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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Come riconoscere un annuncio truffa

Navigando in Internet è facile imbattersi in truffe di ogni genere. Dobbiamo immaginare la rete come un contenitore senza fine e senza confine, una sorta di linea ferroviaria in cui viaggiano miliardi di informazioni e notizie al minuto, la cui attendibilità è spesso da indagare. E’ arduo, ma possibile, verificare l’affidabilità delle fonti e la veridicità dei contenuti, come è arduo ma possibile verificare l’onestà e la serietà degli autori. In rete chiunque può diventare qualcuno, ed è qui che bisogna fare attenzione per non cadere vittime di imbrogli e utilizzare gli strumenti a nostra disposizione per riconoscere e smascherare una truffa. In questo numero ci concentreremo in particolare sulle truffe negli annunci di lavoro che, sono sempre più frequenti. La cosa da fare quando ci imbattiamo in un’offerta lavorativa, è leggere con attenzione il titolo e il testo. Il titolo preannuncia il tipo di contenuto, è un campanello d’allarme. In un annuncio fraudolento il titolo può dire tutto come dire niente. Un esempio di titolo su cui prestare attenzione, può essere: “Inserimento immediato” oppure “Ampliamento staff”, “Apertura immediata”, etc.. Non escludete mai un annuncio a priori, il titolo è l'elemento di un insieme. Consiglio di aprire e leggere sempre per intero e nel suo insieme l'annuncio che vi interessa. Dopo la lettura del titolo, concentratevi sul testo, sul contenuto che è la parte essenziale per riconoscere una truffa. Le caratteristiche degli annunci da cui diffidare: - Annunci con descrizione troppo breve e troppo vaga in cui non vengono riportate le informazioni base e necessarie, come ad esempio il nome dell’azienda, il settore in cui opera, non spiega il lavoro che si offre o la mansione che il candidato dovrebbe svolgere. - Annunci che non indicano la partita IVA e/o il nome dell’inserzionista. - Annunci che non specificano l’impegno lavorativo che si richiede, se è un part-time o un full-time e che non accennano alla retribuzione, se è fissa oppure a provvigioni. - Annunci che promettono guadagni facili e condizioni lavorative troppo vantaggiose. In alcuni casi, a seconda del tipo e del livello di truffa, è possibile che vi chiedano un contributo economico o che vi chiedano di acquistare strumenti, kit da lavoro,  per svolgere la mansione o addirittura di iscrivervi a corsi di formazione a pagamento, chiaramente a vostre spese, che non garantisce in alcun modo una futura assunzione. Se un'azienda è seria provvederà direttamente e gratuitamente alla vostra formazione. - Annunci in cui non si fa riferimento ai requisiti e alle competenze che il candidato deve avere ma, addirittura, si specifica che tutti possono svolgere il lavoro a prescindere dall'esperienza e dalle capacità. Inoltre, quando rispondete tramite un portale dedicato o ad un indirizzo personale, fate molta attenzione alle mail di risposta che riceverete. Alcune mail possono contenere dei link da cliccare e, in t ...

Prodotti alimentari, nell’etichetta ci sarà la sede e lo stabilimento

Dal prossimo 5 aprile 2018 sarà applicabile in Italia l’obbligo di indicare sull’etichetta dei prodotti alimentari la sede e l’indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento. E’ quanto previsto dal decreto legislativo n. 145 del 15 settembre 2017. LA NORMATIVA La nuova normativa peraltro prevede un periodo transitorio di 180 giorni dalla data di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale per lo smaltimento delle etichette già stampate senza l’informazione relativa all’ubicazione dello stabilimento produttivo o di confezionamento, e ciò comunque fino all’esaurimento delle scorte dei prodotti aventi tale etichetta. Una volta decorso il periodo transitorio di 6 mesi, le etichette dei prodotti alimentari destinati al consumatore dovranno recare la menzione della sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento se diverso, tramite l’indicazione della località ove si trova lo stabilimento stesso e anche del suo indirizzo, qualora l’indicazione della località non sia sufficiente ad identificare in modo semplice e immediato l’impianto produttivo. LE SANZIONI E LE ECCEZIONI In caso di violazione, sono previste sanzioni amministrative pecuniarie fino a 15mila euro. La legge prevede comunque delle eccezioni al predetto obbligo di indicazione in etichetta del luogo di produzione o di confezionamento, qualora la sede dello stabilimento di produzione coincida con quella dell’operatore responsabile; quando la confezione riporti un marchio di identificazione o una bollatura sanitaria; quando l’indicazione della sede dello stabilimento sia ricompresa nel marchio. L’obbligo indicato non si applica al vino nelle sue diverse articolazioni, in quanto tali prodotti venduti devono indicare da tempo le informazioni che ora sono estese anche agli altri prodotti alimentari. L’OBIETTIVO E LE CRITICITA’ DEL PROVVEDIMENTO Il nuovo obbligo è stato introdotto con la finalità di garantire una corretta e completa informazione al consumatore italiano. L’introduzione di questa nuova normativa non è caratterizzata da assenza di rilievi critici. Dato che l'obbligo di indicazione dello stabilimento in etichetta non è previsto a livello europeo e rappresenta un vincolo applicabile solamente alle aziende che producono o confezionano in Italia, gli operatori nazionali del settore alimentare che dovranno conformarsi a questi nuovi obblighi subiranno inevitabili costi ed oneri aggiuntivi, i quali potrebbero poi tradursi in un aumento dei prezzi dei prodotti, con effetti a carico del consumatore finale. Antonio Begliutti ...

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