Una scuola a tutto tondo

L’Istituto Comprensivo di Sanluri, il quale comprende anche le scuole di Serrenti, già da qualche anno si impegna, con la partecipazione a numerosi eventi e manifestazioni culturali, a garantire un’istruzione ai propri alunni che vada al di là dei banchi scolastici. Una partecipazione che si fa sempre più presente e che quest’anno scolastico conta numerosi progetti che coinvolgono alunni di tutte le età, a partire da quelli della scuola dell’infanzia sino ad arrivare a quelli delle scuole secondarie di primo grado. Per citarne solo alcuni, gli alunni delle classi a tempo pieno della Primaria di Sanluri, durante il periodo di Natale, hanno portato i loro auguri per le strade del paese giungendo al Convento dei frati Cappuccini, alle scuole materne e agli anziani ospiti di una casa di riposo. Gli studenti delle scuole medie parteciperanno al progetto Trinity, interamente finanziato dal Comune, indirizzato alla certificazione di primo livello di lingua inglese e al progetto “Pinocchio e i diritti dei bambini” che li coinvolgerà in una riflessione sui diritti inalienabili affrontati in parallelo al racconto di Collodi e che si concluderà con un viaggio di qualche giorno a Roma durante i quali saranno visitate le istituzioni. Un’importanza fondamentale è poi sicuramente da attribuire ai corsi musicali, tenuti nella scuola secondaria di primo grado, e ai concerti di Natale e di fine anno scolastico organizzati grazie all’operato dei docenti di musica e di strumento, i quali quest’anno nel mese di maggio parteciperanno per la prima volta come protagonisti a un concerto che li vedrà tutti riuniti in compagnia dei loro strumenti. Tanto è ciò che è stato fatto ma tanti sono anche gli appuntamenti del nuovo anno, tra i quali la ricorrente festa dell’albero a Serrenti, in cui i ragazzi mettono a dimora gli alberi in collaborazione con il corpo forestale; la terza edizione di Sanluri’s Got Talent che valorizza i talenti dei ragazzi e li coinvolge in uno spettacolo artistico; la manifestazione di Monumenti Aperti che vede i ragazzi impegnati come guide turistiche in erba per due giorni presso le opere architettoniche presenti nei paesi delle scuole frequentate. Tanti programmi che prendono vita grazie alla collaborazione tra scuola e comune, dal festival “Tutte Storie” al progetto piscina, che si schiera in prima linea nella promozione delle attività, fortemente volute e incoraggiate dal preside dell’Istituto Comprensivo, Alessandro Lai. Una scuola a tutto tondo quindi, volta non solo all’apprendimento delle classiche materie scolastiche ma anche all’inserimento dell’alunno in un contesto di progetti e manifestazioni che lo arricchiscono culturalmente e personalmente, alunno che diventa il centro e il cuore dell’istituzione scolastica. Fabiola Corona ...

I Cabilli: ricordi di un antico passato

Pubblicato per la prima volta, oltre cinquanta anni fa, dal maturo architetto appena cinquantenne, “I Cabilli” racconta una sintesi autobiografica, carica di emozioni, ricordi di un antico passato ma ancora vivissimi. Nella cornice di un’antica “Pendiogrande” per i lettori di oggi rivivono i racconti dei nonni e di vicende il luoghi chissà quante volte ascoltate ma a cui forse non abbiamo riservato la meritata attenzione. Motivo in più per rileggere il libro e recuperare qualcosa sulle nostre tradizioni, prima che vengano irrimediabilmente perdute. Molte sono le immagini che riprendono forma. Torna in vita ad esempio - quasi come se si la sua consistenza si ricompattasse miracolosamente - la storia di “Noè”. Personalmente ne ebbi mai sentito parlare prima che mio cognato, più grande di me – non eccessivamente – mi raccontò di essersi a sua volta meravigliato, vedendo dal vivo, l’opera monumentale, dopo che la famiglia Mossa, come oggi con l’archivio personale, dando prova di grande generosità, ne fece dono alla gloriosa Cantina e quindi alla comunità agricola serramannese. Fra le righe si apprezza il valore delle proprie radici e la consapevolezza di far parte di una comunità viva e attiva. L’uso di termini nelle descrizioni paesaggistiche non impedisce la narrazione, in prima persona, con un linguaggio è scorrevole. Il libro si legge volentieri e quasi d’un fiato, almeno per la parte che più direttamente coinvolge in modo specifico noi serramannesi. I personaggi, gli ambienti, sono di un “paesone” autosufficiente. I “Cabilli” agli occhi di un ragazzino, non hanno una fisionomia precisa, nemmeno nell’aspetto fisico. In paese tutto avviene in modo naturale e non manca nulla; anzi, molti arrivano “da fuori”; i Cabilli appunto, che spesso vivono di espedienti, non si capisce bene che intenzioni abbiano e dove vogliano arrivare. Per noi serramannesi è diverso; conosciamo le vicende storiche come effettivamente sono, nella nostre strade, nel quadro di ciò che avviene nel mondo. Lo scopriamo poco per volta, con lo scarto temporale imposto dalla vita della provincia. Ciò non ha impedito che i nostri compaesani affrontassero i problemi delle stagioni politiche, la contingenza economica, la moda e le comodità. Comprese le contraddizioni e gli atteggiamenti incomprensibili della borghesia sviluppatasi nel benessere prodotto delle rendite fondiarie. Questo si capisce dai tanti paragoni con i paesi più piccoli del circondario, immobili, bellissimi, piccoli e veramente poveri. Chi ha saputo migliorarsi lo ha fatto nonostante tutte le avversità del vivere in un’isola, aspra, selvaggia, ancora oggi difficilmente esplorabile. Le descrizioni dei paesaggi e dei costumi sono quelle di un architetto; è naturale che appaia lo sguardo estetico sensibile all’arte. Un famoso personaggio sportivo, tanti anni fa diceva che se un giocatore normale vede sentieri, un campione vede autostrade. Il paragone, metafor ...

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