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Domani sarà presentato il libro “La custode del miele e delle api"

Venerdì 29 aprile alle 18 nella chiesa Sant’Anastasia a Sardara il circolo di lettura “Condilibriamo”, in collaborazione con il Comune e la Proloco, presenterà il romanzo “La custode del miele e delle api” della scrittrice Cristina Caboni di San Sperate. <Vista la tematica centrale del libro, inerente il mondo dell’apicoltura – fa sapere Annarita Vacca, presidente del circolo organizzatore – l’evento propone anche una degustazione del miele offerta dai produttori locali che si terrà nell’adiacente Casa Museo Pilloni>. ...

Case in terra cruda: specie protetta in via di estinzione

Nella paesaggistica è invalsa l’abitudine, sia da parte dei pittori che dei fotografi, a favorire, come soggetto, un paesaggio montano, spesso con l’immancabile laghetto, o marino o anche boschivo. Molto raramente si preferisce e si prende in considerazione la campagna nei suoi molteplici e mutevolissimi aspetti. Eppure essa, a differenza del paesaggio montano, marino o lacustre, è notevolmente più varia, ed è quella che, nell’arco di un anno, offre al nostro occhio una infinità di variazioni cromatiche. Si può senz’altro affermare che, sia nelle forme che nei colori, la campagna muta radicalmente il suo aspetto quasi ogni mese e in modo molto incisivo: i vigneti, gli ulivi, le varie messi e i fiori di campo mutano continuamente sia nelle fogge che nei colori; persino le “vecchie case campidanesi di campagna in ladrini”, in essa immerse, subiscono la stessa mutevolezza man mano che cambia il contesto che le circonda. Le case in terra cruda sono un patrimonio importantissimo, un pezzo della nostra storia che stiamo perdendo nei centri abitati e nelle campagne nonostante la tutela della normativa e le buone pratiche di alcuni gruppi di persone, che ci ricordano un passato utile per recuperare moderni concetti di bio-edilizia e di architettura tipica sarda. Anche nelle campagne esistono molti edifici costruiti in mattoni crudi ‘ladrini’. Alcuni in ottimo stato, la maggioranza distrutta. Nella parlata popolare questi edifici erano chiamati ‘furriadrosgius’. La terra di cui sono fatte queste abitazioni agrarie ha lo stesso colore del campo dove sorgono, la superficie dei muri è continua, con una bellissima grana dorata. Questa tipologia di abitazione della Sardegna, costruita con la tecnica del mattone crudo essiccato, è la stessa dei pueblo del Centro America, ma, dalla fine degli anni ’60, in molti centri dell’Isola si sta estinguendo. Storia, tecnica e cultura Per ripopolare le campagne furono costruite case, lì dove i pastori e contadini lavoravano, volute dal governo sabaudo, per avviare tentativi di riforma agraria. Nel 1938, con l’intento di spostare la residenza-permanenza dei lavoratori rurali negli agri, il governo di allora avviò politiche di esproprio dei beni della Chiesa concedendo appezzamenti ai contadini. Costoro da servi si ritrovarono improvvisamente proprietari, ma proprietari senza mezzi economici: per cui edificarono con materiali che non dovevano acquistare dalle fornaci ma potevano trovare in loco forniti dalla terra. Terra, appunto, e paglia sminuzzata, poi rami, canne, tronchi di quercia e d’olmo. Terra smossa, accumulata, bagnata e lavorata dalle zampe delle vacche che la condivano con letame, e producevano mattoni crudi 40x23x12 detti ladrini. Una fondazione poco profonda, scavata a mano, con un’attenzione estrema al terreno accuratamente preparato, alloggiava un muro in pietrame che fuoriusciva dal terreno di circa 60cm. Nelle case più conservate si ammirano i canali di drenaggio, i ...

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