Cena comunitaria per la conclusione del CreGrest
Da qualche anno a questa parte, i gruppi parrocchiali di tutta Italia accolgono il progetto di animazione estiva, per giovanissimi ed adolescenti, proposto dagli oratori delle diocesi lombarde, che prende il nome di GREST, neologismo in cui si fondono le iniziali di Gruppo Estivo, preceduto dall’acronimo CRE – Centro ricreativo estivo; più semplicemente Grest. L’iniziativa si svolge nell’arco di due settimane dedicate all’intrattenimento e alla preghiera in apertura del periodo di vacanze e in continuità con l’impegno religioso maturato durante l’anno. Si rivolge ai ragazzi e alle famiglie per condividere un momento di spiritualità nella vivacità del gioco. Al fine di realizzare concretamente questa proposta, ciascun ufficio diocesano per la pastorale giovanile, ha quindi promosso questa opportunità secondo la disponibilità delle parrocchie che a loro volta hanno accompagnato la formazione di volontari per animazione di questo vero e proprio momento di educazione cristiana. Ogni paese ha quindi organizzato un proprio calendario per le attività. Nella parrocchia suellese, guidata da don Michele Piras, alcuni ragazzi già attivi nell’oratorio, dopo essersi preparati in diversi momenti di ritiro, hanno svolto la funzione di animatori per i più piccoli nel delicato compito dell’accoglienza e del coinvolgimento affinchè il GREST potesse diventare occasione per stare insieme in modo proficuo e divertente. Per quindici giorni, una settimana la mattina e una il pomeriggio, fra la piazza di chiesa e il parchetto comunale, i bambini sono stati insieme in un’allegra cornice ricreativa. Pensato a misura del mondo giovanile attuale e basato sui valori di fede – all’inizio e in conclusione è stata celebrata la messa - il GREST concentra l’attenzione su un tema specifico di carattere religioso, ogni anno diverso, che accompagna l’intera durata delle attività. Quest’anno è stata la volta di un discorso sul creato e sugli elementi della natura. Sintetizzata nella locuzione comune "Detto Fatto", ai bambini e preadolescenti è stata proposta la riflessione sul valore inestimabile di quanto troviamo a nostra disposizione da prima che l’uomo avesse esistenza e di come questo sommo bene debba essere rispettato e tutelato, in quanto dono e impronta della straordinaria misericordia divina. Giovanni Contu ...
Leggi di più“Il ragazzo del treno”: Il primo libro di Emanuela Sarti
Si chiama Emanuela Sarti, è un’insegnante di lettere dell’Istituto Comprensivo di Sanluri e Serrenti e ha una grande passione per la scrittura. In virtù di ciò, ha recentemente pubblicato un libro dal titolo “Un ragazzo del treno” che ha presentato, oltre che in diverse sedi del cagliaritano, anche nel territorio: appena un mese fa nel plesso della scuola secondaria di Serrenti e, lo scorso 6 aprile, presso “l’Università delle Terza età” a Sanluri. «Il libro – commenta Emanuela Sarti – è un insieme di otto brevi storie indipendenti. Tutte sono caratterizzate da un filo conduttore comune in cui sono presenti due caratteristiche: il primo è l’elemento “realtà e finzione” mentre l’altro è il conflitto interiore dei personaggi protagonisti dei singoli racconti”. Si tratta di un libro non autobiografico e più adatto a un pubblico di lettori adulti; le storie contenute raccontano di svariati argomenti e sono ambientati in diversi luoghi geografici. Ho deciso di intitolarlo in questo modo perché la prima delle otto storie parla, appunto, di un viaggio in un treno; il treno è una metafora della vita intesa come viaggio». Per la scrittricerti, ovviamente, è grande la soddisfazione per questa sua prima pubblicazione, frutto di una passione, quella per la scrittura appunto, coltivata sin da piccola. «Lo scrivere – continua l’insegnante – mi ha accompagnato sin dall’adolescenza; ero solita, infatti, riportare in un diario la mia quotidianità dove esprimevo le mie emozioni. Essere riuscita a pubblicare un libro tutto mio è naturalmente motivo di grande soddisfazione; sono felice per quanto fatto e ho voluto condividere questa mia gioia anche con i miei alunni leggendo loro alcuni dei miei racconti. Il libro, per chi avesse curiosità a leggerlo, è molto scorrevole e conta appena novanta pagine». Non sono mancate, dopo le numerose pubblicazione del libro, gli elogi da parte della critica per il lavoro pubblicato: «Mi ha fatto piacere - conclude la Emanuela Sarti - ricevere tanti complimenti. Non è, tuttavia, mancata qualche inevitabile critica che, come sempre capita quando non viene apprezzato in toto il proprio lavoro, da una parte mi ha creato qualche disagio, ma dall’altra è stata senza dubbio stimolo per migliorarmi in alcuni aspetti. L’esperienza è stata sinora bellissima, mi piacerebbe cimentarmi in futuro in altre pubblicazioni. Chiudo con un riferimento a mio padre che, purtroppo, ha lasciato questo mondo qualche anno fa ancora troppo giovane: è stata una persona fondamentale nella mia vita ed è perciò a lui, con tutto il mio cuore, che dedicato questo mio primo libro». Simone Muscas ...
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