L’immondezza davanti alla casa di Iole Ruggeri

Iole Ruggeri è stufa di pulire continuamente davanti all’ingresso della sua casa in vico San Marco. Immondizia d’ogni genere viene abbandonata da qualche incivile. <Sono stufa di questa situazione, chi di competenza dovrebbe intervenire>, afferma la signora Ruggeri. Francesco Zurru ...

Testo scolastico, ma quanto mi costi!

Ci prepariamo per la riapertura dei cancelli e il suono della prima campana nel terzo anno di quella che prende il nome di “Buona Scuola”. Molti problemi però sono sempre gli stessi. Ad esempio, le famiglie quanto hanno speso e quanto dovranno sborsare per far fronte all’acquisto degli strumenti essenziali per l’istruzione dei propri figli? Sicuramente tanto, troppo; zaino astucci, quaderni alla moda. E i libri? Nota dolente che affligge il portafoglio di molti genitori. Ma davvero il prezzo dei libri, che teoricamente dovrebbero rappresentare la voce di spesa più importante,  è diventato insostenibile? Abbiamo rivolto la domanda ad un esperto del settore, Massimiliano Capelli, promotore editoriale dell’agenzia CM scuola, con più di vent’anni di esperienza nella promozione editoriale. Ci siamo incontrati nella sala professori di un Istituto superiore di II grado, dove subito saltano all’occhio gli scaffali colmi di volumi, qualcuno datato, acquistati nel corso di questi anni da parte della scuola e naturalmente sempre a disposizione degli studenti. Notiamo subito che un volume prima dell’euro costava mediamente dalle venti alle trentamila lire; oggi, dai quindici ai venti euro. Il costo si attesta sull’aumento medio dei prezzi al consumo e quindi, considerata l’inflazione, non ci sono scostamenti significativi rispetto a molti altri articoli. Cosa è successo in questi quindici anni? Un fatto certo, sotto gli occhi di tutti; la profonda crisi del commercio da cui è aumentata la disoccupazione, il risparmio all’ultimo centesimo e ancor peggio, il timore, reale, di non farcela. Da quando si sono sviluppate le forme di acquisto on line, ci spiega il nostro interlocutore, alla comodità domestica si è aggiunto un piccolo risparmio, minimo ma sufficiente per indebolire progressivamente l’attività del commercio al dettaglio, e quindi delle cartolibrerie che, in questi anni appunto ha dovuto licenziare, e progressivamente smantellare il comparto librario. Le famiglie hanno veramente risparmiato? No, perché se prima era sufficiente un libro per materia, oggi, con la frammentazione delle discipline scolastiche, ogni ulteriore suddivisione di programmi comporta un testo specifico. Risultato: tre libri, più piccoli, al posto di uno. Però i libri si cambiano ogni anno; come mai. Semplice, i programmi, molte materie sono sempre più specifiche e quindi si richiedono aggiornamenti particolari, specialmente nei tecnici e professionali, gli Istituti che registrano maggiori iscrizioni. Certo il problema non si pone per l’Italiano e la Storia, ma se si parla di lingue straniere ad esempio, esiste un inglese particolare per il settore alberghiero, diverso da quello relativo al commercio, ancora differente da quello industriale. Insomma, per ogni anche minima variante, un libro in più. Esito? Zaini e scaffali pieni, portafoglio vuoto, conoscenze minime. Gli investimenti nelle nuove tecnologie avranno almeno attenuato questo rin ...

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