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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Alla scoperta della Cantina Su’entu

Settembre, periodo di vendemmia. In Sardegna certo è un periodo speciale che porta alla memoria le antiche tradizioni e che conserva una velata piacevolezza. Impossibile in questo contesto non pensare al buon vino che in Sardegna accompagna i nostri pasti da migliaia di anni; basti pensare ai recenti studi che testimoniano la presenza della cultura del vino nell’Isola già a partire dall’età nuragica, scoperta che farebbe del nostro popolo il primo consumatore di vino. Parlando a tal proposito, l’attenzione si focalizza sulla Cantina Su’entu, la quale già da qualche anno porta il nome di Sanluri in giro per il mondo. Roberta Pilloni, da noi intervistata, ci racconta la nascita e la vita della Cantina. Quando e come nasce l’idea di una cantina? L’idea iniziale di far nascere una cantina a Sanluri è stata di mio padre, Tore Pilloni, io e i miei fratelli siamo stati poi contenti di abbracciarla. Intorno al 2009/2010 abbiamo iniziato ad impiantare le vigne, alcune appartenevano a mio nonno e piano piano ne abbiamo acquistate altre per un totale a oggi di 50 ettari di cui 32 sono vitati. Nel 2011 c’è stata la prima vendemmia dalla quale abbiamo ricavato 10.000 bottiglie tra Vermentino e Cannonau, ora arriviamo a produrre all’anno circa 220.000 bottiglie di 9 varietà diverse e ogni anno cresciamo sempre di più. Uno degli intenti nell’investire sul commercio del vino era quello di recuperare la coltivazione nel territorio, in parte abbandonata anche a causa della chiusura negli anni ’90 della Cantina Sociale Marmilla. Il nome del vino “Su’entu” come è nato? In riferimento al nome, ci sono state più proposte da parte della mia famiglia, ognuno ha portato le sue e tutti insieme le abbiamo votate sino a quando non abbiamo trovato il vincitore: “Su’entu”. L’idea di questo nome nasce dal fatto che questi terreni si trovano in una zona molto ventilata soprattutto se si pensa che mentre Sanluri si trova all’incirca sui 120/150 metri di altezza sopra il livello del mare, qui siamo già intorno ai 330 metri, dunque la differenza anche in fatto di vento si percepisce facilmente. Quanto lavoro e quanta preparazione c’è dietro il prodotto finito? Dietro il prodotto finito ci sono anni di lavoro perché l’economia e il commercio del vino sono molto più lenti rispetto a un commercio qualsiasi, per esempio i risultati della vendemmia di quest’anno, 2017, si avranno a partire dal 2019. Il commercio del vino Su’entu cresce sempre di più e abbraccia numerosi Stati Europei e non. Sì esatto, possiamo dire che la distribuzione vera e propria è cominciata nel 2015, non bisogna dimenticare che stiamo parlando di una cantina giovane. La nostra rete vendita, che copre tutta la Sardegna, ha incominciato ad espandersi a Milano, poi a Roma, in Veneto, adesso stiamo iniziando ad esportare anche in Emilia Romagna. Oltre all’Italia abbiamo esportazioni in Spagna, Olanda, Belgio, Regno Unito, Svizzera, Germania per quanto ...

“Last Christmas”: un film tragico comico ambientato a Serramanna

A Samassi è stato presentato il film “Last Christmas”. Il Cinema Italia ha avuto l’onore di ospitare il regista del lungometraggio: Christiano Pahler. I titolari Cristiano e Giusy Carta hanno prima speso alcune parole in merito al giovane regista di Serramanna per poi augurare a tutti i presenti una buona visione e lasciare la parola a Pahler, che con brevi e coincise frasi ha subito dimostrato la sua simpatia e autoironia, accattivando così l’attenzione e la curiosità degli spettatori. L’opera è a mio avviso un concentrato di risate nude e crude, 85 minuti di puro divertimento che non è bene lasciarsi sfuggire. In questo frangente, però, è interessante conoscere meglio il regista e come ha avuto l’idea di realizzare un film tragicomico che abbia per protagonisti due fratelli che devono organizzare il funerale della madre per la vigilia di Natale. Come è nato “Last Christmas”? «Tutto è avvenuto molto casualmente, con la realizzazione di un corto per il mio diploma alla NUCT di Roma (Roma Film Accademy), ho avuto la fortuna di conoscere Andrea Bruschi, attore famoso anche grazie alla serie “Distretto di polizia” che ha partecipato al mio lavoro e mi ha successivamente chiesto se avessi altre idee, io ho quindi parlato di un progetto che avevo in mente, una trama che ha trovato interessante e che ho subito specificato fosse da ambientare nel mio paese d’origine: Serramanna. In poco tempo ha chiamato un suo amico produttore, lui è sembrato da subito interessato e così abbiamo creato il progetto del film, l’abbiamo spedito alla Film Commision Sardegna e abbiamo vinto il bando del “Fondo ospitalità”. L’idea di dar vita al lungometraggio “Last Christmas” esiste più o meno da tre anni, possiamo considerarla come una mia autobiografia anche se la pellicola a tratti risulta essere grottesca e lascia molto spazio al tema della mala burocrazia.» -Parliamo un po’ della trama «La mia storia ha come protagonisti due fratelli che non si incontrano da vent’anni e si rivedono proprio il giorno della Vigilia di Natale, però, la madre viene a mancare in questo frangente e devono fare i conti con i cavilli burocratici che gli si presentano durante l’organizzazione del funerale. Ho avuto l’idea di creare un film sull’argomento della burocrazia inefficiente perché sono successe simili peripezie a me e mio fratello proprio alla morte di nostra madre, quando siamo stati spediti da un ufficio ad un altro per le successioni dei redditi. Diciamo che ho preso come punto di partenza una base reale ma ci sono anche molte scene grottesche, perché accadono quasi quotidianamente.» -Gli attori scelti. «Chissà perché ma tutti mi chiedono: ”perché hai scelto di non avvalerti di attori sardi?” Questo è assolutamente falso! Ci sono quattro attori non sardi, uno di questi è il primo protagonista: Andrea Bruschi, è grazie a lui se il film si è concretizzato e inoltre la scelta di fargli interpretare il person ...

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