Pistoccus o Savoiardi

Moltissime sono le storie raccontate sui savoiardi, fra le tante si  narra che siano  nati  nel 1350 alla corte di Amedeo VI di Savoia. Nello stesso periodo però si dice che siano stati i  cuochi del Re Aimone di Savoia detto il Pacifico a preparare un composto poroso e cremoso a base di farina, uova e miele, ingredienti ideali per la preparazione dei biscotti. Un'altra storia, racconta che quando il re di Francia fece visita alla casa reale dei Savoia, per l’occasione i cuochi di corte vollero stupire l’importante ospite con un dolce particolare e pare che il successo fu talmente eclatante che i biscotti preparati, presero il nome di savoiardi, divenendo successivamente il dolce piemontese più rappresentativo e grazie alle influenze dei Savoia, il dolce venne preparato anche in altre regioni d’Italia. In Sardegna (Regno di Sardegna) per esempio i biscotti vennero chiamati savo-iardi-sardi, ma potrrebbe anche essere “savosardi o savoisardi”; oggi più comunemente conosciuti come pistoccus finis, pistocccu de caffei,  pistoccus de Fonni, pistoccheddus grussus, pistokkeddos e altri nomi ancora. In Spagna li chiamano soletas (probabilmente per via degli ingredienti  che sono simili al pandispagna) e in Inghilterra lady finger (dito di dama). Tanti sono i nomi ma il biscotto rimane un dolce unico, semplice, soffice e fragrante. Nell’Ottocento, i savoiardi deliziarono i palati dei salotti bene dell’aristocrazia torinese, era il biscotto preferito da Camillo Benso di Cavour e di Cosimo III De Medici ed è anche quello più utilizzato per la preparazione del tiramisù. INGREDIENTI:: g 300 di farina bianca, 1 cucchiaino di miele, g 150 di zucchero comune, g 150 di zucchero al velo, 10 uova intere più 2 tuorli, 1 limone non trattato, 1 cucchiaino di acqua fior d’arancio, zucchero al velo per cospargere, sale q.b. PREPARAZIONE:: prima di tutto poni i due tuorli dentro a una conca (scivedda), poi aggiungi i tuorli delle altre uova  (tenendo da parte gli albumi), le due qualità di zucchero, una grattata di scorza di limone, il miele, l’acqua fior d’arancio e con l’aiuto di un frullino montali a lungo fino a quando otterrai un composto bianco e spumoso. Fatto, poca alla volta aggiungi la farina setacciata e lavora gli ingredienti fino a quando si saranno amalgamati. Terminata questa operazione, in un altro recipiente, sbatti gli albumi con un pizzico di sale e appena saranno ben sodi, incorporali molto delicatamente al composto d’uova e farina.  A questo punto, versa il tutto dentro a una sacca da pasticcere o dentro a una sacchetto per conservare gli alimenti spizzato da un lato, quindi spremi l’impasto dentro a una teglia foderata con carta oleata, formando i dolci nelle dimensioni di circa dodici centimetri per due, distanziati fra loro. Allorché, cospargili generosamente con dello zucchero al velo, aspetta fino a quando viene assorbito e ripeti l’operazione. Solo allora passa i  savoiardi in forno già caldo a 17 ...

Ute: inaugurato il nuovo anno accademico

Nei locali del Polo Culturale di Sanluri, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione del 19° anno accademico dell’Università della Terza Età, associazione consolidatasi nel tempo come punto di riferimento per l’aspetto culturale del paese. A tenere le redini dell’evento è stata la Presidentessa dell’Associazione, Vincenzangela Fenu, che nel suo discorso ha toccato i nodi fondamentali di quello che è il ruolo dell’Università della Terza Età all’interno della comunità, e più in generale di come la cultura debba veder riconosciuto il suo spazio in una società progredita: «Si possono individuare due fini principali a cui tende questa Associazione: il primo è quello di favorire l’aggregazione e l’incontro per coloro che, finito di lavorare, hanno ancora voglia di imparare con l’animo pieno di entusiasmo e di interesse, perché la cultura è anche partecipazione e non solo l’acquisire conoscenze in modo individuale, cultura è l’essere parte attiva del cambiamento; il secondo fine è certamente quello di favorire la diffusione della cultura, ricercare un rinnovamento costante per far fronte alla dinamicità che ci circonda». Queste le parole della Presidentessa durante il suo discorso nel quale si è parlato anche della moltitudine di attività proposte e portate avanti: dalle attività sportive al ballo sardo, passando per le materie scientifiche come l’informatica e la medicina, oltre alle attività creative quali corsi di ricamo, cucito, ceramica e fotografia, sino ad arrivare all’ambito umanistico che abbraccia lezioni di storia e lingua sarda, letteratura e psicologia. Particolare attenzione è stata data alle parole “generazioni a confronto”, presenti nello slogan che accompagna l’Associazione Culturale, e che danno modo di riflettere su come possa nascere una stretta collaborazione tra persone delle età più diverse per amore della cultura; è il caso dei corsi di informatica facenti parte dell’offerta formativa, tenuti da giovani studenti frequentanti l’Istituto Superiore Colli Vignarelli, con lo scopo di favorire l’apertura al confronto e al dialogo. Ospite d’onore il Rettore dell’Università degli Studi di Cagliari, la dottoressa Maria Del Zompo, che ha enfatizzato con le sue parole l’importanza della cultura e dello studio all’interno di un quadro che ha abbracciato la realtà della Sardegna in riferimento alla scuola a livello nazionale e non solo, sottolineando l’importanza di un’altra sfaccettatura della cultura che è quella dell’inclusione e dell’aggregazione. Presente anche l’assessore all’istruzione e allo sport, Carlo Murru, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, che ha voluto evidenziare nel suo discorso di augurio a un buon inizio di anno accademico come la cultura e l’istruzione non debbano mai avere colore politico. Ad accompagnare l’inaugurazione non sono mancati dei piacevoli intermezzi musicali sulle note del flauto traverso suonato da S ...

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