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La valorizzazione della Marmilla passa dall’enogastronomia

Cultura del buon cibo, promozione del territorio, sport e sostenibilità ambientale. Dopo il grande successo dello scorso anno, torna, con la seconda edizione, la manifestazione “I Fili del Gusto”, che domenica 1 ottobre a Baradili, il più piccolo comune della Sardegna, al centro della Marmilla con i suoi 84 abitanti, ospiterà giornalisti, food blogger, amministratori ed esperti di sviluppo locale, chef nazionali e internazionali, produttori e artigiani che per tutta la giornata, dalle 9,30 alle 20, intermezzo con street food delle famiglie di Baradili, si confronteranno tra degustazioni di prodotti locali, visite guidate, escursioni in mountain bike, lezioni di accoglienza, mercato contadino e show cooking. L’evento, organizzato dallo chef stellato Roberto Petza e dal comune di Baradili, si propone di valorizzare le specificità ambientali ed enogastronomiche che esaltano il buon vivere nei piccoli comuni della Sardegna. L’edizione di quest’anno avrà un’anteprima nella serata di sabato 30 settembre, con “Baradili capitale della pizza” che vedrà protagonisti i migliori pizzaioli nazionali come Gianfranco Iervolino, Diego Vitagliano e Mattia Masala. “Visto l’ottimo risultato della prima edizione la formula è rimasta la stessa – sottolinea il sindaco di Baradili, Lino Zedda – ma siamo riusciti ad arricchirla e migliorarla aggiungendo qualche tassello importante. Quello che ci interessa è far capire che nei piccolissimi comuni si vive bene e a lungo e da qualche anno, insieme al consorzio Due Giare, stiamo promuovendo una serie di manifestazioni ed eventi culturali ed enogastronomici di alto livello che facciano cogliere la bellezza dei nostri territori”. Luoghi in cui è facile trovare materie prime di eccellenza, come spiega lo chef Roberto Petza: “I produttori locali avranno una vetrina importante, perché la valorizzazione dei prodotti parte proprio dalla stretta collaborazione con la grande ristorazione che poi ha il compito di esaltarli”. Base dell’evento sarà la sede dell’Accademia Casa Puddu che dopo aver varcato i confini regionali è proiettata verso quelli internazionali. “Proprio in questi giorni abbiamo chiuso il progetto Taste to Taste che ci ha visto protagonisti a New York – evidenzia il direttore Gianfranco Massa – a settembre abbiamo gestito il ristorante Eataly di Milano e ad ottobre faremo lo stesso con quello di Roma. Riconoscimenti importantissimi che ci invogliano ad andare avanti anche in previsione dei nuovi corsi che partiranno a novembre”. Tra i nomi di spicco che caratterizzeranno l’evento, che in appena un anno è giunto alla ribalta nazionale, oltre al padrone di casa Roberto Petza del ristorante S’Apposentu di Siddi, ci saranno gli chef Luciano Monosilio, del ristorante Pipero al Rex di Roma, Nino Rossi. del Qafiz di Santa Cristina d’Aspromonte, Michele Mazza, chef presidente dell’AICNY (Associazione italiana chef New York), Salvatore Camedda, del Somu di San V ...

Appello della sindaca Cabriolu: "Aiutate gli agricoltori e i pastori”

Un incontro per fare il punto della drammatica situazione delle campagne villacidresi e del settore ovino ormai allo stremo. Così il sindaco Marta Cabriolu, gli assessori Giuseppe Ecca e Marco Erbì, alcuni consiglieri di maggioranza, e i consiglieri di minoranza Federico Sollai e Giancarlo Carboni hanno incontrato una rappresentanza dei pastori villacidresi. Ormai molte aziende rischiano la chiusura con il prezzo del latte ai minimi storici e la grave siccità che colpisce anche il territorio di Villacidro. In più molti pastori hanno affrontato dei mutui o prestiti e che ora si trovano nell’impossibilità di onorare i debiti. Inoltre, la Regione è in ritardo nella chiusura delle istruttorie dei vecchi bandi e sono ancora lontane le liquidazioni relative al nuovo piano di sviluppo rurale. Marta Cabriolu, come sindaco e delegata all’agricoltura lancia un grido d’aiuto e una richiesta di intervento della Regione: «Deve essere più presente fisicamente nelle nostre realtà produttive, deve poter toccare con mano l’enorme sacrificio che ogni giorno questi pastori fanno per poterci assicurare un prodotto di altissima qualità. Bisogna ridurre la distanza fra la politica e la realtà economica dei nostri territori. La Regione può attivare soluzioni temporanee, ma grande deve essere la responsabilità degli allevatori: è necessario che si comprenda che il settore agro-pastorale sardo, rappresenta, con il suo enorme indotto, l’asse portante della nostra economia. I nostri prodotti rappresentano l’eccellenza, dopo tutti gli adeguamenti normativi ai quali ogni azienda si è dovuta sottoporre per poter sopravvivere». Marta Cabriolu ha le idee chiare: «Non è accettabile che oggi il latte venga pagato 50 centesimi al litro e che pochi industriali possano determinare un prezzo che non consente nemmeno di coprire i costi di produzione. Gli allevatori devono trovare la forza e la volontà di unirsi per eliminare o ridurre ai minimi termini la polverizzazione dell’offerta di prodotto, altrimenti i produttori si troveranno schiavi di un sistema che è forte perché fa leva sul bisogno dei singoli e sulla difficoltà di trovare una soluzione condivisa per il bene comune». Gli allevatori sono preoccupati: «Senza una mano d’aiuto - sottolinea Giuseppe Curridori, rappresentante di una cooperativa a “Trunconi” - non  riusciremo ad andare avanti. A causa della siccità non siamo riusciti neppure ad  approvvigionare il foraggio per il settore zootecnico. Il latte ovino ora viene pagato troppo poco,  prima si arrivava anche ad un euro e 20”. Sulla stessa linea Francesco Ecca: “La situazione è drammatica. Abbiamo anche 800 pecore, ma 160 sono finite al macello perché non vi erano le condizioni per sostenerle. Inoltre il prezzo della carne è rimasto molto basso per quasi tutto l’anno e non ha permesso grandi guadagni». Gian Luigi Pittau ...

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