Operazione antidroga: 14 misure restrittive

Maxiblitz antidroga nell’isola. I carabinieri dei comandi provinciali di Cagliari, Sassari e Nuoro, con il supporto dello squadrone eliportato Cacciatori Sardegna e un velivolo dell'undicesimo nucleo elicotteri dei carabinieri di Elmas, hanno dato esecuzione a 14 ordinanze di misure restrittive, sette in carcere e sette con obbligo di dimora. L’operazione delle forze dell’ordine è stata illustrata questa mattina a Cagliari dal tenente colonnello Ivan Giorno e dal maggiore Michele Cappa del comando provinciale. [caption id="attachment_20535" align="alignnone" width="200"] Nicola Fois[/caption] [caption id="attachment_20536" align="alignnone" width="200"] Fabio Pisano[/caption] [caption id="attachment_20537" align="alignnone" width="200"] Massimo Littera[/caption] [caption id="attachment_20538" align="alignnone" width="200"] Tomaso Loi[/caption] [caption id="attachment_20539" align="alignnone" width="200"] Federico Mallus[/caption] [caption id="attachment_20540" align="alignnone" width="200"] Davide Mura[/caption] [caption id="attachment_20541" align="alignnone" width="200"] Giuseppe Peddio[/caption] In carcere sono finiti Nicola Fois del '72 di Quartucciu, Massimo Littera del' 76 di Assemini, Tomaso Locci dell'80 di Assemini, Federico Mallus di Decimomannu, il cagliaritano Davide Mura dell'89, Giuseppe Peddio classe 1965 di Villasor e Antonio Fabio Pisano del 94. Obbligo di dimora invece per Giango Ahmetovic (recentemente finito nei guai giudiziari anche per il furto di rame dei cavi dell'illuminazione pubblica in un comune della cagliaritano), Fabrizio Fanni di San Vito, Claudio Locci di Escalaplano, Marco Meloni di Decimomannu, Renzo Meloni anche lui di Decimo, l'algherese Rosaria Meloni classe 1971 e Francesco Pirastu asseminese del '72. L'indagine sul traffico di stupefacenti, condotta dal nucleo investigativo di Cagliari è scaturita dalla tentata rapina al Banco di Sardegna dell’agosto 2016 che ha portato all’arresto di tre persone. ...

Avviato lo Sportello Open Family

Ideato dalla psicologia dott.ssa Roberta Saba in collaborazione con le Associazioni Io e Te Insieme, Il Delfino e Famiglie Insieme e promosso dalla Fondazione Banco di Sardegna, il progetto Sportello Open Family nasce  per  accompagnare caregivers e famiglie che affrontano quotidianamente la disabilità. Lo sportello coinvolge il territorio del Medio Campidano e in particolare i comuni di Gonnosfanadiga, Villacidro, Arbus e San Gavino Monreale e interviene là dove vi è una grande mancanza di servizi e supporto a livello istituzionale.  Mira soprattutto ad alleggerire il carico familiare conducendo i disabili verso l’autonomia, anche con piccole esperienze dirette. L’iniziativa prevede interventi  su diversi ambiti: informazione, sostegno, ascolto. Partendo dal presupposto che conoscere la malattia e le risorse messe a disposizione dal territorio sia il primo passo fondamentale per affrontarla, il progetto arriva a offrire un vero e proprio sostegno. Anche la  semplice quotidianità, per chi ha un familiare disabile, è spesso pesante da affrontare da soli e per questo le famiglie si rivolgono alle associazioni di volontariato che attualmente sono le uniche ad aprire le proprie porte. In questo contesto diventa essenziale la presenza di uno sportello di ascolto e informazione in grado di supportare genitori e caregivers in tutte le fasi della malattia, dalla diagnosi alle attività di tutti i giorni, fino al “dopo di noi” , la preoccupazione di chi si occuperà dei proprio figli quando loro non saranno più in grado di farlo. Le attività dello sportello si svilupperanno fino  a settembre attraverso incontri  di gruppo. Da settembre  2018 a gennaio 2019 sarà attivo lo sportello di ascolto per 2 ore mensili alternativamente nei diversi comuni coinvolti. «La sinergia tra le diverse Associazioni»,  commenta Vincenzo Martis presidente dell’Associazione Io e Te Insieme di Gonnosfanadiga, «è per tutti noi una grande ricchezza». «Fare rete e collaborare», proseguono i presidenti delle altre associazioni, «ci permette di crescere insieme e sostenerci reciprocamente». Il progetto è un primo piccolo grande passo nel mondo della disabilità che, pur non avendo la pretesa di colmare un vuoto, riesce comunque ad essere un importante segnale e strumento di sensibilizzazione. Anche chi non vive tutti i giorni la disabilità infatti può essere empatico e porsi in un atteggiamento di comprensione verso l’altro. Marilena Colombu ...

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