Successo del mercatino dell’usato, degli hobbisti e dei prodotti locali
È andato bene il primo appuntamento del mercatino dell’usato, degli hobbisti e dei prodotti locali. Il cuore del paese ha ripreso a battere grazie all’impegno dei volontari dell’associazione Ki.Pa. e della creatività delle due giovani sangavinesi Antonella Scano e Marcella Atzeni. Oltre 45 espositori (nelle foto di Renato Sechi) hanno affollato per una intera giornata piazza della Resistenza, regalando un diversivo ai tanti visitatori accorsi al mercatino domenicale. «Ho raccolto la proposta - spiega Antonella Scano, una delle ideatrici - di Marianna Pertile, una mia compagnia di scuola di San Gavino poi emigrata a Venezia ed ho creato una pagina nei social network ed infine abbiamo deciso di realizzare questo appuntamento». Soddisfatta anche Marcella Atzeni: «Sono rientrata a San Gavino dopo aver trascorso undici anni in Lombardia, mi occupo di recupero creativo: questa per me in Sardegna è per ora una passione, ma spero possa diventare un lavoro». Sono di Sanluri Francesca Casu e la figlia Manuela Atzori: «Mia mamma - spiega quest’ultima - mi ha trasmesso lapassione per le creazioni artigianali e siamo venute qui per farci conoscere». Sulla stessa linea Gianluca Senis e Stefania Serci. «Tutti i miei lavori - sottolinea quest’ultima - sono fatti a mano come i i gioielli e le tegole pitturate». I volontari dell’associazione Ki.Pa., impegnata per la difesa dei diritti degli animali, in collaborazione con il Comune, pensano già al prossimo appuntamento: «Il 29 maggio - spiega Fabrizio Marini - organizzeremo il mercatino nel parco “Rolandi” e ci saranno tante manifestazioni e degustazioni con ampio spazio per i produttori locali”. Sulla stessa linea Giancarlo Pibiri, un altro volontario: «Ci sarà spazio anche per sfilate canine e feline, dimostrazioni di “pet therapy” ed ancora altri eventi. La Pro Loco ci ha dato una mano d’aiuto anche in quest’occasione. L’iniziativa è nata dalla voglia di fare qualche cosa per il paese, di far conoscere le vecchie tradizioni e i lavori manuali. L’appuntamento sarà mensile e l’evento del 29 maggio al parco “Rolandi” si terrà in concomitanza con la seconda edizione di “In fiera con Kipa». Tra gli stand è stata proposta la presentazione del libro “Le piante alimentari e officinali nella tradizione popolare di Decimomannu” della scrittrice Carla Cossu, mentre Rossella Corda ha presentato il sapone naturale allo zafferano e Barbara Atzeni ha proposto i suoi lavori fatti a mano e di riciclo creativo. Inoltre un gruppo di ragazzi ha raccolto fondi per la causa “Aiutiamo Samuele”, un bambino “speciale” nato con una grave e rara malformazione cerebrale. Erano presenti anche i volontari delle associazioni “Maison Sans Frontier” e “Ombre a 4 zampe”. In passato la Pro Loco di San Gavino col suo presidente uscente Antonio Garau e l’allora gestore del parco Sonia Concu avevano organizzato un mercatino solidale che aveva riscosso grande successo. G ...
Leggi di piùUno sguardo al passato
Sa funtana de su seddaiu Passeggiando lungo le strette strade del centro storico è possibile vedere, di tanto in tanto, tra un palazzotto e l’altro costruiti dopo il 1960, alcuni grandi portoni con caratteristiche architettoniche che ancora testimoniano l’antica presenza di culture diverse. Nel centro abitato si distinguono nettamente due parti. La prima, quella più antica, posizionata al centro del paese ai piedi del monte Santa Margherita, presenta le sue amene casette non molto alte e ristrutturate, alcune delle quali mantengono la struttura delle vecchie corti e i segni dell’antichità con fregi sotto i cornicioni e piccoli archi sulle finestre (Casa Loi) o conservano gelosamente disegni sulle pareti esposte all’interno delle stanze. Sino agli inizi del 1600, quando la chiesa principale di Guspini era quella di Sant’Alessandro, dove c’è l’attuale edificio ex scuola elementare Sanna, il luogo pubblico (il Forum), successivamente denominato piazza, o luogo delle adunanze dove la popolazione si riuniva, era lo spiazzo de sa funtana de su seddaiu, accanto alla via Giardini, che sino al periodo fascista forniva l’acqua potabile all’intero rione. Il pozzo veniva così chiamato perché nelle sue vicinanze c’era la bottega di un sellaio di cognome Saba, assai abile nella costruzione dei finimenti per gli animali da sella o da lavoro. Dal 1350 al 1650 circa, come risulta da fonti storiche, lo spiazzo è stato il luogo in cui venivano prese le decisioni amministrative, commerciali, politiche e religiose della vita urbana. Il Mastio Aragonese Nel 1700, con il vescovo mons. Pilo, una parte dell’edificio fu adibito a Monte Frumentario Nel 1576 e nel 1630 si registrarono le maggiori stragi per peste e anche a Guspini fu imposto dalle leggi spagnole di isolare chi ne fosse colpito per evitare ulteriori contagi. In applicazione delle allora norme di ordine e salute pubblica sorse, nella località che oggi è conosciuta come Monte Granatico, una sorta di lazzaretto. Anticamente la sua posizione era a sud-ovest del borgo storico di Guspini. Più sotto, al di là del bastione aragonese, vi era un fossato dove scorrevano le acque piovane provenienti dalla località di Bingias de susu. Era un’area recintata e attorno al mastio si costruirono capanne di paglia e fango che rappresentavano, per gli sfortunati che arrivavano, un luogo di isolamento e di morte. Era chiuso e custodito da guardie. I soccorsi agli appestati venivano solo da religiosi o da preti che vi celebravano la messa aiutati da laici aderenti all’Ordine Cavalleresco di San Giovanni.Cessata l’epidemia, le capanne furono distrutte. Dopo il 1630, finita la seconda ondata di moria per peste, di fatto nella chiesa di Sant’Alessandro cessarono le celebrazioni liturgiche e vi restò soltanto la sede della Confraternita del Rosario. Le celebrazioni religiose proseguirono nella nuova parrocchiale di San Nicolò e nella chiesa di Santa Maria. I forni di calce Le famiglie, si ...
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