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Presentazione del libro “Nevralgie affettive” di Anna Steri
L'associazione Quattroventi sar ha organizzato una serata dedicata alla poetessa Anna Steri, vincitrice del Premio letterario internazionale Alda Merini. La poetessa presenterà il suo ultimo libro "Nevralgie affettive" a Villacidro. L’appuntamento è per il 4 novembre nell'ex Mulino Cadoni, alle 17,30. Condurrà la serata Ottavio Nieddu accompagnato dalla musica del chitarrista sardo Marco Meloni. Interverrà alla presentazione Giuseppe Marras docente di lettere presso il Liceo Classico di Villacidro. Anna Steri, musicista e scrittrice è diplomata in Organo e Composizione Organistica al Conservatorio di Sassari e in Clavicembalo al Conservatorio di Cagliari. Ha realizzato l’album per voce e piano Figlia di un Do maggiore, 2014. Tra le sue pubblicazioni: Il romanzo breve L’ultima estate (Il Grappolo, 2004); il romanzo breve L’incontro (Edizioni Creativa, 2007); il romanzo per ragazzi Danny Arnott-Il sopravvissuto (Edizioni Creativa, 2007); il romanzo Terra mare (Edizioni Creativa, 2011); il romanzo breve Dulcis Jesu (Edizioni Creativa, 2013). Nel 2015, ha pubblicato Versi e autoscatti, raccolta di poesie e autoscatti in bianco e nero per Riccardo Condò Edizioni.(step) ...
Leggi di piùEmozioni e Scelte
Una nota psicologa statunitense, Virginia Satir, asseriva “la maggior parte delle persone crede che l’istinto più forte sia quello di sopravvivenza, ma non è così. L’istinto più forte è quello di aggrapparsi a ciò che è familiare”, intendendo quindi che l’uomo è propenso geneticamente per sopravvivere, a costruirsi una personale zona di confort nella quale sentirsi al sicuro grazie a rituali e tappe programmate o al contrario a caotiche esperienze il cui fine è il medesimo, rassicurarci con l’abitudine a ripetere schemi collaudati e familiari. Scegliere qualcosa di diverso dal solito sottende un cambiamento, una novità e le emozioni principali variano in base all’autostima di chi le compie. Un salto nel buio deve essere motivata da un grande obiettivo e più crediamo nelle nostre capacità, più sarà facile fare questo ipotetico salto. Se invece il livello percepito di autostima è temporaneamente basso, o lo è sempre stato, anche le scelte potrebbero essere limitate e/o evitate. L’evitamento poi porta a negare cambiamenti per non soffrire a lungo termine, evitandoci però anche possibili migliorie, che preferiamo non provare a raggiungere pur di non sbagliare. Ciò significa che raramente facciamo realmente ciò che vorremmo, tendendo verso il “dovere” più che il “volere”. Una volta giunti in studio, i pazienti che si rivolgono a noi hanno già iniziato questo cambiamento più o meno coscientemente. L’abitudine li ha resi limitati e dipendenti e nel momento in cui qualcosa cambia, per desiderio nostro o per scelta di chi ci sta vicino, allora inizia il malessere, l’ansia, il disagio, la somatizzazione, la gioia, la speranza, la paura. Si chiede un aiuto professionale psicologico per far chiarezza su queste emozioni. Tutte le certezze del giorno prima crollano quando si inizia a immaginare un obiettivo nuovo che richiederà cambiamenti d’atteggiamento verso gli altri, verso le nostre abitudini, verso la nostra zona di confort insomma. Il lavoro di consapevolezza successivo darà i risultati in base alle nostre motivazioni: più è forte la voglia di cambiare, più saremo disposti ad attraversare la crisi staccandoci dal vecchio. Và da sé che di contro, meno si vuole uscire dalle proprie paure, più si resterà in una situazione di sicurezza e speranza del tipo “sono fatto così … ho sempre fatto così … è l’unica cosa che posso fare ...”, tamponando la crisi emotiva fino al nuovo prossimo ostacolo. Dal punto di vista positivo l’abitudine può essere vista come una forma di sicurezza. Vivo nel mio mondo, nella mia zona di comfort, so come mi devo comportare, so cosa devo dire, so come mi devo vestire, so come muovermi. Man mano che passano gli anni, cominciamo a rinunciare a sempre più cose, rinunciamo ai nostri sogni, ai nostri desideri e cominciamo ad accontentarci, incanalando in rituali ben precisi tutto ciò che temiamo di non poter gestire. Alice Banndino ...
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