Regista e attrici sarde protagoniste del cortometraggio “AnnaLaura”

di Fabiola Corona ___________________________   Due ragazze sarde protagoniste del cortometraggio "AnnaLaura”, un progetto narrativo che racconta un’apparente normalissima mattina di una coppia di ragazze, Anna e Laura: il risveglio, la colazione, una passeggiata per raggiungere la stazione da cui partire assieme. «La storia di Anna e Laura parla di legami indissolubili, di distanze difficili da colmare, di parole non dette e amori incompiuti. Racconta la delicatezza di un amore, dei suoi silenzi, dei vuoti che lascia e lo fa senza parole e senza dare al corpo gestualità fuori dagli schemi se non per brevi tratti. A raccontare questa relazione sono il tempo quasi sospeso, gli sguardi pieni di tutto, lo spazio che attraversa i due corpi ma che non intacca le anime. È un viaggio nell'interiorità dei pensieri e dei sentimenti», queste le parole di Sara Perra, una delle due interpreti, originaria di San Gavino. Coprotagonista e curatrice della colonna sonora, la sanlurese Elisa Vinci. Alla regia, Luca di Bartolo, anche in veste di sceneggiatore, e Alberto Desirò. «L’idea è nata da un mio trascorso amoroso con una ragazza inglese davvero speciale – racconta il regista Luca di Bartolo – Nasce dal mondo onirico che mi ha accompagnato per anni dopo averla ‘cacciata’ dalla mia vita, pur amandola. La costruzione narrativa e le scelte che caratterizzano i due personaggi nascono dalle dinamiche che io stesso ho vissuto in tanti sogni: il desiderio di ritrovare una persona, sentirla ancora lì, accanto a me, come prima». Il cortometraggio sarà girato a settembre in Sardegna: con questo scopo è stata attivata una raccolta fondi che permetta di pagare le spese di produzione e presentare il cortometraggio ai festival di cinema. ...

Sa generalissa di Franco Carlini

di Efisio Cadoni ___________________________________ Si affaccia da qualche mese il nuovo mondo di racconti di Franco Carlini con il títolo “Sa generalissa”, che s’accompagna all’italiano “La generalessa”, il volume di trecentoventi pàgine, compreso il foglio con la retroscritta de Le Nuove Gràfiche Puddu di Ortacesus del dicembre del 2022, stampato per l’Alfa Editrice di Quartu Sant’Èlena, dall’inizio alla fine scritto in lingua sarda campidanese e completato in lingua italiana, successivamente, concluso e illuminato con la postfazione di Marinella Lorinczi, ed è esposto presso librai e giornalai in edícole e botteghe. Tra le sèdici narrazioni messe in risalto, con tutte le qualità espressive di Franciscu sia per il sardo sia per l’italiano, avvenimenti e caràtteri son messi da lei in primo piano, attraverso le sue scelte che condúcono il lettore ad accompagnarlo per i sentieri della lettura. Il títolo del libro è lo stesso dell’último racconto e non è certo l’único perché al tèrmine degli scritti d’ogni libro l’último è quasi sempre complessivo ed è cosí, come “Il coccodrillo” del 2020, pubblicato in italiano dalla casa editrice EDES, con racconti di profondo interesse di freschezza interiore, che tèrmina con il racconto fondamentale. È stata pubblicata nel novembre del 2021, da Edizioni Della Torre, una lunga storia di un “personaggio” d’una serie di novelle o, meglio dire, un romanzo di un “pisitteddu”, un gatto che ha un nome umano, anzi il nome di un “cristiano”, come s’esprime Testa Grigia, “Conchimurru”, altro personaggio d’invenzione, che confessa di sentire il nome di un suo caro amico dato al gatto chiamato “Efisio” e “Efis”, il protagonista, fin dalla prima pàgina delle varie “storie” che incomínciano con la sua vita di baci della mamma del suo amichetto Basili, la donna che gli voleva tanto bene fino alla sua vita nascosta, ché inutilmente, “Testa Grigia” non riuscí a cercarlo qua e là né a rivederlo mai piú, nella sua vita di gatto. Fra le tante pàgine scritte in lingua sarda campidanese e in italiano attírano le pàgine istoriate di disegni e colori dell’artista Claudia Piras le cui immàgini raffigúrano rappresentazioni lúcide e chiare. Non è passato un anno dopo la pubblicazione de “Su pisittu Efis” (Il Gatto Efis), la penna di Franciscu Carlini lo induce alle sue interiori invenzioni che lo spíngono a rènderle diffuse fra tutte le persone che àmano passare il tempo con una lettura chiara, intelligente, originale e, soprattutto, ammantarsi non solo del bello d’ogni parola di madre lingua, d’ogni ispirazione, d’ogni racconto, d’ogni pensiero, ma anche riempirsi testa e cuore di paesaggi spirituali e intellettuali di impressioni e di concezioni che rièmpiono, di sempre nuove idee, intelletto, sensi, ànima di poeta e narratore, cosí nate dalla profondità della ferace inventiva che lo riempie di “Lingua ...

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