Premiati i vincitori del quinto concorso Junior Art 2017
Dopo sei intensi giorni, che hanno visto la partecipazione di tanti bambini cimentarsi nella Pop Art, il 10 settembre si è svolta la premiazione dei migliori disegni, scelti dalla giuria composta da Antonio La Rosa, Alberto Muro Pelliconi, Simone Coni, Isis Pistis, Teresa Anna Coni. Antonio La Rosa, presidente della giuria, ha ringraziato i bambini e i ragazzi che hanno partecipato al workshop e chi ha collaborato alla riuscita del concorso. Ha Apprezzato e si compiaciuto per l’allestimento delle opere esposte nella spaziosa sala della Casa Parco, illuminata dal colore dei disegni. Teresa Anna Cosi ha ringraziato la sindaca di Ales Simonetta Zedda per il patrocinio e la concessione dei locali, la biblioteca di Ales nella persona di Isis Pistis, la Proloco, l’associazione Casa Natale Antonio Gramsci e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita del concorso. I disegni, suddivisi in due fasce d’età: dai 6 ai 10 e dagli 11 ai 16 anni, sono stati valutati in assoluto anonimato e obiettività. «La risposta dei partecipanti», ha affermato la giuria, «è stata significativa sia per la varietà sia per la qualità delle opere presentate, segnale dell’interesse suscitato e del successo dell’iniziativa Junior Art, quest’anno dedicata alla Pop Art di Antonio La Rosa. È stato molto difficile pervenire alla classifica: l’originalità, la creatività, la fantasia e lo stile personale, oltre alla tecnica di realizzazione sono stati i fattori determinanti per individuare le opere vincenti. Ciascuno partecipante deve sentirsi premiato a pari merito». Questi i risultati. Sezione 6-10 anni. Prima classificata Marica Casu, 10anni, per «Composizione tridimensionale descrittiva e gioiosa: ha colto perfettamente il pensiero dell’artista, rielaborato con fantasia, originalità e ironia, realizzato con tecnica mista». Secondo classificato Matteo Sacchitella, 8 anni, in quanto «Ha reso con una composizione di forte impatto per l’uso gradevole del colore, nella completa aderenza al pensiero dell’artista, esprimendo perfettamente la tecnica dell’acquerello». Terzo classificato, ex-aequo, Daniele Steri, 10 anni, con la motivazione: «Composizione fantastica! Una visione che richiama tutti gli elementi presenti nel pensiero dell’artista, rielaborati in un mixer delizioso di forme e colori, con il soggetto che osserva questo mondo ideale». Terza classificata ex-aequo Chiara Atzei, 10 anni, per «Aderenza al pensiero dell’artista in quanto il cilindro e i grattacieli per Antonio La Rosa incarnano l’unione di due mondi e di due epoche e quindi il passato – come radici ed esperienze vissute – e il futuro verso la realizzazione dei propri sogni». Sono stati inoltre assegnati il premio speciale della giuria per originalità a Michela Ladoni di 9 anni con la seguente motivazione: «Aver interpretato con perfetta composizione e ricchezza di particolari la scenografia dell’inaugurazione, con rielaborazione quasi fotografica… qua ...
Leggi di piùPresentato il libro “L’asilo della Sacra Famiglia nei suoi 75 anni a Villamar”
Nella chiesa di San Pietro, è stato presentato il libro “L’asilo della Sacra Famiglia nei suoi settantacinque anni a Villamar” di Albertina Piras e Antonio Sanna, i due scrittori locali che, negli ultimi decenni, si sono distinti per la pubblicazione di diversi testi di successo incentrati sulle tradizioni e la storia del territorio. Il libro racconta dell’asilo durante l’epoca di gestione delle suore: la struttura, infatti, dopo che queste l’hanno donata alla chiesa parrocchiale, continua a svolgere l’attività di scuola dell’infanzia, ma sotto nuova direzione. Fra i relatori, oltre ai due autori, l’assessore alla cultura Michela Pinna, il parroco di Villamar don Ennio Matta, l’attore e drammaturgo Maurizio Tancredi e il professor Roberto Ibba. «La storia dell’asilo - spiega Albertina Piras - è presentata come un percorso con la comunità che diventa partecipe di tutte le iniziative; ed è un continuo scambio, un continuo dare e ricevere, in un arco di tempo che ha lasciato la sua impronta nella storia, nella fede e nelle cultura del paese». L’idea di costruire l’asilo, si evince dal libro, nacque dalla necessità di dare accoglienza ai bambini per permettere alle madri di poter svolger il lavoro nei campi. «Il gruppo promotore - racconta Antonio Sanna - si strinse intorno all’allora parroco Giuliano Tronci che aveva offerto gratuitamente un suo terreno ad alcune persone vicine alla comunità parrocchiale e al signor Vallebona nel 1936, si era stabilito a Villamar impiantando un mulino elettrico in sostituzione della tradizionale “moba sarda”. Con la sua consorte Giulia e un gruppo di volontari, lo stesso Vallebona propose l’autofinanziamento per la realizzazione dell’asilo con il motto: “Una spiga per l’asilo, e se non potete una spiga un chicco almeno”. La proposta venne accolta con tanto entusiasmo al punto che, dopo la forzata sosta dei lavori a causa della seconda guerra mondiale, già nel 1947, la struttura venne inaugurata». La gestione venne affidata alle “Ancelle della Sacra Famiglia”, un ordine di suore sarde. «Inizialmente - continua Sanna - l’asilo mostrò parecchie difficoltà: non era infatti in grado di garantire un pasto completo ai bambini e, per ovviare al problema, le suore si organizzarono con una questua. Non furono anni facili, tant’è che le stesse suore si trovarono addirittura coinvolte in un clima di scontro politico, motivo che indusse l’allora vescovo Orrù, padre delegato della congregazione, a sostenerle». Nel corso della loro attività il segno distintivo delle suore denominate “umili, liete e gioiose” si mostrò talmente contagioso al punto che, in poco tempo, ben ventiquattro giovani ragazze locali presero i voti. Il lavoro delle suore è sempre stato molto apprezzato dalla popolazione: con materiale di poco conto nella struttura si sono realizzate una miriade di scenografie spesso molto accurate e di grande effetto; il libro racconta dettagliatam ...
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