Le mandorle, il miele e il torrone di Guspini

Il torrone mandorlato di Guspini ha origini antiche e varianti locali che ne fanno un prodotto di eccellenza. Dolce dal gusto intenso, frutto della commistione di cultura e tradizioni culinarie, si presenta oggi nella varietà di aromi e ingredienti che lo legano indissolubilmente ai luoghi di produzione. La ricetta originaria, che si differenzia da quella degli altri paesi della Sardegna per l'utilizzo esclusivo delle mandorle, è una vera prelibatezza e si caratterizza per la consistenza friabile derivata dal miele locale che conferisce al prodotto, nelle sue caratteristiche e aromi differenti, tipicità e originalità. Nel tempo a Guspini ci sono state intere  famiglie che si sono dedicate alla sua produzione. Da documenti locali, relativi al commercio, risulta che sin dai primi anni dell’800 esistevano interi nuclei familiari dediti alla sua produzione artigianale e vendita. L’attività spesso s’intrecciava con il commercio del miele e delle mandorle ed era praticata  con occupazione lavorativa fissa. Diverse le teorie sulla specificità del dolce, rinomato per la ricchezza degli ingredienti, che confermano la sua peculiarità, dal sapore avvolgente, tale da distinguerlo dagli altri prodotti simili. Secondo una prima ipotesi il torrone pur avendo una origine araba ebbe una diffusione significante in Sardegna con i mercati popolari spagnoli con i nomi “giuggiulena o cubbàita”, entrambi di origine araba. Secondo altre testimonianze la produzione del torrone e la lavorazione dell’argilla sarebbe stata “un consiglio costante” durante le prediche del rettore Giovanni Antonio Carta quando amministrava la parrocchia di San Nicolò. Il torrone di Guspini compare anche negli scritti dell’Angius, insieme con la ricca tradizione enogastronomica. Un fattore che lo distingue dalle altre produzioni regionali è il miele, che in Sardegna è conosciuto per le straordinarie qualità, per il sapore unico e per i profumi intensi e variegati, dal millefiori al corbezzolo, passando per l’acacia e l’eucaliptus. Il processo produttivo è ancora per certi aspetti legato alla tradizione, la quale prevede che il miele venga sciolto a fuoco lento all'interno di un paiolo di rame, chiamato "su caddargiu", collocato su un fornello costruito in mattoni, detto "forredda". Al miele si aggiungono gli albumi montati a neve fino al termine della cottura che dura complessivamente circa quattro ore e che si conclude con l’aggiunta delle mandorle tostate e pelate, o le noci. Il composto così ottenuto viene messo in apposite cassette, ricoperte con la carta oleata, e lasciato raffreddare, per poi essere tagliato e servito. La genuinità degli ingredienti e la ricchezza dei sapori rendono il torrone sardo una specialità che da tempo ha varcato i confini regionali conquistando i mercati nazionali ed esteri. Negli anni la produzione artigianale ha lasciato spazio alla lavorazione industriale, che ha portato alla diffusione su larga scala e a una più am ...

Sa Battalla: undicesima rievocazione storica

All’alba del 30 giugno 1409 l’esercito Aragonese guidato da Martino Il giovane attaccò quello sardo guidato da Guglielmo di Narbona. Uno scontro campale alla periferia di Sanluri nel luogo che ancora oggi viene chiamato “Su bruncu e Sa battalla”. L’esercito sardo fu trucidato in nella località denominata S’Occidroxiu (il mattatoio). Sa battalla del 30 giugno 1409 è un importante momento di storia sarda e italiana a lungo dimenticata che invece rappresenta un momento di riflessione e di dibattito sul medioevo sardo. Appuntamento quest’anno il 2 luglio 2017 alle 18 per l’undicesima edizione della rievocazione de Sa Battalla dove figuranti, cavalli e cavalieri in abiti d’epoca, con le cotte di maglia di ferro e archi e frecce incendiarie netteranno in scena gli scontri di quel lontano 30 giugno 1409. Una suggestiva scenografia a tutto campo, dove il palco sarà le campagne luogo della battaglia campale. Programma 29 GIUGNO Inaugurazione Mostra: “La Milizia nel Regno di Sardegna: divise e armamenti individuali” a cura di Gianni Cannas: Ore 21.30 Piazza Castello. Concerto del Complesso strumentale a fiati “Amilcare Ponchielli” di Sanluri  30 GIUGNO ore 10.30 Su Bruncu de sa Battalla. S. Messa celebrata dal Vescovo Mons. Arrigo Miglio in commemorazione della Battaglia. Ore 18 Castello Giudicale  Consiglio Comunale Solenne. Ore 18.30 Castello Giudicale. Convegno dibattito sulla Battaglia di Sanluri (30 giugno 1409) Relatori:  Gianni Mereu La battaglia di Sanluri evento epocale nella storia dello Stato italiano "Ci siamo mai chiesti perché noi sardi siamo italiani?". Michele Pintus, Presidente della sezione Sardegna per l’istituto italiano Castelli "E se la battaglia l’avesse vinta lo stato giudicale di Arborea? Presenta Giorgio Murru - Direttore del Museo Risorgimentale del Castello di Sanluri. Ore  21.30 Piazza Castello: “Sa Bella de Seddori”. Rappresentazione teatrale in lingua sarda a cura di Compagnia “Su Spassiu” Sanluri. 1 LUGLIO. Ore 18 Castello Giudicale.  Tavola rotonda “Sa battalla 1409. Il Medioevo tra storia, memoria e simboli.  Introduce Alberto Urpi, Sindaco di Sanluri: “Il valore de Sa Battalla per Sanluri e la Sardegna”. Saluti del Sindaco di Macomer Antonio Succu: “Dalla battaglia di Sanluri alla Battaglia di Macomer del 1478”  Intervengono:Giampaolo Mele, storico medievalista, Università di Sassari.  Duilio Caocci, storico della letteratura, Università di Cagliari. Alessandro Soddu, storico medievalista, Università di Sassari. Paolo Maninchedda, filologo medievalista, Università di Cagliari. Franciscu Sedda, semiologo, Università di Cagliari. Modera l’incontro: Ornella Demuru  All’interno della sala della tavola rotonda sarà possibile fotografarsi con gli abiti dell’epoca. Ore 18 Piazza Castello. “Sa Battalledda, la battaglia di Sanluri vista dai bambini”. Seconda rappresentazione della Battaglia a cura degli alunni della Scuola Primaria dell’Istituto Compr ...

Vai a tutti i contenuti →