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Ecocentro comunale: attivato un servizio tanto atteso dai cittadini
Dopo una lunga attesa per la sua apertura, oggi a conclusione dei primi quattro mesi di attività è possibile stilare un primo bilancio d’esercizio del nuovo ecocentro comunale aperto al pubblico nella prima decade del giugno scorso. Da anni a gran voce era richiesta dalla cittadinanza l’individuazione di un’area dove poter conferire i rifiuti domestici anche in giorni diversi dal calendario previsto dalla raccolta, eliminando lunghe attese per il ritiro dei rifiuti ingombranti o degli sfalci e potature, e aprendo la possibilità di liberare le proprie abitazioni, oggi con ambienti sempre più piccoli, dai rifiuti differenziati. L’amministrazione comunale si è attivata sin dal suo insediamento per creare l’opportunità di aprire un’isola ecologica, prima individuando le aree potenzialmente utilizzabili e poi analizzando le risorse necessarie. La scelta ottimale è ricaduta sull’area adiacente all’impianto di compostaggio gestito dal Cisa Service Spa, in località Pruni Cristi, a poco più di un chilometro dal centro abitato. Dopo aver inviato un’informativa al domicilio di tutte le utenze domestiche e non domestiche, senza grandi cerimonie di apertura, sono stati aperti i cancelli al pubblico. Tanto era atteso che pochi minuti dopo il taglio del nastro avvenuto alla presenza del sindaco Sergio Murgia e dell’assessore all’ambiente Giulio Cossu, i primi cittadini a visitare l’ecocentro comunale sono stati anche i primi conferitori. Le prime settimane di attività, secondo fasce orarie ben indicate, hanno sin da subito registrato un buon gradimento da parte dei cittadini. Il sindaco «Ci siamo impegnati per attivare un servizio molto atteso e richiesto dai nostri concittadini» poi continua nel sottolineare l’aspetto economico dell’iniziativa «i costi per la sua realizzazione non sono caricati sul piano finanziario della Tari, che non ha registrato aumenti». Presso l’ecocentro comunale possono essere conferiti tutti i rifiuti correttamente differenziati, inclusi pneumatici e modeste quantità di inerti derivanti da piccoli lavori domestici, ad eccezione del secco indifferenziato. Un vero e proprio bilancio di attività potrà essere redatto a conclusione di un anno di attività, comparando i quantitativi di rifiuti conferiti presso l’ecocentro ed i quantitativi prelevati al domicilio durante il servizio di raccolta settimanale. Il comune di Serramanna ha rilevato negli ultimi anni un continuo miglioramento della raccolta, già nel 2015 è stata registrata un’ottima percentuale di differenziazione dei rifiuti, superando di misura il 70% ma con l’obiettivo sempre vigile di continuare a ridurre la quantità di rifiuti indifferenziati a beneficio di tutta la comunità e dell’ambiente in cui essa vive quotidianamente. (f.f.) ...
Leggi di piùIl Giro d'Italia in Sardegna
Che quest'anno la Sardegna abbia attraversato un piccolo “boom” turistico possono testimoniarlo gli incauti che hanno aspettato l'ultimo momento per prenotare, a metà settembre, una cabina di una qualche nave , che li riportasse, neri di sole e con ancora in bocca il sapore del mirto, nell'europeo continente. Semplicemente non ce ne erano, né da porto Torres né da Olbia. Sold out, tutto venduto. Sprizza felicità l'assessore al turismo regionale Francesco Morandi, troppo intelligente per accreditarne tutto il merito alle politiche messe in atto dal suo ministero, tocca, hainoi, dover dire grazie alle cento guerre e alle cento bombe che da Tunisi a Istanbul, passando ovviamente da Damasco e Bagdad dopo aver riverberato la costa azzurra e Parigi, hanno spinto quest'anno il turismo di massa verso lidi “sicuri”. Scambiamo qualche riflessione a Milano, in una sede che più meneghina non si può, al “Corriere della sera”: 14 di settembre c'è la presentazione ufficiale delle prime tre tappe del Giro d'Italia numero 100: si parte il 5 maggio da Alghero e, dopo 203 chilometri di sali e scendi, passando da Sassari e Santa Teresa di Gallura si arriva ad Olbia, a venti chilometri dall'arrivo se qualche “finesseur” vorrà provarci ottima opportunità la salita di San Pantaleo, solo 5 chilometri ma tre con pendenze intorno all'8%. L'indomani altri 208 chilometri “mossi” per arrivare a Tortolì passando da Nuoro. La terza tappa di 148 che segue l'orientale sarda, gira per Villasimius e porta la carovana ad una volata di gruppo a Cagliari (dico io). Quale maggior occasione per spalmare finalmente la stagione turistica a dei mesi che non si riducano ai sempiterni estivi che sappiamo. Quale migliore occasione per Morandi di sottolineare che la giunta di cui fa parte ha stanziato ben 14 milioni di euro per fare della Sardegna meta principale del cicloturismo europeo. A fine investimento, dice lui, saranno 2700 i chilometri di piste ciclabili che si potranno percorrere, portandosi appresso un indotto fatto di bed and breakfast, ristoranti tipici, alberghi. È una scommessa che può pagare, il turismo “dolce”, quello targato “slow food”, che ti permette di godere il paesaggio che attraversi, senza tema di mettere sotto le ruote né cervi né cinghiali:il prosciutto di questi ultimi con pane di grano Cappelli, una fetta di pecorino, qualche oliva, un bicchiere di cannonau e sei di nuovo pronto per pedalare tra i ginepri che non riescono a nascondere nuraghi dirupi, greggi abbandonate a cani da guardia di grande professionalità, fino a giungere in spiagge le cui sabbie hanno ancora memoria della prua della nave greca di Aristeo che, a sentire lo scrittore latino Gaio Lucio Solino, fondò Caralis nel XV secolo a.C. Figlio di Apolllo e della ninfa Cirene riappacificò le tribù sarde in lotta fra loro mostrando loro le virtù della caccia e dell'agricoltura. È così che i sardi sanno vivere fino a cent'anni, perlomeno è quello che l' ...
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