si terrà in piazza Santarelli a Buggerru a partire dalle 22. Ingresso libero e gratuito. ...
Leggi di piùPabillonis, quattro giorni di festa per San Giovanni Battista
La sfilata de Is carrus de s’abiu tra storia e leggenda _____________________________________________ di Dario Frau _____________________________________ [caption id="attachment_104851" align="aligncenter" width="875"] Is carrus de s'abiu in processione[/caption] Sono stati programmati quattro giorni di festa per la sagra di San Giovanni Battista che caratterizza gli ultimi giorni del mese di agosto. Una festa importante, per la comunità di Pabillonis, ricca di legami comunitari, dove la religione si mischia al profano, al sociale, all’economia, agricola, di questo centro abitato. [caption id="attachment_104850" align="aligncenter" width="880"] Comitato[/caption] Il comitato dei cinquantenni e la parrocchia, hanno programmato le iniziative con largo anticipo, per garantire la buona riuscita della festa tanto sentita dai pabillonesi. In effetti questa “antica” devozione è testimoniata anche dall’esistenza della chiesetta romanica dedicata a San Giovanni Battista, che risale al sec. XIII ed è caratterizzata, oltre che per la celebrazione della nascita (il 24 giugno), soprattutto per la morte/decollazione, che viene ricordata il 29 Agosto, in riferimento anche alla sfilata de “Is carrus de s’abiu”. [caption id="attachment_104853" align="alignnone" width="866"] Benedizione della statua di San Giovanni Battista[/caption] L’importanza della festa di San Giovanni, nel passato, è ricordata anche dallo scrittore V. Angius (1797-1862) che mette in evidenza: “le feste principali con intervento di forestieri pubbliche ricreazioni e corsa di barberi, corsa di cavalli) sono per la natività e decollazione di San Giovanni Battista… ”Da segnalare anche che nel 1839, “intorno alla chiesa di San Giovanni, il rettore Ignazio Soru, rinnovò le loggette per botteghe di rivenditori delle annuali feste”. Una venerazione legata anche alla storia e alla leggenda, in quanto esso è ritenuto il salvatore del paese. Pabillonis, tra il ‘400 e il ‘500, insieme ai paesi vicini (Terralba, San Nicolò D’Arcidano, Mogoro, Bonorzuli (distrutto nell’Alto Medioevo), Uras, San Gavino e Gonnosfanadga, era soggetto alle incursioni dei Mauri o Saraceni d’Africa Lo storico Angius riferisce infatti, che Pabillonis in effetti continuò a subire gli assalti di questi predoni e nell’anno 1527, assieme a San Gavino e Mogoro, si salvò più che altro, poiché questi barbareschi, ubriachi e stanchi del saccheggio effettuato il giorno prima a Terralba e Arcidano e da un violento temporale, scoppiato nella notte, decisero di tornare nelle loro navi ancorate a Marceddi e a riprendere la via del ritorno. Diversa fu la sorte nell’anno 1584, dove Pabillonis fu attaccato all’improvviso, e mentre parte della popolazione si rinchiuse nella chiesa parrocchiale, aspettando l’aiuto dei paesi vicini, un’altra parte riuscì a scappare e a rifugiarsi in mezzo alla fitta vegetazione costituita da boschi di “abiu ...
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