Convegno: ”Dopo gli incendi, che fare?”
Un'altra estate segnata da un'ondata di fuoco è ormai al termine: ogni anno assistiamo alla distruzione sistematica dei boschi della Sardegna. Oltre ai danni, le reazioni di spavento, la rabbia e la disperazione, viene da porsi una domanda: cosa fare per prevenire gli incendi? È questo il tema dell'incontro pubblico organizzato dalle associazioni L'uomo che pianta gli alberi e Scirarindi, che si terrà il 22 settembre 2017 alle 18, nella “Casa a Corte”, via Caprera, Guspini. Sono invitati a partecipare tutti i rappresentanti delle amministrazioni di tutti i Comuni dell'isola e i cittadini. L'incontro verrà condotto da Giovannella Dall'Ara (associazione Scirarindi) e interverranno: Giorgio Pelosio (esperto in sistemi di monitoraggio ambientale e prevenzione di incedi boschivi), Gianni Benevole (avvocato), Anna Cadoni (fondatrice dell'associazione L'uomo che pianta gli Alberi). Sara Angius ...
Leggi di piùCome creare lavoro: gli interventi strategici primari
Come creare lavoro? Con i dati della disoccupazione alle stelle, il tema è più che mai attuale! Eppure non si è fatto abbastanza per stimolare la crescita dell’economia locale partendo dall’individuazione dei consumi reali. Si parla di mercato non di cose campate in aria. Per andare al cuore della questione possiamo dire che la Sardegna è rimasta senza un progetto di sviluppo finalizzato al mantenimento dell’ecosistema e dell’occupazione. E quando qualcosa si è mosso fuori dal “sistema regione”, i primi ad eludere quel “qualcosa” sono stati consiglieri regionali, assessori e deputati e una parte dell’informazione che cercava di minimizzare le attenzioni verso le attività produttive prestare dagli enti locali e dagli enti intermedi. Dopodiché non credo che si possa addossare solo ai politici tutta la responsabilità della mancanza di un Progetto di sviluppo concreto. [caption id="attachment_13904" align="alignnone" width="450"] Villacidro 3_09_2011 Operai della Keller in assemblea permanente Foto Simone Nonnis[/caption] Le alte burocrazie non ne sono esenti di sicuro. In assenza della voce dei partiti e delle altre organizzazioni sociali sulle questioni della ripartenza dell’economia isolana la disinformazione messa in campo dai detrattori ha avuto gioco facile per mantenere lo status quo. È vero dal 2007 in poi, la politica regionale, ha continuato a fare le stesse cose senza un’attenta lettura del territorio e delle sue esigenze: Infatti non sono mai stati osservati i consumi zootecnici ai fini della programmazione strategica. Curiosamente le ingenti importazioni di granaglie non sono mai state oggetto di dibattito. Come si può pretendere che le cose cambino? Ma anche sulle cose ben fatte l’indifferenza dei governi che si sono succeduti ha prodotto danni consistenti. La riforma degli Enti agricoli, per esempio, dopo essere stata approvata è stata abbandonata a se stessa, ha perso completamente la sua ambita efficacia. Non averla corretta in corso d’opera, ha prodotto un disastro con la cancellazione delle attività vivaistiche. Buttare al vento un enorme patrimonio di lavoro ed esperienze ha significato colpire al cuore l’economia della Sardegna. Cinque miliardi della vecchie lire era il fatturato della vendita delle piantine dell’ex Consorzio per la Frutticoltura di Villasor. Oggi, che che se ne dica, la prima voce di spesa degli investitori nei comparti frutticolo e vitivinicolo va a favorire, in primo luogo, le regioni che hanno conservato i vivai. Non so quanti ci hanno pensato, ma il Psr della Sardegna, la sua prima utilità in termini di lavoro la sprigiona in Sicilia, Puglia, Toscana, Emilia Romagna, Veneto e Umbria. Bisogna invertire questa tendenza. Con la necessità che abbiamo di aumentale, la Plv ci troviamo ancora con delle terre pubbliche incolte da assegnare; eppure l’Assessora Falchi, concedendo i primi 700 ettari di Agris, ha dimostrato che le buone pratiche possono essere reg ...
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