Luigi Pillitu artista naif

L’artista Luigi Pillitu,  pittore e scultore originario di Santadi, risiede ed ha bottega ad Assemini al n. 6 della Via Alghero. E’ un artista particolarmente apprezzato sia in ambito regionale quanto in ambito nazionale. Molte sono le località  nelle quali ha realizzato monumenti ed opere significative: in Sardegna a Muravera e Villaspeciosa , nel Continente in provincia di Reggio Emilia come gli affreschi del teatro Comunale di Rio Saliceto e il monumento ai caduti di Grattatici, un’altra opera a Correggio, tanto per citarne qualcuna. È presente anche alla mostra permanente nel Museo Nazionale dei naifs italiani. La sua infatti  è proprio un’arte naif, espressione artistica  che caratterizza l’autodidatta, un’arte spontanea  che non segue regole stilistiche imposte, ma rappresenta la realtà in modo semplice. Luigi ha dovuto sacrificarsi fin da piccolo, ma ha manifestato sempre un grande bisogno di esprimersi per rappresentare la natura, il vissuto, le aspettative mai soffocate della gente; attese  sostenute sempre da grande dignità di donne e uomini nonostante messi ai margini della società mediante “la cultura dello scarto”, come  direbbe Papa Francesco. L’arte naif  è  in qualche modo un’arte di rottura con la pittura e la scultura tradizionale. L’approccio  potrebbe dirsi infantile, istintivo o  favolistico  nella realizzazione delle figure, ricche tuttavia  di contenuti espressivi sostenuti da una notevole ricchezza cromatica.       Lo stile naif compare verso la fine del XIX secolo e non era raro venisse utilizzato anche dagli artisti “tradizionali” . L’esposizione in Francia del 1886 e ancor di più quella del 1928 a Parigi, proposta  ad un vasto pubblico di visitatori, contribuì ad una più diffusa conoscenza  e ad un maggior apprezzamento anche da parte di grandi artisti ed intellettuali. Il pittore italiano naif più conosciuto ed apprezzato è stato Antonio Ligabue e c’è un richiamo di Luigi Pillitu  a questo artista anche nella denominazione del suo giardino di Assemini..    Luigi Pillitu, nei pressi della sua abitazione, ha un giardino particolarmente curato,  trasformato da un arido e brullo pezzo di terra. L’ha chiamato “ La terra di Ciro Mendez e di Ligabue”,   quasi un invito a farsi carico della cura e  dell’amore per l’ambiente, la natura e l’uomo. Ciò che caratterizza questo poliedrico artista è proprio la ricchezza interiore, i sentimenti, la  vicinanza nei confronti di chi è difficoltà. Sentimenti che traspone nella realizzazione plastica delle sue opere. La famiglia, gli anziani, i bambini, gli immigrati, gli amici, le scene di vita quotidiana, le problematiche attuali sono alcuni dei soggetti presi in esame. Soggetti che toccano  l’animo dell’artista, che fanno parte del suo bagaglio di esperienze e di vita vissuta.. Ecco la paura degli immigrati nella barca che rischia di affondare; uomini e donne con espressioni di disperazione, ...

Comune: la Consulta Sviluppo, una nuova scommessa

L'amministrazione comunale locale sin dal proprio l'insediamento si stia distinguendo per iniziative originali e, in taluni casi, anche lungimiranti. Fra queste ve n’è una, prossima a essere messa in atto, che è la costituzione di una consulta sviluppo ovvero un nuovo organo consultivo con un suo direttivo e quindi dotato di uno statuto proprio che, negli intenti, verrà concepito da supporto ufficiale all'amministrazione per proporre e quindi mettere in atto strategie per lo sviluppo economico del paese. «Lo scorso 30 gennaio l'idea è stata formalizzata - spiega il sindaco Maurizio Onnis - restano ora da espletare le pratiche burocratiche per renderla operativa; posso prevedere che l’ufficialità della consulta sviluppo possa avvenire non prima del prossimo maggio. Si tratterà di un vero e proprio strumento di democrazia diretta che sarà di supporto alla nostra amministrazione». Della questione inerente le potenzialità del territorio, le sue risorse e i suoi beni e di come tutto ciò potrebbe essere tradotto in posti di lavoro e sviluppo economico si parla e si scrive tanto, così come si è critici sul fatto che il territorio offra poco perché si fa troppo poco per creare un indotto economico sulla base del potenziale offerto. La colpa di questo “immobilismo” viene spesso rimpallata alla classe politica, locale e non, forse perché fra i tanti “imputati” è quello che mostra il bersaglio fra tutti più facilmente identificabile. Vera o meno tale riflessione, si tende spesso a non parlare di altri sistemi frenanti: su tutte il fatto che le buone idee spesso non si trasformano in atti concreti o perché non vi è grande predisposizione all'unione da parte delle persone del territorio o perché, addirittura, si partecipa poco ai momenti di confronto fra cittadini. Se la scelta dell’amministrazione comunale dovesse rivelarsi vincente lo si saprà nel tempo; per il momento non si può far altro che prendere atto come sia palese che il tema della democrazia diretta sia un argomento al quale si vuole dare sempre più spazio nel piccolo paese della Marmilla e ancora che i cittadini, se vorranno, saranno chiamati in maniera più attiva rispetto al passato a potersi confrontare sulle scelte dei propri rappresentanti in materia di sviluppo economico. Simone Muscas ...

Vai a tutti i contenuti