Fine settimana: ora c’è l’isola pedonale
Dal 13 luglio al 16 settembre la via Gramsci (nel tratto compreso tra via Matteotti e via Zeppara) diventa isola pedonale nei giorni di venerdì sabato e domenica dalle 21 alla mezzanotte. La sospensione della circolazione è finalizzata alla creazione di un'area pedonale per supportare e favorire le attività produttive. Nei giorni e negli orari prestabiliti, lungo il tratto interessato della via Gramsci, saranno quindi vietati il transito e la sosta. Sono esclusi dal divieto i residenti, i mezzi pubblici e di soccorso in emergenza. ...
Leggi di piùRaimondo Angius, fabbro ferraio
La storia che oggi andiamo a raccontare, parla dell'azienda artigiana dei figli e nipoti di Raimondo Angius, sicuramente una delle dinastie più longeve nel settore della lavorazione del ferro che operano nel tessuto produttivo di Guspini. La racconta Corrado Angius, amministratore della Carpenteria Matallica di Corrado Angius & C. snc, figlio di Carlo e nipote di quel Raimondo Angius, meglio conosciuto come "ziu Mundiccu". Come nelle favole che si rispettano, la storia comincia con la tipica espressione: c'era una volta ... Proprio così, c'era una volta la miniera di Montevecchio, nella quale il giovane Raimondo lavorava come saldatore, lavoro duro come tutte le attività connesse allo sfruttamento del sottosuolo. «Terminato il lavoro quotidiano in miniera, mio nonno», afferma Corrado Angius, «si dedicava a fare dei lavoretti in economia per arrotondare la paga, insufficiente per mandare avanti la famiglia che cresceva anche di numero. Lo scontro tra operai e direzione di Montevecchio, a seguito dell'imposizione del patto aziendale del 1949, ebbe come conseguenza, il licenziamento per motivi politici, di centinaia di dipendenti iscritti o semplici simpatizzanti del vecchio partito comunista ancorché fossero degli ottimi operai». Raimondo Angius fu uno di questi. «La situazione di crisi, venutasi a crear», aggiunge Corrado Angius, «imponeva soluzioni immediate. Con la determinazione che lo contraddistingueva, nonno decise di continuare a fare l'unico lavoro che conosceva bene: lavorare il ferro». Si era chiusa una porta e si aprì un portone. In una bottega artigiana, ricavata in un locale sottostante la propria abitazione in via Milano, mise a frutto l'esperienza acquisita negli anni alle dipendenze della miniera. Ironia della sorte volle che anche per l'azienda che lo licenziò per anni eseguì lavori di manutenzione e riparazione delle macchine che trasportavano il minerale da Montevecchio alla fonderia di San Gavino. Il lavoro cominciò a girare per il verso giusto e aumentava di giorno in giorno e "ziu Mundiccu", fatta eccezione per la figlia Mirella, nel 1967, coinvolse i quattro figli maschi: Carlo, Renzo, Paolo e Sandro nell’attività artigianale. Costituì la Raimondo Angius e figli e nella nuova officina di via Bologna, più spaziosa e strutturata, per consentire di soddisfare al meglio le richieste dei clienti, insegnò ai giovani figli, la nobile arte della lavorazione del ferro che andava dalla carpenteria metallica alla riparazione di attrezzi per l'agricoltura. Con il passare degli anni, i figli di nonno Raimondo si formarono e si specializzarono, ciascuno in un settore ben preciso: Carlo nella realizzazione di cancelli, ringhiere, inferriate e strutture metalliche; Renzo nella lavorazione dei primi infissi in alluminio; Paolo nella lavorazione e riparazione di cassoni e sponde per autocarri e rimorchi mentre Sandro si dedicò alla riparazione e realizzazione di attrezzature per l'agricoltura. «N ...
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