Pranzo di solidarietà con le volontarie del Centro Italiano Femminile

Sono sempre pronte a rispondere quando qualcuno bussa alla loro porta. Si tratta delle donne del Centro Italiano Femminile che si muovono in silenzio e con molta discrezione per aiutare quelli che sono meno fortunati e che si trovano ai margini della società. Un vero e proprio esercito di quasi cento volontarie che apre le porte alla solidarietà e che ha organizzato un grande pranzo di solidarietà nel ristorante “Santa Lucia” che ha visto la partecipazione di oltre 100 persone. Una giornata per stare tutti insieme e per alleviare il peso della solitudine che si sente soprattutto in occasione delle feste come il Natale. POVERTÀ Al posto dell’aiuto monetario il Cif preferisce rispondere direttamente alle esigenze del momento perché c’è anche chi, pur avendo i soldi, potrebbe spenderli in maniera inopportuna: «La povertà esiste anche a San Gavino - evidenzia la presidente Sandra Canargiu - da parte nostra c’è molta discrezione: nelle famiglie entriamo sempre in punta di piedi e non dimentichiamo mai che le persone vanno aiutate in tutti momenti dell’anno». AIUTARE IN SILENZIO Sono tante le iniziative di solidarietà delle donne del Centro Italiano Femminile per alleviare le sofferenze altrui. L’opera delle socie del Cif continua instancabile con l’aiuto alle tante persone in difficoltà, magari contribuendo all’acquisto di beni di prima necessità o della legna che permette di affrontare con meno preoccupazione l’arrivo della stagione fredda in molte case prive di qualsiasi riscaldamento. Oppure si preparano i pacchi di viveri dove ogni socia aggiunge qualcosa. TANTE INIZIATIVE Tra le tante attività l’11febbraio, giorno dedicato alla Madonna di Lourdes, sarà ricordata la giornata del malato con un fiore che viene portato ad ogni persona sofferente. C’è poi a marzo “La giornata della donna con la famiglia”. Ogni anno viene celebrata una messa per ricordare i cari defunti e in passato hanno avuto grande successo alcuni corsi come quelli di découpage, cucito e di informatica. Questa associazione affonda le sue radici nel passato: il Cif è nato nel 1944 come associazione a carattere religioso. Gian Luigi Pittau ...

Gli esseri della mitologia sarda rivivono in un percorso multimediale

Una storia fantastica capace di far restare i bambini con il fiato sospeso e di incantare anche gli adulti. La figura de S’ammutadori, il demone del sonno della tradizione mitologica sarda, sarà protagonista di Sette berrette e un calderone d’oro, un progetto multimediale articolato in un monimo mediometraggio fantasy e una sala d’esposizione nella quale sarà possibile osservare da vicino diversi elementi scenografici originali e vedere come si è passati dalle idee al personaggio in carne e ossa. Grazie alla collaborazione con la Pro Loco Gonnosfanadiga, che ha appoggiato l’iniziativa e patrocinato l’evento, lo spettacolo sarà presentato a Gonnosfanadiga, nei locali della Fiera mercato in Via Nazionale (ss196, all’incrocio con Via Pabillonis), nei giorni 23 e 24 gennaio (alle 18, alle 19:30 e alle 21:30) Prodotto dalla Ju film all’interno del più ampio progetto “Leggende della tradizione sarda e linguaggi moderni del tramandare”, Sette berrette e un calderone d’oro si ispira all’omonimo racconto originale di Giacomo Littera e si avvale della regia e della direzione artistica di Matteo Fadda e delle musiche originali di Salvo Nicotra. La fotografia è di Ignazio Dessì. Supervisione tecnica e software sono di Fabrio Protopapa. L’idea è quella di far conoscere, attraverso una serie di film soft horror, la Sardegna più remota e il suo mondo fantastico anche ai più piccoli, avvalendosi di supporti tecnologici vicini alle nuove generazioni. Il film. Sette berrette e un calderone d’oro annovera tra i suoi protagonisti il Folletto dalle sette berrette (S’ammutadori, che nella tradizione sarda agisce durante il sonno della sua preda) che incontra Samuele, un bambino che lavora nel podere di un ricco latifondista. A eccezione di Sandro Maxia del Cada die teatro, gli attori sono tutti non professionisti. Il film, la cui lavorazione ha richiesto circa un anno di tempo, è stato realizzato evitando di utilizzare troppi effetti speciali, in modo da salvaguardare il più possibile la tradizione orale. La sua proiezione si avvale di più schermi, in modo da offrire una visione differente da quella classica cinematografica o televisiva. Il percorso espositivo di scenografia e costume. Qui, il pubblico potrà vedere da vicino il lavoro grafico relativo alla visualizzazione del Folletto dalle sette berrette. Ad esempio i primi bozzetti del viso di questo essere e alcuni elementi del trucco di scena come le protesi facciali. Sarà presente anche il costume del folletto, e alcuni elementi scenografici relativi all’ambientazione del film. ...

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