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Al via la rassegna “Con gli occhi del cinema: la guerra e la pace"
Al via la rassegna cinematografica “Con gli occhi del cinema: la guerra e la pace”, organizzata dal Culturale e di Alta Formazione Onlus a Guspini dal 13 ottobre al 17 novembre. Il Centro Culturale e di Alta Formazione Onlus ha scelto il cinema per comunicare con il pubblico, soprattutto giovanile, affrontando argomenti anche complessi, come la guerra e la pace. La rassegna, si rivolge ai giovani e agli adulti con l’intento di promuovere la formazione di spettatori, consapevoli e appassionati, creando un legame attivo tra il territorio e la sala cinematografica. Il progetto, finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato Pubblica Istruzione), comprende diverse proiezioni che trattano il tema della guerra e della pace raccontato con stili cinematografici diversi. L’appuntamento è per il venerdì alle 19.00 e la domenica alle 17.30, nel Cineteatro Murgia in via Pio Piras 2, a Guspini. L’ingresso è gratuito. Gli spettacoli 13 ottobre: Giovani Acquile; 15 ottobre: War Horse; 20 ottobre: Torneranno i prati: 22 ottobre La caduta delle acquile; 27 ottobre Good morning Vietnam; 29 ottobre Salvate il soldato Ryan; 3 novembre: I giovani leoni; 5 novembre: El Alamein; 10 novembre: La sottile linea rossa; 12 novembre: Jarhead; 17 novembre: Gli Ultimi testimoni. ...
Leggi di piùVendemmia: drastico calo della produzione
Ci sono generazioni differenti a confronto, numerosi oggi in età matura l’hanno conosciuta in piena efficienza, i giovani trentenni e quarantenni conservano un ricordo di gioco e festa della vendemmia che animava i mesi di settembre ed ottobre mentre le nuove generazioni possono solo sentire i racconti ma tutti hanno sotto gli occhi la struttura enorme, oggi chiusa e sotto la responsabilità di un curatore fallimentare, che negli anni d’oro che furono era conosciuta come la cantina più grande d’Europa. La vendemmia era lavoro, per tanti, l’estensione di vigneti nelle campagne serramannesi e non solo era di centinaia e centinaia di ettari, oggi l’estensione è decisamente minore, ma la tradizione della vendemmia non si è persa, continua grazie a tutti quegli imprenditori agricoli e piccoli coltivatori che credono e si appassionano alla coltivazione della vite. La vite che così piccola e apparentemente fragile produce un frutto, l’uva, che dalle specie più differenti, prima raccolta, deraspata poi pigiata fermenta e si trasforma in vino. Un processo che racchiude in se un fascino incantevole agli attenti osservatori. La vendemmia non è mai la stessa, ogni annata è differente influenzata dal clima e dagli agenti atmosferici, si alternano stagioni produttive altre meno. La stagione 2017 ha registrato complessivamente in tutta Italia un calo drastico della produzione a causa del clima siccitoso congiuntamente ai danni provocati dalle gelate del mese di aprile, che hanno ferito e reso improduttivi numerosi vigneti. Nel Campidano, molti vigneti non sono stati interessati dalle gelate primaverili ma le elevate temperature e l’assenza prolungata di piogge hanno ridotto la produzione e reso necessario anticipare significativamente la raccolta. Meno fortunate le aree della Marmilla e Trexenta mentre addirittura nel Sarcidano, dove non cade una goccia d’acqua dal 22 marzo scorso, non solo si è seccato il frutto ma numerose viti non hanno resistito alla siccità. Vendemmia che mediamente è volta al termine intorno al 20 di settembre, con un mese di anticipo rispetto alle annate tradizionali, con una produzione che a Serramanna si è attestata in calo tra il 35% al 40%, ma di ottima qualità, che lascia sperare in un’altrettanta produzione di buon vino, ma ogni giudizio è prematuro, soltanto dopo l’estate di San Martino, quando come ricorda il proverbio “tutto il mosto si fa vino” si potrà degustare il primo vino novello. Elena Fadda ...
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