Esche di veleno per cani e gatti
Esche di veleno per animali sono state ritrovate in Via Iglesias e tra gli amanti degli amici a quattro zampe è subito partita una catena di messaggi anche nei social network per evitare l’uccisione degli animali. Un fatto non isolato e che ormai si ripete da anni come sottolinea Lidia Pinna, volontaria ed educatore cinofilo che ha più volte denunciato il triste fenomeno al Comune, alla polizia municipale e ai carabinieri di Villacidro: «Come ogni anno in primavera - rimarca - si risvegliano anche gli animali e quando i gatti iniziano a miagolare in amore, ecco che, immancabili a Villacidro, appaiono anche i piattini con succulente sardine o piatti di carne. Purtroppo però questi cibi non sono lasciati dagli amanti degli animali perché contengono veleni come lumachicida o ratticida». Così gli animali attirati dal cibo mangiano per poi poche ore dopo se non presi in tempo morire tra attrici sofferenze tra vomito, diarrea, emorragia e tremori. «Il fenomeno - aggiunge Lidia Pinna - accade purtroppo non solo nella campagne, ma anche al centro del paese e negli ultimi anni viene presa di mira via Iglesias anche se non è la sola. Molte volte i cittadini non denunciano neanche l'accaduto ma si limitano a raccogliere le esche avvelenate per fare in modo che nessun altro animale ci perda la vita. Questo fenomeno purtroppo non accenna a finire. Il Comune, una volta ricevuta la denuncia da parte del cittadino, dovrebbe “cartellonare” l'area per avvisare i cittadini e bonificare la zona: in passato, nonostante le denunce, questo non è avvenuto. I cittadini hanno smesso di segnalare anche perché spesso le autorità si passano la palla dall'uno all'altro. Per la legge in caso di avvelenamento il veterinario privato dovrebbe segnalare l'accaduto al sindaco e alla Asl». Gian Luigi Pittau ...
Leggi di piùFantastico trionfo di Fabio Aru al Tour
Una vittoria impressionante, Fabio Aru va a vincere la quinta tappa del Tour de France. Nella frazione odierna si correva da Vittel a Planche des Belles Filles, una tappa di 160 km di media montagna con una salita secca sul finale, il primo vero traguardo impegnativo di questa Grande Boucle. Il ciclista villacidrese nel momento di massimo sforzo, quando il team Sky di Chris Froome e Geraint Thomas guidava il gruppo al massimo, è scattato proprio nel punto più difficile, a 2,4 chilometri dal traguardo. Uno scatto fulmineo che ha fatto balzare in piedi tutti i suoi tifosi e ha fatto saltare il Tour. Il ritmo del team Sky non è bastato e tutti gli avversari di Aru sono rimasti confusi e senza più energie. «Vincere col tricolore- ha detto Aru- è molto bello per me. Dopo una primavera difficile, con fortuna e tanto impegno comincia a girare anche per me». Al traguardo, con un distacco di 16’’ Daniel Martin, a seguire Chris Froome con venti secondi di ritardo che andrà a prendersi la maglia gialla. Ora la classifica vede Froome davanti al compagno di squadra Thomas e allo stesso Aru con 14 secondi di ritardo. Domani Fabio, passato dal venticinquesimo al terzo posto in classifica generale, lascerà nell’armadio la maglia tricolore per indossare la maglia a pois, dedicata al miglior scalatore. Una vittoria che fa tornare alla mente il successo di Nibali, proprio con la maglia tricolore di due anni fa sempre al Tour. La prima vittoria per un sardo alla corsa ciclistica a tappe più importante al mondo, e l’impressione è che il sogno possa continuare. Lorenzo Argiolas ...
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