Gianfranco Vargiu: bomber croce e delizia degli anni ’80 e ‘90
Uno scrittore del paese, Andrea Porcedda, nei primi anni 2000 pubblicò un libro di successo sullo sport a Villamar. Nella parte finale di quello scritto venne messa in risalto, in una speciale classifica di merito, la figura di Gianfranco Vargiu considerato come il miglior calciatore villamarese di sempre. D’accordo o meno su quel giudizio, la carriera calcistica di colui che un tempo veniva soprannominato “Lo Squalo” parla da sola: attaccante dalle grandi doti e una carriera nei palcoscenici più importanti del calcio sardo condita da tanti gol. Giocatore dalle grandi potenzialità che tuttavia, un po’ per sfortuna e un po’ per colpe proprie, avrebbe avuto tutti i numeri per poter sfondare a livelli ancora più alti. Chi è stato Gianfranco Vargiu calciatore? «Ho iniziato a giocare sin da piccolo, da autodidatta. Ero un attaccante di razza con un fisico possente e agile allo stesso tempo, ambidestro, abile di testa. Ho iniziato la mia carriera a Pauli Arbarei a 15 anni, ho poi proseguito a Villamar e, durante il servizio militare, ho giocato nella rappresentativa militare. Un brutto incidente in moto mi ha fatto perdere qualche anno. Ho poi ripreso alla grande con il Villamar, poi il Barumini in Promozione, il Lunamatrona e quindi la Tharros, all’epoca grande squadra nel palcoscenico calcistico sardo. Poi tante altre squadre nel finale di carriera. Ho appeso le scarpe al chiodo a 40 anni suonati». Quanti gol e riconoscimenti nella sua carriera? «I gol non li so quantificare. Sicuramente tanti: avevo un minimo sindacale” di almeno 17/18 gol a stagione. Per quel che riguarda i riconoscimenti posso dire che, senza presunzione, me la giocavo alla pari se non di più con altri calciatori che hanno fatto poi carriere più ad alto livello della mia». La Tharros, grande squadra sarda negli anni ’80, oggi nobile decaduta, è stata sicuramente la sua grande occasione. Cosa ricorda di quell’epoca? «In quel momento ho capito come il calcio avesse una doppia faccia: una bella e un’altra meno bella. Fra le cose belle ricordo per esempio il fatto di aver giocato contro un certo Gianfranco Zola e aver stretto amicizie importanti. Della Tharros, non ho però dei grandi ricordi: non trovai lì un ambiente a me congeniale. In quegli anni ricevetti proposte di tesseramento da parte di squadre più blasonate quali la Torres e il Novara, all’epoca in Serie C. Un po’ per aver ascoltato consigli non buoni e un po’ per colpe mie, non riuscì a fare il salto nel calcio che conta». Se potesse tornare a quegli anni e rincontrarsi da giovane, cosa direbbe a quel ragazzo dalle grandi doti calcistiche? «Gli direi di riflettere maggiormente, di capire che avevo delle potenzialità che avrei potuto sfruttare meglio. Forse se avessi avuto al mio fianco una persona capace di darmi dei buoni consigli e spronarmi maggiormente, le cose sarebbero andate diversamente. Ma, si sa, col sennò di poi siamo tutti bravi a parlare». Com’è cambiato il ...
Leggi di piùIl liceo Marconi-Lussu? Una scuola moderna tra lingue straniere ed esperienze di vita
Non solo i libri, ma anche le esperienze di vita a contatto con realtà diverse. Così il liceo delle scienze umane e linguistico “Marconi-Lussu” si apre al territorio, alle istituzioni, alle associazioni di volontariato e cura le sue eccellenze. Anche quest’anno alcuni studenti, sotto l'assistenza delle docenti di inglese, hanno conseguito le importanti certificazioni linguistiche. Intanto diverse classi del liceo delle scienze umane, linguistico e scientifico “Marconi-Lussu” hanno partecipato per il terzo anno consecutivo al progetto “Scuola e volontariato” del Centro di Servizio per il Volontariato “Sardegna Solidale” Gli studenti delle classi seconda G, quarta A, seconda I e seconda E sono andati in visita alla comunità terapeutica di Morgongiori e alla casa di riposo per anziani “Gioacchino e Anna” a Villacidro in via San Gavino. Ad Arbus un bellissimo incontro con i volontari dell’associazione “Gli angeli nel cuore” e all’istituto agrario di Villamassargia un interessante convegno su giovani e sul volontariato organizzato dall’Auser di Carbonia e poi la visita alla miniera di Serbariu. Inoltre gli studenti delle classi seconda A, quarta A e terza C del liceo delle scienze umane hanno partecipato alla giornata di avvicinamento al 21 marzo organizzata dall’associazione Libera e si sono recate a Gergei nel bene sequestrato alla camorra. Poi il 21 marzo la partecipazione degli studenti del liceo delle scienze umane a Sestu alla “Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Più di cinquemila studenti si sono ritrovati in piazza della Musica per quella che è stata una vera e propria festa della legalità e della memoria. Anche a Sestu, paese natale natio di Emanuela Loi (la poliziotta vittima della strage di via D’Amelio nella quale perse la vita anche il giudice Borsellino), in contemporanea con altre mille piazze d’Italia, dalle undici in punto decine e decine di giovani si sono alternati al microfono per dare lettura dei nomi delle oltre 950 vittime della mafia. “Tutti i nomi devono essere ricordati allo stesso modo”, ha detto la sorella di Emanuela, Claudia Loi, “con la stessa forza e dignità. Ventiquattro anni fa la strage di via D’Amelio ha segnato la mia vita e quella della mia famiglia, ma non abbiamo un sentimento di odio nei confronti degli assassini di Emanuela: solo un forte desiderio di legalità, di giustizia e di memoria. Prima della morte di mia sorella non sapevo neanche cosa fosse la mafia. Il cambiamento deve partire da un cambio di mentalità, e cambiare la storia è possibile”. Anche Pino Tilocca è un familiare di una vittima delle mafie, e dal palco di Sestu ha lanciato il suo messaggio di speranza alle migliaia di giovani presenti: “Hanno ucciso i nostri familiari ma non ci hanno piegato e non ci hanno sconfitto perché possiamo contare su di voi. Finché non ci lascerete soli, noi non saremo mai sconfitti”. Infine la conclusione del p ...
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